A2- Costa Masnaga: intervista a Francesca Pozzi

A2- Costa Masnaga: intervista a Francesca Pozzi

Le parole di Francesca Pozzi.

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E’ tra le “senatrici” della squadra biancorossa Francesca Pozzi e con il capitano Michela Longoni è quella con più anni di militanza con la casacca masnaghese. Sono ben 14 infatti ormai le stagioni in cui la giovane giocatrice di Carugo indossa i colori del Basket Costa, intervallati tuttavia da una parentesi di una stagione trascorsa a Carugate.

La storia sportiva di questa ragazzotta con un fisico longilineo dalla mano morbida(181 cm, classe 1991 )  comincia a 6 anni, quando inizia a giocare a minibasket in squadre miste, poi a 9/10 anni, Fabrizio Ranieri la porta a Costamasnaga.

“Sono passati tanti anni da allora – conferma l’ala brianzola – ma ricordo come fosse ieri i tempi in cui giocavo le prime partite, gli amici e l’amore per il basket che già da bambina mi aveva conquistata. Ne è passata di acqua sotto i ponti, ma l’entusiasmo è rimasto immutato, adoro questo sport”.

A quasi un mese dal termine del campionato per la B&P, che al primo anno in A2 dopo la brillante promozione dello scorso anno, si è salvata senza passare dalla pericolosissima lotteria dei playout, Pozzi si ritiene soddisfatta.

“Come tutti sanno – dice – abbiamo avuto una stagione travagliata, piena di intoppi, con un via vai impressionante dall’infermeria che ci ha costretto spesso ad allenarci a ranghi ridotti e non ci ha permesso di avere continuità. Credo che con un pizzico di fortuna in più, avremmo potuto fare sicuramente meglio, purtroppo in una stagione può succedere anche questo, fa parte dello sport. Non possiamo quindi che ritenerci felici per come si è conclusa la stagione, anche se un po’ di rammarico è normale ci sia, visto che siamo arrivate poi ad un soffio dai playoff”.

“Personalmente – continua – sono contenta perché mi è stata data una grande opportunità di giocare da protagonista e questo per me è stato motivante. Avere importanti responsabilità sulle spalle ti dà nuovi e importanti stimoli. Rispetto all’anno scorso direi che le differenze sostanziali che ho trovato sono a livello di intensità e a livello fisico, che in A2 come si può intuire, si alzano notevolmente”.

Il campionato a fine regular season ha dato risposte importanti, dicendo che tra le prime quattro formazioni e il resto del gruppo, ci fosse un netto distacco, testimoniato dai 10 punti di differenza tra la quarta e la quinta forza.

“E’ stata per me una sorpresa questa – ammette la giocatrice biancorossa – perché, a parte Broni che si è dimostrata davvero una squadra attrezzata per fare il grande salto, mi sarei aspettata maggiore equilibrio. Tuttavia questo è il segnale che poi in corsa possono cambiare tante cose, le stagioni sono lunghe e intervengono tanti fattori che possono influenzare il rendimento delle squadre sul campo, quindi un conto è formare i roster a tavolino in estate, un conto è tutto il lavoro che c’è dietro affinchè il gruppo sul campo funzioni. Può sembrare facile ma non lo è”.

Come detto, dopo una stagione sfortunata, vi siete ritrovate a giocarvi all’ultima giornata con Milano l’accesso ai playoff.

“Peccato davvero per la sconfitta – dice – perché la qualificazione alla post season poteva essere il coronamento di una stagione positiva, in cui nonostante la sfortuna per i numerosi infortuni, non abbiamo mai mollato e, salvo rarissime eccezioni, abbiamo fatto vedere di potercela giocare con tutte. In quell’occasione pagammo le basse percentuali al tiro e un approccio in difesa, all’inizio, forse un po’ remissivo. Quando siamo tornate a contatto, avevamo speso molto in termini di energie e non ce l’abbiamo fatta. Come ho detto però, l’importante era salvarsi direttamente ed evitare i playout: direi che abbiamo centrato l’obiettivo”.

La sconfitta più cocente che ti è rimasta negli occhi?

“Non c’è una partita soltanto – conclude la numero 24 brianzola – che mi ha lasciato l’amaro in bocca, ma qualcuna in più. Parlo ad esempio della partita con Bolzano all’andata, quelle con Castelnuovo Scrivia, quella con Marghera in casa nel girone di ritorno. Tutte gare che avremmo potuto vincere ma che ci sono scivolate di mano e ci hanno lasciato grande amarezza”.

Ora che la stagione è finita, Francesca può concentrarsi completamente sulla seconda laurea(è già dottoressa in Scienze dei beni culturali) che a dicembre otterrà in “Comunicazione e Valorizzazione Digitale per i beni culturali”. A due esami dal termine, sta scrivendo una tesi che si divide in una parte teorica e una progettuale: un lavoro lungo che però sta gestendo con certosina dedizione.

La stessa che la numero 24 biancorossa mette costantemente sul campo da basket con la canotta che ormai è la sua seconda pelle, quella del Basket Costa.

Uff.Stampa Basket Costa

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