Eurocup Women: Venezia eroica approda in finale!

Eurocup Women: Venezia eroica approda in finale!

Le lagunari ribaltano il -20 dell’andata vincendo di 23 in casa contro Hatay e guadagnandosi la finale contro Galatasaray

di La Redazione

Reyer – Hatay 80-57

(Parziali: 14-10; 40-23; 68-41)

Umana Reyer Venezia: Micovic 11, Bestagno 2, Carangelo 10, Kacerik n.e., Williams 24, De Pretto 12, Sandri n.e., Ruzickova 4, Dotto 2, Little 6, Togliani n.e., Walker 9

Hatay BB: Yavas, Paris 17, Mitchell 10, Snytsina 7, Deniz n.e., Ozaltin n.e., Coklar n.e, Tanacan n.e, Ozturk 6, Aydin, Ben Abdelkader 17, Mircheva.

Totali di squadra:

Umana Reyer Venezia: tiri da 2 16/42, tiri da 3 11/24, t.l. 15/19, rimb. dif. 35, rimb. off. 7, p.p. 9, p.r. 7, assist 21
Hatay BB: tiri da 2 10/31, tiri da 3 9/28, t.l. 10/13, rimb. dif.33, rimb. off. 8, p.p. 17, p.r. 1, assist 14

Sarà l’Umana Reyer a giocarsi l’ultimo atto dell’Eurocup Women grazie ad una gara “incredibile” disputata dal primo all’ultimo minuto con la convinzione di poter ribaltare, contro ogni previsione, il pesante passivo rimediato all’Antakia Kafali Spor Salonu. Le lagunari gettano sul parquet amico ogni stilla di energia attingendo a piene mani dal supporto di un pubblico letteralmente impazzito che ha trepidato e sofferto per quaranta minuti senza mai smettere di incoraggiarle e trascinandole ad un risultato storico.

Sono Carangelo, Micovic, Williams, Ruzickova e Walker le “prescelte” di coach Liberalotto per lo starting five veneziano che si presenta a centrocampo per la prima palla a due.

Primo possesso per le lagunari con Ruzickova che elude la mole di Paris ma trova il secondo ferro. Il centro USA di sponda Hatay si fa subito valere sotto le plance ma non capitalizza i rimbalzi catturati. Il tabellone non si sblocca e bisogna attendere oltre due minuti e la tripla di Abdelkader. Williams divora il parquet e serve un pallone d’oro a Walker che subisce fallo mettendo a segno un 1/2 dalla lunetta. La tripla “aperta” di Micovic porta le lagunari in vantaggio. Ruzickova firma il 6 a 3 dopo quattro minuti. Il cambio di direzione di Williams lascia sul posto la difesa avversaria ma non porta punti in quanto un intervento dubbio, non sanzionato dalla terna arbitrale, le impedisce di trovare il fondo della retina. Le orogranata lottano in difesa e riescono a mettere la “museruola” alle bocche da fuoco turche. Da sotto, Paris insacca e dai 6,75 Abdelkader sigla il vantaggio delle ospiti. La reazione delle “leonesse” è immediata e vale il nuovo capovolgimento di fronte (10 a 8 a -3,37). Pronto il time out del tecnico di Hatay. L’antisportivo fischiato a Yavas manda in lunetta Carangelo che è precisa a metà. La tensione è altissima e gioca qualche brutto scherzo alle veneziane che falliscono qualche conclusione apparentemente non impossibile. Le mani di Paris sono due “magneti” che calamitano rimbalzi che vengono poi concretizzati in punti.
Williams non delude dalla lunga distanza portando i propri colori sul 14 a 10 che chiude il primo quarto.
Little contiene al meglio la pari ruolo turca in avvio di seconda frazione. La bielorussa Snytsina si mette in luce ma De Pretto replica senza indugio in terzo tempo concedendo subito dopo il bis al termine di un’azione di altissima qualità tecnica “pilotata” da Little. Caterina Dotto sfida la difesa turca e la perfora insaccando il +8.
Little dalla media porta per la prima volta il vantaggio in doppia cifra (22-12 a -6,29) infiammando gli spalti. I colpi “proibiti” sotto i cristalli non mancano ma l’Umana ribatte senza alcun timore reverenziale. La formazione ospite si affida a conclusioni dalla lunga distanza che, nell’occasione, grazie alla mira di Snytsina, consentono un rapido recupero. In un “amen”, le turche recuperano portandosi sul -6.
L’Umana protegge il suo “tesoretto” con un’azione da tre punti di Williams. Bestagno riallontana le avversarie da sotto e Williams piazza un altro gioco da tre punti. Carangelo dall’angolo estremo inietta nuovo entusiasmo alle compagne trascinandole sul +15. Mitchell non fallisce dalla linea della carità mentre Little e Ozturk ingaggiano una sfida personale da oltre l’arco che si conclude in perfetta parità. Paris sfoggia mano “educata” ai liberi ma l’Umana, con soli due secondi disponibili, sfrutta al meglio la rimessa a proprio favore. Williams recupera un pallone impossibile e subisce un fallaccio che la porta a fare un “viaggio” in lunetta. Il suo 2/2 manda le squadre all’intervallo lungo sul punteggio di 40 a 23.
La coach greca Chatzitkaj non deve essere stata “morbida” nella sosta di metà gara e, infatti, le sue atlete rientrano in campo con rinnovata aggressività. Micovic rimette tutto in gioco con la sua tripla di inizio periodo e Williams, dalla stessa distanza, si procura il 46 a 23. Little compie il suo terzo fallo – peraltro dubbio – ma nell’azione successiva serve un pallone “egregio” a Walker. Paris, nelle vicinanze del ferro, è difficilmente contenibile ma stasera Debora Carangelo ricorre alla sua “impudenza” e il 51 a 25 porta la sua firma. Gli sguardi delle turche sembrano fissi nel vuoto, increduli di una prestazione, quella lagunare, sin qui praticamente perfetta. Milica Micovic è “on fire” e con il suo undicesimo punto personale trascina l’Umana sul 54 a 25. Walker corregge l’errore di Little e le lagunari varcano quota +21 a metà della terza frazione. Yavas non può che ricorrere al fallo per cercare di arginare la furia di Williams. La squadra ospite stenta a rialzarsi ed è nuovamente Riquna Williams ad ergersi protagonista con una tripla. Festival dalla lunga distanza che continua con Carangelo, pronta a replicare a Mitchell.
Il time out richiesto da Hatay sembra non sortire effetto alcuno dato che a Paris risponde De Pretto. Abdelkader infila cinque punti in successione ed è ossigeno puro per una squadra che sembrava non essere più in grado di cambiare l’inerzia del match. Il minuto di sospensione richiesto da Liberalotto è provvidenziale e, al rientro sul parquet, De Pretto – come un airone – si invola elegantemente a canestro. Paris alimenta le speranze dei propri colori subito represse dall’ennesima tripla di Williams. Mitchell trova il bersaglio sul finale chiudendo il terzo periodo sul 68 a 41.
L’inizio degli ultimi 10′ porta i nomi di Mitchell e Abdelkader che con due “bombe” ammutoliscono il Taliercio e spingono Hatay sul 68 a 47 dopo solo sessanta secondi. Le turche cercano di intimorire le orogranata con qualche intervento particolarmente “duro”; improvvisamente il canestro si “restringe” e l’Umana stenta in fase offensiva. Ozturk aggredisce il ferro e nel conteggio complessivo le turche ritrovano il vantaggio (68 a 49). Rimedia De Pretto interrompendo il digiuno lagunare. Il braccio di Paris è un “passaggio a livello” su Walker che non perdona dalla lunetta. Abdelkader, come nella gara d’andata, è “chirurgica” dai 6,75 ed è parità perfetta nonostante il 72 a 52. Il balzo felino di Williams fa ripartire la Reyer che però fallisce la conclusione con Little. Riquna Williams ha “attributi” d’acciaio e dalla lunga fa ben sperare in un nuovo parziale favorevole. E’ sempre lei ad inerpicarsi verso le luci del palasport veneziano cercando poi di concludere in percussione. Gli arbitri non sanzionano l’intervento su di lei ma, con grande carattere, nell’azione successiva, la guardia colored riesce ad ottenere la sua rivincita. Snytsina e Paris riportano sul -1 le casacche blu-celesti e a 24 secondi e 67 centesimi dal’ultima sirena il tabellone segna il 77 a 56. Come prevedibile, Hatay ricorre al fallo sistematico e la tattica da buoni frutti dato che Little non va oltre l’1/2. Paris non fa meglio, anche se forse il suo errore sul secondo tentativo è intenzionale. La palla torna così nelle mani delle lagunari che, dopo l’ennesimo fallo subito, si riportano lentamente sulla linea del tiro libero, nel silenzio innaturale del Taliercio, con Ashley Walker. La mano dell’ala con doppio passaporto non tradisce nonostante il “peso” della posta in palio e chiude definitivamente un match che rimarrà negli annali non solo per il raggiungimento di questo storico obiettivo ma anche e soprattutto per le modalità oltremodo entusiasmanti che lo hanno reso possibile.

Uff. Stampa Reyer Venezia

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