A1 – Lollo Serventi: “Io, il maestro delle giovani”

A1 – Lollo Serventi: “Io, il maestro delle giovani”

Con una squadra composta da giocatrici poco più che 20enni il coach di Reggio Emilia ha guidato Umbertide a una salvezza senza patemi e ora si gioca i playoff. “Per far crescere le nostre ragazze apriamo al mercato comunitario”

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Nel 2013 era stato premiato come migliore allenatore dell’A1. Nel 2016 fa il bis, almeno per il nostro sito, Basketinside.com che lo ha votato come il miglior coach del campionato, soprattutto per il lavoro che ha saputo svolgere a Umbertide con una squadra composta da giovani e giovanissime.

“Mi fa piacere – dice il coach di Reggio Emilia, 48 anni compiuti lo scorso 13 marzo – la nomination di Basteinside.com, un sito serio che seguo e che so avere un gran numero di lettori in tutta Italia. Credo però di dover dividere questo riconoscimento con la mia squadra, con le ragazze che in palestra si sono sempre impegnate. Un roster già giovane al via del campionato e che lo è diventato ancora di più dopo il passaggio di Sarni a Cagliari e l’infortunio di Pertile. Ho controllato e mi sembra che questa sia stata la squadra con l’età media più bassa in A1 dal 1990”.

Come sia riuscito a centrare senza patemi l’obiettivo salv ezza Serventi lo spiega così: “Abbiamo fatto tanto lavoro anche a livello individuale cominciando in palestra la mattina presto, grazie alla disponibilità delle giocatrici. Ci siamo ritrovati ad allenarci con ragazze del 1999 e siamo stati bravi a fare un buon campionato, a non mollare mai, a non farci prendere dallo sconforto nei momenti difficili, come l’infortunio di Pertile”.

Eppure l’inizio non era stato facile. “Tutt’altro – ricorda Serventi – alla vigilia del torneo c’era che ci indicava tra le squadre che sarebbero retrocesse. All’Opening Day siamo stati spazzati via da Lucca, poi però a poco a poco abbiamo trovato la nostra strada, centrando vittorie importanti che ci hanno dato fiducia. Di fatto le rotazioni sono limitate a 7 giocatrici. I playoff? Cercheremo di fare il massimo”.

Serventi miglior coach; Dotto, Simmons, Harmon, Ugoka e Brunson miglior quintetto. Le piacerebbe allenarlo?

“E a chi non piacerebbe – risponde il tecnico -. Sono atlete splendide, straordinarie, c’è di tutto dalla fisicità alla tecnica. C’è soprattutto una giocatrice come Jillian Harmon che ho sempre seguito e che mi sarebbe piaciuto allenatore. Dovunque è andata ha sempre fatto bene, con un atteggiamento, una professionalità che sono da esempio”.

E se dovesse indicare qualche giovane che l’ha colpita?

“Non nomino le mie ragazze e dico subito Tagliamento, che ha mostrato grande personalità. Mi piace molto anche Martina Kacerik del Geas, una giovanissima che ha dimostrato di saper leggere il gioco, che ha tecnica e leadership, brava anche in difesa. Più in generale – aggiunge Serventi – credo che le nostre ragazze per crescere abbiano bisogno di maggiore competitività. So di andare controcorrente, ma per questo dico che sarei favorevole ad aprire al mercato comunitario. Con 7 italiane per squadra tante ritengono di avere il posto garantito e non crescono”.

La griglia playoff, così come si è delineata, impedisce un’altra finale tra Schio e Ragusa. Come finirà il campionato?

“Lucca ha vinto la regular season e sta facendo un’ottima stagione, io l’avevo pronosticata fra le prime 3, conosco l’allenatore e le giocatrici. A livello di panchina Ragusa e Schio hanno qualcosa di più, ma Ragusa ha pagato la vittoria della Coppa Italia e Schio l’impegno in Eurolega. Poi c’è Venezia, che stimo molto. Credo che saranno queste a giocarsi il titolo, Lucca è più intensa di Venezia e può centrare la finale;  tra Ragusa e Schio è difficile fare una previsione. E’ comunque un bel campionato, il livello è migliorato, c’è più fisicità. Il basket femminile è sicuramente più tecnico e tattico rispetto al maschile, meno esplosivo ma sempre bello da vedere”.

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