A1F – Viale e Mandroni, un futuro tra studio e canestri

A1F – Viale e Mandroni, un futuro tra studio e canestri

Sogni, speranze e obiettivi delle due giovani del Basket Le Mura, che stanno facendo esperienza con la squadra in testa alla classifica dell’A1. “Lavorare qui ci aiuta a crescere tanto”

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Il futuro è dalla loro parte. Perchè a 20 anni l’una e a 18 l’altra hanno spianata davanti a loro non solo la strada della vita ma anche quella della pallacanestro. La grande passione che le accompagna da quando erano piccole. E’ così per Marta Viale, pisana, classe 1996 e Martina Mandroni, lucchese di Altopascio, classe 1998, due delle giovanissime del roster del Basket femminile Le Mura. Due ragazze dalla storia diversa, accomunate la scorsa estate dalla chiamata della ds Lidia Gorlin, che ha proposto a entrambe l’esperienza in A1 con il team biancorosso.

La telefonata. Al cellulare di Marta Viale arriva quando meno se lo aspetta. La ragazza che ha scoperto il basket a 10 anni, frequentando le attività sportive proposte dalla scuola, cresciuta a Ghezzano, è reduce da un campionato in A2 a Salerno. La prima esperienza lontano da casa. “Che mi è servita ed è stata utile per crescere sul piano sportivo e come persona” dice Marta. Che a Salerno ha condiviso con altre 7 ragazze la villa messa a disposizione dal club (“ci siamo divertite tantissimo”) ma ha anche studiato, frequentando l’ultimo anno del liceo scientifico e conseguendo la maturità.

Dieci minuti di media a partita, il salto in una realtà nuova e poi il ritorno a casa con un proposito. “L’idea – racconta Viale – era quella di continuare a giocare a basket ma con un impegno diverso per poter frequentare l’università”. un’idea che naufraga quando le squilla il cellulare. Come si fa a dire di no a Lidia Gorlin? Come rinunciare a un campionato di A1 anche se sai che sei destinata alla panchina per tutta la stagione? “All’inizio quasi non ci credevo – racconta la guardia di Lucca – poi mi sono calata in questa realtà e ho avuto l’opportunità di giocare anche a Livorno in serie B con il doppio tesseramento. Non è stato facile, nei primi tempi ho sofferto l’intensità della preparazione, i doppi allenamenti. Ma tutto questo mi è servito per crescere sul piano fisico”.

Martina Mandroni potrebbe invece definirsi una predestinata. Padre fisioterapista del club di Altopascio, madre allenatrice, fratello più grande giocatore. Poteva aspettarla un destino diverso? “Ho cominciato a 4 anni e mezzo, seguivo gli allenamenti di mio fratello e ho preso la palla in mano. Una sensazione bellissima e non l’ho più lasciata. Ma è stata una mia scelta, nessuno mi ha forzato in famiglia”, spiega Martina, che dopo un passaggio a Massa e Cozzile arriva a Lucca nella società Spring, satellite delle Mura, con la cui maglia gioca quest’anno il campionato under 18.

“Con la prima squadra avevo già avuto modo di allenarmi qualche volta nelle due precedenti stagioni – racconta Mandroni -. Poi in estate mi chiamò Lidia Gorlin e mi disse che c’era l’opportunità di allenarmi stabilmente con loro, andare in trasferta, insomma fare parte della squadra. E ho accettato con entusiasmo, anche se è dura, visto che frequento il 4° anno a ragioneria”.

L’esperienza in A1. “Quando è cominciato il campionato – dice Viale – mi ha colpito soprattutto la differenza di livello con l’A2. In A1 ci sono giocatrici in grado di fare giocate incredibili. Restavo a bocca aperto vedendo il loro talento. Credo che questa stagione mi servirà per migliorare, per riuscire in futuro a giocare di più in A2. Però non faccio programmi, prendo quello che viene”.

Come Viale, anche Mandroni sottolinea quanto sia gratificante far parte del gruppo Le Mura: “Siamo tutte unite e soprattutto ogni ragazza è pronta ad aiutare l’altra nei momenti di difficoltà. Io sono una play adattata, la statura mi condiziona. Sto imparando che non conta solo segnare ma anche fare assist, far giocare bene la squadra. Ho l’esempio di una giocatrice come Francesca Dotto, play che si prende iniziative, alza e abbassa i ritmi, penetra, tira, insomma sa fare un po’ tutto”.

Gli obietti. Viale è già andata a canestro in A1, contro Vigarano. Martina ci ha provato nei pochi secondi in cui è stata schierata domenica scorsa contro Torino, senza fortuna. Ma ricorda bene l’emozione dell’esordio, all’Opening Day di Napoli. “Giocavamo contro Umbertide – dice – ed eravamo avanti di oltre 30 punti. Coach Diamanti fece entrare prima Viale, poi mi indicò con il dito. Non ho avuto nemmeno il tempo di pensare, ero già in campo.E piano piano ho imparato che per una giovane anche 30 secondi sono importanti”.

Gli obiettivi.  Marta Viale non ha ancora deciso cosa farà da grande. Si è iscritta a economia e commercio ma lascia aperte tutte le possibilità. “Mi intriga il fatto di avere davanti varie strade, nello studio come nel basket”.   Martina Mandroni deve ancora diplomarsi, prima di valutare quale via prendere. E in maglia Le Mura studia da play, con il sogno un giorno di diventare proprio lei la mente della squadra biancorossa.

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