Basket Le Mura, un’eccellenza con poche risorse

Basket Le Mura, un’eccellenza con poche risorse

Intervista al presidente di Lucca, Rodolfo Cavallo, alla vigilia della serie scudetto con Schio: “In città siamo poco apprezzati, l’imprenditoria non risponde come dovrebbe. Non potremo fare le Coppe europee. Diamanti? Ha già idee per la prossima stagione”

di Fabrizio Tonelli

Presidente Rodolfo Cavallo, la sua squadra, il Basket Le Mura Lucca, ha conquistato di nuovo il diritto a giocare la finale scudetto e lo ha fatto vincendo garatre a Venezia, evitando così al club, sempre attento all’aspetto economico, di dover prolungare il soggiorno in laguna. Un regalo doppio…

“E’ importante aver centrato questo obiettivo e averlo fatto in  questo modo. Certo, noi siamo attenti a tutte le spese ma soprattutto sono felice per le giocatrici che hanno più tempo a disposizione per preparare la finale”.

Dato che stiamo parlando di aspetti economici, quanto costa al Basket Le Mura Lucca il campionato di serie A1?

“Spendiamo poco più di 500mila euro e in questa cifra sono comprese tutte le voci, dalle tasse di iscrizione alle trasferte, all’organizzazione generale, agli ingaggi a giocatrici e staff, alle percentuali ai procuratori. E anche le multe, alle quali dobbiamo stare più attenti, evitando casi come quello della gara con Venezia”.

Quando nel 2009 assunse la presidenza del club si sarebbe aspettato un percorso di questo tipo, con tre finali scudetto, tre finali di Coppa Italia e due Supercoppe (oltre alla prossima già conquistata)?

“Assolutamente no, non me lo aspettavo. Specialmente dopo la truffa della mancata sponsorizzazione da 200mila euro della stagione 2011-2012 cui si è aggiunto, sempre in quell’anno, il mancato versamento di 60mila euro che era stato promesso da un imprenditore che opera in Lucchesia. In quel momento dovetti prendere una decisione importante, ovvero se continuare o meno. Decisi di andare avanti ma quei mancati introiti continuano a pesare. Certo ci sono stati i risultati sportivi a confortarci”.

Cosa la spinse ad accettare la presidenza di un club che allora si trovava in A2?

“Fui pressato e convinto da amici con i quali avevo rapporti di lavoro. All’epoca ero direttore generale di Ducato e in quella veste ero sponsor della squadra. poi fui spinto a fare il presidente. Sono lucchese acquisito e accettai ma insieme alle soddisfazioni sportive ci sono stati sacrifici e problemi”.

Qual è il ricordo più bello di questi anni?

“Ce ne sono tanti, dalla promozione in A1 alle finali di Coppa e di scudetto. Ma quello che più mi ha emozionato è stata la salvezza del primo anno di A1, in garatre dei playout contro Napoli. Ero in lacrime quel giorno”.

L’errore che non rifarebbe?

“Quello di non aver tenuto presente l’effettiva risposta dell’imprenditoria lucchese verso lo sport. Gli obiettivi devono sempre essere coerenti con i mezzi a disposizione. Se l’obiettivo attuale è che continui a esistere il Bf Le Mura forse qualcosa devo rivedere. Un altro errore è stato aver speso risorse per sostituire giocatrici che si erano infortunate nel corso della stagione senza poi avere un reale riscontro”.

Questo significa che il prossimo anno ci sarà un ridimensionamento?

“E’ presto per parlarne. Importante è garantire il futuro sportivo. Mi sto muovendo per assicurare continuità di sponsorizzazioni, ho in cantiere incontri dopo i quali potremo avere un quadro più chiaro delle nostre possibilità. Comunque vada voglio tenere la barca dritta”.

Dietro la prima squadra non c’è niente. Rifarebbe la scelta di passare il settore giovanile alla società satellite Spring?

“Quella decisione fu la nostra salvezza in quel momento. Oltretutto c’erano poche bambine nel vivaio e non c’era un progetto chiaro. Lo stesso coach Diamanti non è attratto dal settore giovanile, lo sappiamo che preferisce disporre di giocatrici pronte. Non eravamo in condizione di destinare 70-80mila euro l’anno al settore giovanile”.

E’ rammaricato per la scarsa risposta della città al fenomeno Le Mura?

“Siamo un’eccellenza poco riconosciuta e apprezzata a Lucca. Dal punto di vista economico credo ancora che la soluzione possa essere rappresentata da una public company, da un numero di imprenditori in grado di sottoscrivere ogni anno quote a partire da mille euro. Ci abbiamo provato, senza risposte. Le nostre difficoltà sono le difficoltà di larga parte del movimento: in A2 più di un club teme il salto in A1 per le spese, Fip e Lega dovrebbero ridurre le tasse, gli stessi procuratori percepiscono percentuali sia dalle ragazze che dalle società. Bisogna rivedere questo sistema troppo oneroso”.

Il Basket Le Mura conquistando la finale scudetto ha acquisito il diritto a partecipare alle Coppe europee ma pare evidente dalle sue parole che non si iscriverà.

“Purtroppo è così. Ci vorrebbero almeno 150mila euro in più e già siamo in difficoltà con le spese per il campionato”.

Adesso c’è l’ennesima finale contro Schio. Festeggerà comunque vada?

“Certamente. Ma non siamo certo sconfitti prima di scendere in campo. Puntiamo a vincere una gara a Schio per poi giocarci le nostre possibilità in casa”.

Diamanti sarà sulla panchina di Lucca anche nella prossima stagione?

“Adesso siamo tutti concentrati sulla finale ma credo che il coach abbia già qualche idea anche per il prossimo anno”.

E Cavallo resterà alla guida della società?

“Sono alle prese con problemi personali che rischiano di tenermi lontano da Lucca per diversi giorni alla settimana. Se trovassi mani salde cui affidare la presidenza potrei anche lasciare la carica. Ma è una cosa su cui devo ragionare attentamente”.

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