Esclusiva BasketInside: Inizio d’anno con il botto. A tu per tu con Giorgia Sottana

Esclusiva BasketInside: Inizio d’anno con il botto. A tu per tu con Giorgia Sottana

Apriamo il nostro 2016 dedicato al basket femminile con il botto, abbiamo sentito in esclusiva per voi il play di Schio e della Nazionale Giorgia Sottana che ci parla del campionato, dei suoi progetti futuri e del movimento in rosa.
Prima di parlare di basket non possiamo non esordire con la versione musicale. Come si trova Giorgia nei panni di cantante e che esperienza è stata quella di scrivere e cantare la colonna sonora di She Got Game?
“Non mi ritengo una cantante, e mai lo sarò. O almeno non nell’immediato futuro. Ma è stata una bella esperienza che mi ha arricchito. ho questa passione che coltivo in modo solitario, ne parlavo con lei per caso, e mi ha chiesto se volevo scrivere un pezzo per il suo documentario. L’idea mi è piaciuta e l’ho fatto. Anche se a dire il vero Silvia mi ha fatto cambiare un po’ il contenuto. Sono stata soddisfatta del risultato finale, anche se non lo sento mio al 100%. Magari un giorno vi farò sentire il testo originale”.
Da cantante a regista di video seguitissimi nel web sulle trasferte di Schio in Europa e non. Come è nata questa passione?

“Ho sempre avuto la passione della fotografia fin da piccola, malattia presa da mio fratello. Poi devo essere sincera che ho cominciato ad appassionarmi ai video guardando Marco Cremonini, un ragazzo che gira sempre con noi quando andiamo via in azzurro, autore di tutti,o quasi, i video che vedete nelle pagine della Federazione. Un giorno scherzando, ma neanche troppo, ho scritto su FaceBook che da grande voglio essere lui”.

 

– Sta per finire un anno di basket rosa e tante cose sono accadute nel nostro movimento, che anno è stato per il movimento e cosa c’è ancora da fare dal punto di vista dell’immagine e dell’attenzione verso l’intero mondo del basket in rosa?

Credo, e non mi stancherò mai di dirlo, che il basket in rosa ha un prodotto interno che non viene assolutamente sfruttato. Forse è un po’ la cultura all’Italiana, ma noi tendiamo ad autodistruggerci invece che esaltarci. Cominciamo a parlare delle cose belle, a partire dalle giocatrici, che abbiamo, invece di sottolineare continuamente le cose negative”.

 

E’ cominciato un nuovo corso in azzurro, entusiasmo a parte cosa a portato coach Andrea Capobianco all’interno del gruppo azzurro?

“Sinceramente per me è ancora presto per parlarne. Abbiamo avuto solo 10 giorni di lavoro assieme, e non mi sento di tirare conclusioni. per come si svolgono le qualificazioni quest’anno credo che l’unica cosa da fare e da capire è che il tempo è limitato: vai e fai il tuo “lavoro”. Non c’è spazio per altro. Non voglio sembrare cinica, ma nel bel mezzo del campionato quando sei concentrato a far bene con la tua squadra, devi resettare il cervello e inserirti in un altro contesto. Poco spazio per sentimentalismi, deve prevalere l’aspetto professionale”. 

 

Parliamo di Schio, come lo scorso anno vi trovate ad inseguire al giro di boa, lo scorso anno sappiamo benissimo come è finita. Dove trova la forza questo gruppo di rinnovarsi nelle vittorie anno dopo anno?

“Siamo una squadra costruita per vincere. E chi arriva a Schio, avversarie o compagne di squadra, lo sa. La nostra forza sta in questa consapevolezza. E’ vero che abbiamo perso delle partite importanti a Dicembre, e mi sembra riduttivo mettere giu a parole il come ci si possa sentire a perdere una partita quando sei quello che dovrebbe vincere sempre. A volte è dura fare i conti con questa cosa, e gestire la pressione che ne deriva. per ora siamo al terzo posto, ma andiamo avanti consapevoli di quello che è il nostro obbiettivo. A fine anno poi si tireranno le somme”.

 

– Schio che ha scelto di investire sulle italiane giovani e di talento, a che punto è l’inserimento delle nuove nella chimica di squadra?

“Si stanno inserendo bene, ma pian piano. Arrivare in una squadra come la nostra non è facile per niente. Sai che hai accanto 11 giocatrici che in qualsiasi altra squadra partirebbero in quintetto. E’ difficile a livello mentale ridefinire il proprio ruolo, ed uscire da quello che eri abituato a fare. Ci vuole tempo, non tanto per capire, ma quanto per accettare un ruolo diverso,ma non meno importante”.

 

Si ripete da anni quest’anno sarà un campionato diverso dagli altri. Secondo te che campionato sarà visto l’andamento del girone d’andata?

“Sarà un bel campionato. Ragusa e Lucca han fatto vedere grandi cose. Venezia è una bella squadra che può sempre far lo sgambetto a chiunque. Come Napoli. Credo sia un campionato equilibrato, ma alla fine saranno sempre le solite 3/4 squadre a giocarsela. Ma mi sembra che questa prima parte abbia avuto grandi sorprese, chissà, magari anche nella seconda altre squadre verranno fuori”.
– Dopo tanti anni al vertice nel campionato italiano non hai mai pensato di intraprendere un esperienza all’estero?
“Si! Ci ho pensato e magari lo farò. Dipende sempre da che priorità uno mette nella propria vita, e fa i conti con quello. Se non sono ancora andata all’estero è perché volevo restare in Italia”.
– Facciamo i buoni propositi per il prossimo anno. Quali sono quelli di Giorgia?
“A livello professionale di concentrarmi su quello che devo fare per crescere a stare bene. A livello personale invece di cercare sempre di essere il più positiva possibile”.
– Uno dei propositi credo si stia già materializzando, quello del secondo PlayGround Basketball Camp c’è ne vuoi parlare?
“Certo, anche quest’anno a Luglio ci sarà il camp, dal 3 al 9. Abbiamo da poco messo online il sito dedicato appunto al camp dove si possono trovare tutte le info per parteciparvi. http://playgroundbasketballcamp.com“.
0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy