La Casa del basket pronta ad accogliere l’Italdonne

La Casa del basket pronta ad accogliere l’Italdonne

Sarà il PalaSuore di Porcari a ospitare il primo allenamento della Nazionale femminile in vista del match contro la Gran Bretagna. L’impianto è il cuore dell’attività di un club creato 52 anni fa dalle suore Cavanis, dove giocano decine di bambine e ragazze

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La Casa del basket abbraccia la Nazionale femminile. Il PalaSuore di Porcari, comune a 10 chilometri da Lucca, apre di nuovo le sue porte all’Italdonne di coach Capobianco, che domenica 13 dalle 19 alle 20,30 svolgerà proprio nell’impianto di via Carrara il primo allenamento in vista del match di sabato 19 contro la Gran Bretagna che può valere la qualificazione all’Europeo del 2017 e che si disputerà a Lucca.

A Porcari c’è grande fermento per l’arrivo delle azzurre, attese soprattutto dalle tante bambine, dalle ragazze che in questa società, attiva fin dal 1964, imparano a giocare a pallacanestro. In un ambiente sano, dove oltre al basket si insegna il rispetto per le avversarie, gli arbitri e tutte le persone.

Bella storia quella del club fondato dalle suore Cavanis (attuale presidente è Suor Elsa Bezzi), una istituzione per questo comune di più di 8mila abitanti, dove ha sede il distretto cartario più importante d’Europa, oltre a tante altre aziende dove ogni giorno dalle zone limitrofe vengono a lavorare oltre 4mila persone.

Una storia raccontata da Suor Giuseppina Nicolussi, presidente onorario e memoria storica della società, due anni fa nel corso dei festeggiamenti per i 50 anni di vita: «Era il 1964 quando la madre generale suor Livia Janeselli mi esortò e mi appoggiò per dar vita a questo progetto che intendeva usare lo sport della pallacanestro per attirare la gioventù ed in particolare le bambine e le ragazze di Porcari, per offrir loro, oltre che la possibilità di fare sport, anche un’educazione morale e cristiana secondo il carisma dei Padri Marco e Antonio Cavanis. Con molto entusiasmo si partì trovando un validissimo supporto oltre che in tutte le consorelle, nella persona di Luigi Della Nina, che è stato il perno della nostra società per oltre 30 anni. Mentre i consigli più tecnici e sportivi ci sono stati offerti da quel gran signore, oltre che intenditore di basket, che è stato il cavalier Giorgio Chimenti”.

Chimenti in vita ha raccolto centinaia e centinaia di reperti, magliette, palloni, documenti, foto, che fanno parte del Museo del Basket di Lucca che purtroppo non ha ancora trovato una sede.

Tornando a Porcari, il motivo per cui questa è una società “particolare” rispetto alle altre è perché, oltre a perseguire i risultati sportivi, che spesso sono necessari per svolgere questa attività con successo, ha come primo obiettivo, fin dalla sua nascita, quello di accogliere ed educare, all’insegna del rispetto e della solidarietà.

Un’attività portata avanti in una palestra di proprietà delle suore – tenuta come un gioiellino – ma ormai insufficiente ad accogliere tutti i turni di allenamento, nonostante dalle 15 alle 22 il parquet sia calcato senza soluzione di continuità. Al punto che si sta accarezzando un progetto ambizioso, quello della creazione di una tensostruttura in uno spazio adiacente.

E’ questo ambiente, l’entusiasmo e il calore delle oltre cento bambine e bambini del minibasket e delle 50 ragazze del settore giovanile che garantiscono la partecipazione del club gialloblu a tutti i campionati, dall’under 13 all’under 20, che la Nazionale troverà domenica, nel suo secondo allenamento a Porcari, dopo quello dello scorso anno, avvenuto in preparazione di un’altra sfida giocata a Lucca, quella contro l’Albania.

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