A1 F G1- Schio supera Ragusa e strappa il primo punto della finale

A1 F G1- Schio supera Ragusa e strappa il primo punto della finale

Il Famila si porta sull’1-0 nella serie decisiva per il titolo

di Mauro Giorgini

Il Famila Schio batte la Passalacqua Ragusa nel primo atto della Finale Scudetto, riuscendo a ribaltare nell’ultimo quarto un punteggio che aveva visto la squadra di casa sotto per gran parte dell’incontro. Le iblee dominano per larghi tratti dell’incontro, non riuscendo però a chiudere la partita, subendo il ritorno devastante della formazione campione d’Italia.

Coach Vincent schiera subito in campo Dotto, Crippa, Quigley, Gruda e Lavender, mentre coach Recupido risponde con Romeo, Consolini, Kuster, Harmon e Hamby.

Il primo canestro di questa serie di Finale Scudetto è di Kuster, che dalla media porta subito in vantaggio Ragusa, al primo possesso a loro disposizione. Schio pareggia il conto grazie a due tiri liberi trasformati da Quigley per il fallo subìto da Hamby. Ma è la formazione siciliana quella che sembra più pimpante e che prova a portarsi avanti prima con Harmon, e poi con Kuster, recuperate dai canestri di Lavender e ancora Quigley. Ed è proprio la numero 24 orange che riesce a siglare il primo vantaggio per la formazione di casa, agguantando il rimbalzo dopo il tiro di Gruda e appoggiando il pallone a canestro. Ragusa risponde prontamente con Hamby, e grazie all’ingresso dalla panchina di Cinili, si riporta immediatamente in vantaggio, piazzando un mini parziale di cinque punti, che vale il momentaneo 10-15. La reazione delle venete passa dalle mani di Quigley, che mette dentro una tripla per provare a ricucire le distanze, ma Ragusa piazza un break di sette punti, grazie ai cinque di Cinili, ai due di Romeo e all’uno su due dalla lunetta di Harmon, dopo il fallo subìto da Andrè. Schio barcolla e arriva al primo mini intervallo sul 16-22, grazie al canestro negli ultimi secondo di Lavender.

Si riparte con Ragusa che continua a spingere sull’acceleratore, guidata da Cinili e Hamby, che portano in doppia cifra il loro vantaggio, sul 18-29. Ci pensa Crippa a spezzare l’inerzia della partita, con due triple, inframezzate dai canestri di Gruda e Hamby, che fermano il punteggio sul 26-31. Proprio quando Schio stava ricucendo lo svantaggio arriva la tripla di Romeo, che sulla sirena dei 24” riesce a trovare il fondo della retina. Il Famila continua a mostrare delle difficoltà in difesa, evidenziate dall’ennesimo canestro di Kuster, che porta la Passalacqua sul +11: il tiro dalla media di Gruda è illusorio, prima di un altro break biancoverde, segnato da Gianolla e Consolini. Coach Vincent prova a scuotere le sue giocatrici chiamando time-out, raccogliendo però risultati modesti, con la squadra di casa che riesce a ridurre solo parzialmente lo svantaggio, e ad andare negli spogliatoi sul 34-43.

Ci vogliono novanta secondi per vedere il primo canestro del secondo tempo, che arriva dalle mani di Lavender, che segna appena dentro la linea da tre punti, al quale risponde Kuster, completamente dimenticata in area dalla formazione scledense. Entrambe le squadre sembrano un po’ contratte, forse anche a causa di un primo tempo giocato a ritmi altissimi, con Schio che riesce a trovare il 38-45 dopo quattro minuti di gioco. Coach Recupido prova a giocare la carta Cinili, che nel primo tempo ha portato buoni frutti per le siciliane, ma è Schio a piazzare un break di otto punti letteralmente devastante, chiuso dall’azione coast to coast di Dotto, che vale il momentaneo 46-45. Ragusa reagisce e piazza un parziale di 7-0, chiuso dal due su due segnato in lunetta da Harmon dopo il fallo di Andrè. Il quarto si chiude con il tap in di Gruda che vale il momentaneo 50-56.

L’ultima frazione si apre con il canestro di Quigley, subito pareggiato dall’appoggio al tabellone di Harmon. Fasi di gioco interlocutorie, con le squadre che peccano nella precisione sotto canestro, fino al break orange firmato dalle triple di Battisodo e Quigley, e dal tiro dalla media di Gruda, che a cinque minuti dal termine della partita ferma il punteggio sul 60-60. La numero 30 della formazione di casa entra in ritmo, segnando un’altra tripla, che costringe coach Recupido a chiamare sospensione, sul punteggio di 65-62. Le squadre tornano a non trovare il fondo della retina e si deve attendere l’ultimo minuto per veder muovere il punteggio, con il tiro di Quigley, al quale risponde subito Harmon. Iniziano i falli sistematici, con Quigley che fa due su due dalla lunetta a pochi istanti dalla fine, e consegna la vittoria alla formazione di casa, con il punteggio di 69-64.

Il primo atto della Finale Scudetto va alla squadra campione d’Italia in carica, che dopo esser stata sotto nel punteggio per gran parte dell’incontro, riesce a ribaltare il risultato e portarsi sull’1-0. Ragusa conduce la partita per larghi tratti, mettendo in campo grande energia e fisicità, ma perdendo di brillantezza nel finale di gara, probabilmente anche a causa della serie con Venezia, arrivata a Gara5.

Tra meno di quarantotto ore si scenderà di nuovo in campo, pe il secondo atto di questa serie.

Famila Wuber Schio – Passalacqua Ragusa 69-64 [1-0]

Famila Wuber Schio – Passalacqua Ragusa 69 – 64 (16-22, 34-43, 50-56, 69-64)
FAMILA WUBER SCHIO: Filippi NE, Fassina, Masciadri NE, Crippa* 8 (1/3, 2/3), Gruda* 12 (6/16 da 2), Battisodo 5 (1/3, 1/3), Andre’ 2 (1/1 da 2), Dotto* 6 (3/8 da 2), Lavender* 15 (6/9, 1/1), Quigley* 21 (4/9, 3/8)
Allenatore: Vincent P.
Tiri da 2: 22/49 – Tiri da 3: 7/16 – Tiri Liberi: 4/4 – Rimbalzi: 36 11+25 (Gruda 10) – Assist: 14 (Dotto 7) – Palle Recuperate: 6 (Dotto 4) – Palle Perse: 12 (Gruda 3)
PASSALACQUA RAGUSA: Romeo* 7 (2/4, 1/4), Consolini* 2 (1/3, 0/2), Cinili 14 (4/4, 2/4), Formica 2 (1/2 da 2), Rimi NE, Stroscio NE, Harmon* 13 (4/12 da 2), Gianolla 4 (2/6 da 2), Soli NE, Hamby* 8 (4/8 da 2), Kuster* 14 (4/8, 2/2)
Allenatore: Recupido G.
Tiri da 2: 22/47 – Tiri da 3: 5/12 – Tiri Liberi: 5/6 – Rimbalzi: 33 8+25 (Hamby) – Assist: 12 (Kuster 5) – Palle Recuperate: 7 (Harmon 3) – Palle Perse: 12 (Romeo 4)
Arbitri: Salustri V., D’Amato A., Valleriani D.

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