L’età media delle squadre di A1 Femminile

L’età media delle squadre di A1 Femminile

Il nostro focus sull’A1 Femminile.

di La Redazione

49184636_364594130984016_7896449488552722432_nA CURA DI ROBERTO LIBERI

A metà campionato è Ragusa che si aggiudica il titolo di squadra più anziana, con i suoi 29,26 anni di età media in campo contro i 28,74 di Schio ed i 28,24 di Napoli, le sue dirette inseguitrici.

All’estremo opposto della classifica con i suoi 23,01 anni, la più giovane squadra è Torino, tallonata da Vi­garano (23,24). L’età media in campo dell’intero campionato è di 26,32 anni, in calo rispetto ai 26,45 del campionato scorso.

Lo scarto di età fra la squadra più anziana e quella più giovane è di circa 6 anni e 3 mesi (6,26), in calo rispetto ai quasi 7 anni (6,97) dello scorso anno ma sempre considerevole.

In effetti fino al campionato 2010-2011 l’età media delle squadre era molto più vicina: in quell’anno la squadra più giovane era stata il Lucca con un’età di 26 anni e 9 mesi (26,75), valore oggi superiore alla media.

In quel campionato la squadra più anziana è risultata Priolo, poco più che trentenne (30,17) con una differenza di età fra squadra più giovane e squadra più anziana inferiore ai 3 anni e mezzo (3,42) valore salito oltre i 5 anni (5,3 per l’esattezza) l’anno successivo per poi oscillare fra i 6 e gli 8 anni e mezzo dalla stagione 2012-2013 ad oggi.

Possiamo considerare questo dato come un indice della crisi che da anni ormai ha colpito il basket femminile: un numero ridotto di squadre può infatti permettersi un roster con giocatrici di esperienza mentre aumentano le società che si affidano alle giovani promesse. Non è un caso se, con poche eccezioni, ritroviamo le squadre con miglior classifica fra quelle di età superiore alla media e viceversa.

49864235_2254290011480768_3683615913011052544_n

Il fenomeno ha anche qualche effetto positivo perché consente a giocatrici molto giovani di emergere e fare esperienza più in fretta di quanto probabilmente potrebbe succedere con uno scenario diverso (penso in particolare ad André e a Keys, ma anche a Panzera, Natali, Trucco, Verona, Fassina e altre …), ma è indubbio che una diversificazione eccessiva nell’età delle squadre è un fattore che può limitare la competitività riducendo l’interesse per un numero rilevante di partite.

Per una miglior percezione del fenomeno in questi ultimi anni unisco quest’altro grafico relativo alle stagioni che vanno dal 2010-2011 all’attuale. La Serie 1 rappresenta l’età in campo della squadra “più anziana”, la Serie 2 la media delle squadre più anziane, la Serie 3 la media complessiva, la Serie 4 la media delle squadre “più giovani”, la Serie 5 l’età in campo della squadra più giovane.

Si può notare come l’abbassamento dell’età media complessiva sia stato essenzialmente determinato dal crollo dell’età delle squadre più giovani (dal 27,15 del 2010-2011 al 23,15 della stagione 2015-2016, poi stabilizzata intorno ai 24 anni) mentre l’età media delle squadre più anziane, dopo aver toccato un minimo di poco inferiore ai 28 anni nel campionato 2013-2014, si è stabilizzata intorno ai 28 anni e mezzo.

In definitiva possiamo osservare che i dati degli ultimi sei campionati per quanto riguarda l’età delle giocatrici sono abbastanza stabili; il dato di quest’anno, se confermato nella seconda parte del campionato, sembrerebbe interrompere l’andamento in leggera ma costante salita dell’età media complessiva, confermando che non appaiono elementi nuovi che facciano pensare a un’inversione a breve dello scenario.

 

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy