La bella storia di Ainhoa Lopez, oro con la Spagna U20 dopo aver rischiato la cecità

La plurimedagliata spagnola racconta la sua storia da quasi miracolata al sito spagnolo Kia en Zona.

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La finale europea U20 femminile racchiude di certo l’impresa sfiorata, e quindi un po’ di rammarico, per le nostre azzurrine, ma anche la felicità per l’oro vinto dalle fortissime spagnole. Non solo però, perché c’è anche la storia di Ainhoa Lopez, che vale la pena essere raccontata.
Appena diciannovenne, la Lopez può già vantarsi di essere bicampionessa d’Europa e vicecampionessa del mondo a livello giovanile ma anche pluricampionessa catalana (3 volte a livello giovanile e 2 da senior). Tuttavia la vita sportiva di questa giovanissima studentessa di psicologia non era partita per nulla bene. Adesso è più convinta e sa che vuole giocare a basket, ma fino a qualche stagione fa non ne era sicura. “Indipendentemente da cosa ha deciso di riservarmi la sorte, io già mi considero fortunata perché ho la possibilità di fare quello che mi piace e appassiona. La pallacanestro è il mio stile di vita. È forza, disciplina, fatica, cuore, unione. Per me è come fosse una vita parallela a quella ordinaria. La pallacanestro mi permette di essere me stessa, di esprimermi e rendermi libera. Tuttavia qualche tempo fa non me la passai così bene: rischiai di perdere la possibilità di vedere dall’occhio destro e quello cambiò la mia visione di vedere e affrontare le cose. Abbiamo (quasi sempre) la brutta abitudine di non sfruttare le occasioni che ci arrivano, mentre bisogna prenderle all’istante”, ha dichiarato a Kia en Zona.
Al mondiale U17 di due anni, dove vinse l’argento || zonarookie.com

 

Era il dicembre 2009, all’inizio della sua avventura a Sant Adriá. Era un allenamento serale e per la prima volta dopo tanto tempo suo padre non riuscì ad accompagnarla. “Ricordo perfettamente quel giorno, perché poteva cambiare tutto o probabilmente da quel giorno è cambiato tutto, o almeno il mio modo di vedere le cose. Stavo andando a rimbalzo e una mia compagna, senza volerlo, nel tentativo di prendere la palla, mi infilò un dito nell’occhio destro. Non vidi più niente e pensai al peggio”, continua la giocatrice a Kia en Zona. Ebbe problemi con la retina, ma i dottori la rassicurarono dicendole che si sarebbero sistemati: per pochi millimetri rischiò la cecità. Da quel giorno in poi, la ragazza catalana vive costantemente con il sorriso stampato sul volto ma non perde l’umiltà che la caratterizza: “Oltre ad essere fortunata per quello che ho vinto e per quello che ho passato, ho una grande fortuna perché ho dei grandi genitori e una sorella che adoro”, continua la Lopez. “Sono sempre stati qui vicino a me, incondizionatamente. Mi hanno trasmesso dei valori e un amore dei quali non potrò mai ringraziarli abbastanza. Mi onora farli emozionare e ripagarli grazie a questo sport, se lo meritano”.
Lavoratrice e ambiziosa l’ha definita Victor Lapeña, allenatore della Nazionale giovanile che la fece debuttare con la maglia spagnola due anni fa. Ed ecco che si è presentata la possibilità di giocare per Uni Girona: “Non potevo dire di no”, ha sentenziato la Lopez. “È un’opportunità unica e un onore poter giocare in Serie A spagnola e competere pure in Eurocup. Sono contentissima e non vedo l’ora di cominciare in una città che respira pallacanestro”. E sicuramente, come sempre ha dimostrato, con Ainhoa Lopez le cose migliori devono ancora arrivare, quindi bisogna seguirla anche se in Eurocup (almeno nel girone eliminatorio) non incontrerà le italiane Ragusa o Venezia.
“La vita è tutto ciò che ti emoziona. La cosa migliore è non perdere mai l’illusione o il desiderio di migliorare e migliorarsi”.
In bocca al lupo, Ainhoa!
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