A2- E’ spettacolo tra Nba Zena e Cagliari. Le liguri vincono dopo un overtime

A2- E’ spettacolo tra Nba Zena e Cagliari. Le liguri vincono dopo un overtime

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GENOVA.

La vibrante voce dello speaker Luca Bianchi pone fine a un’attesa che la musica di sottofondo non ha aiutato a lavare via dagli spalti: il debutto di Genova in A2 richiama quasi duecento spettatori al PalaDonBosco, spesso accompagnati dagli amici a quattro zampe: dà l’esempio il patron dell’Almo Nature Pier Giovanni Cappellino.
La prima palla a due prende la via di Cagliari, ma una buona difesa di Elena Bestagno permette il recupero immediato; sull’altro fronte la cugina Martina fa le prove nel cuore dell’area, con un bel movimento spalle a canestro che non trova il fondo della retina. Il primo tempino vive dello scontro fra le due numero 4, con la rosanero che sigla 8 dei primi 10 punti genovesi e la Ljubenovic che fissa tutta sola il 10-5. Il basso ritmo premia le difese, e la prima tripla dell’incontro arriva solo a ridosso della sirena; a bersaglio, per il 10-12 ospite, la guardia Fidossi.
La Virtus Cagliari esce meglio dal mini-intervallo, e 5 punti in fila delle sarde obbligano Pansolin al timeout. Un lampo di Elena Bestagno (partenza in dietroschiena e primo tempo con fallo) vale il 12-19, ma subito Scibelli porta la Virtus al +9, massimo vantaggio della gara (12-21).
Nel momento del bisogno colpisce da tre Sara De Scalzi, persa per una frazione di secondo; non ci sta Linguaglossa, 2/2 dalla linea della carità prima del quarto fallo personale, quando mancano ancora 5.40 all’intervallo lungo. I 192 centimetri di Giorgia Belfiore, con doppio rimbalzo in attacco ed eccellenti aiuti difensivi, e la grinta di Chiara Principi mescolano le carte. De Scalzi rimette in gara l’Almo Nature, sospinta anche dal coro “Genova Genova” che piove dalle tribune e lancia il sorpasso della 31 rosanero (24-23). Scibelli chiude e apre ai due lati dell’intervallo lungo 24-29
Martina bestagno toglie il 24 dal tabellone, ma la Virtus torna a far paura, scappando a +8. Pansolin ordina la zona, un lancio a tutto campo di Cerretti mette a tu per tu con il canestro Sara De Scalzi, e i cinque minuti più scoppiettanti del match, in cui si susseguono canestri a ripetizione, costringono anche coach Tola a schierarsi a zona. Con simili percentuali il punteggio sale rapidamente, e alla fine della terza frazione la Virtus conserva due lunghezze di vantaggio (47-49). Negli ultimi (?) dieci minuti torna inevitabile la tensione, e il primo goal sardo arriva dopo oltre tre minuti. Linguaglossa termina la gara caon un fallo in attacco a una vita dalla sirena (6.20), De Scalzi dimezza il vantaggio ospite sul 50-53, prima di essere ripagata con egual moneta da Vargiu. Ancora la genovese Chiara Principi a scuotere l’ambiente, rubando a metà campo una palla che vale tanto oro quanto pesa e andando a segnare in contropiede il cinquantaduesimo punto. Da applausi l’azione del 54-56 (Principi a De Scalzi a Bestagno), prima dell’antisportivo a Vargiu a 2.17 dal termine, che potrebbe chiudere i giochi. Martina Bestagno non perdona e impatta dalla lunetta a quota 56, ma sulla rimessa in attacco Genova non trova punti. Tre infallibili giri in lunetta (Innocenti-Bestagno-Innocenti) portano al 60-58, e con 16.98 da giocare la Virtus commette una sanguinosa infrazione di passi in contropiede. Passata la paura per un colpo alla gola rimediato da Martina Bestagno è la cugina Elena a estrarre il più classico dei conigli dal cilindro (dietroschiena, finta, controfinta, incrocio, ciuff: un passo più indietro e sarebbe stata vittoria) con 1.33 dalla fine.
Clamoroso l’errore a fil di sirena di Ljubenovic, colpevolmente sola sotto canestro: un segno per Genova, che approccia male al supplementare ritrovandosi sotto quattro dopo quasi tre minuti. Prima Sara De scalzi dalla lunetta, poi la seconda bomba di Elena Bindelli per il sorpasso 65-64. Prova a farsi perdonare la slovena riportando la Virtus sul 65-66, ultimo vantaggio sardo. Il ventinovesimo punto di una sontuosa Martina Bestagno è raddoppiato dalla lunetta dalla Bindelli, ma non vuole alzare bandiera bianca Carolina Scibelli, che a 34 secondi dalla fine firma il -1 con il ventiseiesimo punto personale. L’Almo Nature non trova la via del canestro e con 13 secondi sul cronometro c’è ancora da soffrire per i tifosi rosanero. Il tiro di Vargiu scheggia il ferro e libera la festa: Genova debutta in serie A2 con una vittoria al cardiopalma. “Bisognava partire con il piede giusto, abbiamo avuto una partita che ci ha offerto tutto quello che può dare la pallacanestro, l’abbiamo vinta con un cuore grande come una provincia” commenta al termine uno stremato Giovanni Pansolin.
Mentre viene dato l’arrivederci al PalaDonBosco al prossimo 16 novembre, il Presidente Carlo Besana è già in volo alla volta di Cagliari, per ritirare l’Oscar del Basket quale miglior dirigente della A3, guardando tutti dalla vetta della classifica. Siamo solo alla prima giornata, ma alzi la mano chi non avrebbe voluto una partenza simile.

Almo Nature Genova: M. Bestagno 29, Bindelli 8, Piermattei, Belfiore, Cerretti, Algeri, Sansalone, Principi 2, De Scalzi 22, E. Bestango 8. Allenatore

Virtus Cagliari: Ljubenovic 15, Fidossi 16, Vargiu 3, Mastio, Saba, Innocenti 4, Linguaglossa 4, Lusso, Scibelli 26, Murtas. Allenatore: Tola.

Tiri liberi: Genova 16/18; Virtus 10/13.
Tiri da due: Genova 19/46; Virtus 17/43
Tiri da tre: Genova 5/16; Virtus 8/23.

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