A2 Ancona: il bilancio stagionale tracciato da Luca Piccionne

A2 Ancona: il bilancio stagionale tracciato da Luca Piccionne

Il punto in casa Ancona.

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Una settimana tra dolori e gioie, tra l’amarezza per la retrocessione dalla Serie A2 e la grande soddisfazione per aver portato anche l’Under 16 alla Finale Nazionale. Emozioni condensate in pochi giorni, risultati di un cammino lungo un’intera stagione che per il Basket Girls volge al termine e con lei arriva il tempo dei tradizionali bilanci. Alla discesa in Serie B della prima squadra fa da contraltare la doppietta delle giovanili capaci di raggiungere le Finali Nazionali ennesimo bel risultato del progetto della Società biancorossa che si guarda indietro e cerca già le prime risposte sul proprio futuro.

A stilare il rendiconto non poteva che essere Luca Piccionne. Direttore Generale fino a quando non si è sdoppiato anche nel ruolo di allenatore cercando di risollevare le sorti della squadra purtroppo senza esito positivo..

Quando arriva una retrocessione ci sono sempre degli errori. Potendo riavvolgere il nastro cosa non riferesti?

“Il campionato ha detto mi pare abbastanza chiaramente che squadre come la nostra e Salerno, cioè basate massicciamente su giocatrici giovani e giovanissime come il nostro caso, non possono reggere l’urto della Serie A2. Non è un campionato per giovani di questo tipo e quindi dovendo scegliere cosa non rifarei dico che non presenterei una squadra così giovane. Ci ha portato dei risultati con l’Under 18 e parzialmente con l’Under 16 ma non quelli sperati con l’A2.”

Possiamo identificare l’esonero di Caboni l’episodio focale dell’intera stagione? Un cambio che è andato a sconfessare i progetti iniziali?

“L’allenatore l’avevo scelto io credendo ovviamente che fosse quello giusto per questo tipo di progetto e per questa squadra. Invece per tutta una serie di motivazioni e per delle colpe che non mi interessa neanche trovare di chi sono, si è rivelato complicato dare delle motivazioni a un gruppo che a un certo punto della stagione ci sembrava altamente demotivato. Il mio avvento sulla panchina era il cambio più semplice sotto molti aspetti. Ero quello che conoscevo di più l’ambiente e anche per motivi economici era la soluzione più comoda. E’ stata una decisione presa insieme alla Società, personalmente non avrei mai voluto farlo anche per il rapporto personale che ho con Caboni”
E che cos’è che ha fatto saltare tutto?

“A un certo punto eravamo ultimi e rischiavamo davvero la retrocessione diretta. Il gruppo era scollegato dall’allenatore, una situazione che ci dava la sensazione di essere irreversibile e quindi il cambio era la cosa più dolorosa ma inevitabile.”

Il cambio ha portato benefici. E’oggettivamente innegabile che le cose migliori si sono viste nella parte finale di stagione.

“Il cambio ha portato una maggiore attenzione all’aspetto emotivo e di atteggiamento piuttosto che a uno prettamente tecnico. Forse è stato tolto qualcosa sotto il punto di vista tattico e abbiamo provato a mettere tutto quello che secondo me mancava dal punto di vista del modo di stare in campo e dell’intensità. E alla fine credo che si sia visto un modo diverso di stare in campo anche se poi non siamo riusciti a raggiungere la salvezza e quindi questa metamorfosi non è servita.”

Nei playout il punto più alto della stagione giocando alla pari tutte le gare e non riuscendo a vincerne alcune davvero per poco. Rimpianti?

“Dal punto di vista dell’atteggiamento ne abbiamo sbagliata una sola, gra-1 a Carugate. Le altre le abbiamo tutte giocate alla pari, poi bisogna vedere perché non abbiamo vinto le due a Viareggio e la seconda con le lombarde. Probabilmente ci sono dei motivi ben precisi anche nella sconfitta di Viareggio prendendo canestro a 7″ dalla fine con la tiratrice che era per terra oppure quella dopo due overtime o meglio ancora gara-2 contro Carugate guidata per 35′.”

Una domanda che in molti si fanno e magari mai apertamente ti è stata posta. L’anno scorso Basket Girls promosso in A2 e di quella squadra nessuna traccia. Perché questo smantellamento?

“Vorrei che fosse chiaro questo punto. L’unica ragazza del gruppo dell’anno scorso alla quale non abbiamo offerto il rinnovo è stata Cadoni perché sapevamo che aveva intenzione di andare via. Abbiamo parlato con Zerella, Redolf, Di Sario, Formiconi e chi per un motivo chi per un altro tutte hanno declinato la nostra offerta costringendoci in pratica ad attuare la politica di fare un squadra giovanissima. Non c’è stato nessun smantellamento per ragioni legate a decisioni della Società..”

E adesso chiudiamo la stagione con le due Finali Nazionali a coronamento di un progetto importante basato sulle giovanili.

“L’obiettivo iniziale era questo. Volevamo arrivare alla Finale Nazionale con entrambe le squadre abbiamo fatto investimenti cercando che fossero il più possibile legati alla Serie A2, almeno sulle più grandi. Ora che le abbiamo raggiunte ci prepariamo a dare il massimo. Nell’Under 18 siamo tra le prime 8 e le avversarie che andremo ad affrontare sono davvero molto forti e attrezzate. Oltretutto arriveremo senza Bolognini, out per la rottura del crociato, e con Takrou che non ha ancora del tutto smaltito il problema alla caviglia. Mentre con l’Under 16 possiamo entrare nelle prime 8, aspirazione legittima, non credo che ci siano tante squadre più forti di noi anche se dobbiamo aspettare di vedere la composizione dei gironi.”

Progetto per la prima squadra?

“Saremo la prima avente diritto al ripescaggio. Ciò vuol dire che facendo domanda avremmo molte probabilità di essere ammessi alla prossima A2 viste le voci che circolano e le notizie che arrivano da altre piazze. Però è chiaro che se facessimo di nuovo l’A2 dobbiamo farla in maniera diversa da quest’anno con un progetto che possa pensare a una integrazione maggiore tra senior e under. Perché ciò avvenga ci vuole un budget sicuro non certo complicato come quello di quest’anno. Quindi molto chiaramente,se i soldi ci sono si chiede il ripescaggio, altrimenti si gioca il campionato di Serie B facendo tutte le valutazioni del caso ”

E Luca Piccionne dove lo ritroveremo. Panchina o scrivania?

“Se posso non vorrei allenare. La prima scelta è provare a ricostruire il nostro progetto così come era partito a inizio di questa stagione, ma tutto a fronte della presenza di forze e un budget discreto.”

All’orizzonte si muove qualcosa per alimentare il budget?

“C’è una sorta di trattativa con un potenziale patner che ormai dura da mesi. Trattativa complessa e piena di nodi da sciogliere. Dico che se si concretizzasse sarà garantito la richiesta di ripescaggio, mentre se non andasse in porto dovremmo pensare alla Serie B.”

Uff.Stampa Basket Girls Ancona

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