Magika, quando la vittoria non è l’unico lieto fine

La storia di una stagione difficile conclusasi con un’impresa sfiorata.

Forse ci sarebbero state tante altre storie da raccontare oltre a questa. Una stagione senza sconfitte come quella di Broni è sicuramente onorevole e con pochi precedenti, però io, mercoledì sera al Palaferrari, mi sono emozionata a vedere le lacrime delle ragazze con la canotta bianca, non per motivi di tifo, ma per motivi di sport. Ho un’attitudine verso le belle storie e quella della Magika, sicuramente lo è, “perchè la corrida non è noiosa solo quando vince il toro”.

Flashback: 9 maggio 2015, Castel San Pietro. Il sogno della Magika di salire in A1 si infrange in gara 3 della finale playoff contro Geas.

L’estate castellana però, non porta niente di buono. Dopo le prime conferme importanti come quella del condottiero di mille battaglie Seletti e di Santucci e Franceschelli, le “gemelle” della Magika, arriva però il fulmine a ciel sereno: Alfagomma, il main sponsor, ritira il suo appoggio economico. 

La Magika si trova in un momento di seria difficoltà, si vocifera che non si riuscirà a costruire una squadra all’altezza e a fare un campionato degno del nome della società, ma il team emiliano sorprende tutti e con gli innesti di Visconti, Gianolla e Pieropan e le conferme in blocco di Panella, Brunetti, Pazzaglia e Capucci è pronta ad inziare il suo viaggio nella stagione 2015/2016.

La prima giornata di campionato mette subito alla prova la squadra di coach Seletti contro una diretta concorrente per i playoff, Ferrara. Le maghette rispondono presente, ma vengono beffate dal canestro di Rulli sul finale che regala la vittoria alle avversarie.  La Magika però non si fa di certo affosare il morale da questa prima sfortunata uscita e mette a segno 8 vittorie consecutive nelle successive partite, guidate sopratutto da un’encomiabile Mariella Santucci, supportata sempre dalle ottime prestazioni corali di una squadra che si vede che non vuole mai mollare.

Alla decima giornata va in scena la partita dei record, Magika – La Spezia. Record, si, perchè la squadra di Castel San Pietro è costretta a capitolare dopo una gara estenuante segnata da 5 overtime che vede vincitrice la compagine ligure. Altro passo falso delle maghette contro una diretta concorrente per la lotta playoff, ma ancora a testa altissima. La Magika c’è, se servisse a ribadirlo ancora. Le ragazze di coach Seletti ripartono nella loro marcia con altre tre vittorie consecutive e chiudono il girone di andata al terzo posto, dietro La Spezia e Ferrara, con 11 vittorie e 2 sconfitte.

Il girone di ritorno si fa difficile però ed inizia con una sconfitta, sempre contro Ferrara. La Magika prova a riprendersi con la vittoria nel secondo turno contro Brindisi, ma nella terza giornata cade in casa a sorpresa contro Civitanova Marche. Pochi giorni dopo, una notizia che era nell’aria, ma che stravolge la squadra di Castel San Pietro: Visconti se ne va, destinazione Costa Masnaga e anche Panella abbandona il gruppo.

La Magika prova a non pensarci e a tirarsi su il morale con la vittoria contro Stabia, ma nelle due giornate successive incappa in due sconfitte, prima contro Empoli e poi nel derby contro la Matteiplast.

È un momento difficile, ma si sa, la squadra emiliana è sempre dura a morire e lo dimostrano le due vittorie consecutive contro Ancona e Viterbo che proiettano la Magika all’importante match contro La Spezia. La squadra di coach Seletti come al solito ci mette il cuore e da del filo da torcere al team di Corsolini, ma alla fine, come all’andata saranno le avversarie a portare a casa la vittoria.  Le maghette incappano in una sconfitta anche contro Ariano Irpino, ma è proprio in questo momento che arriva la svolta di questa difficile girone di ritorno.

La dirigenza castellana, con un colpo da veri maestri, riesce ad ingaggiare Ana Maria Suarez Utrero, guardia classe 87, proveniente dal clun Star Center – Uni Ferrol di A1 spagnola. L’impatto della giocatrice spagnola è devastante, sin dalla prima partita, dove mette 20 punti a referto regalando la vittoria alla sua nuova squadra contro Salerno.

All’ultima di regular season, contro Viareggio, è Santucci a far la voce grossa e a portare alla vittoria Castel San Pietro.

È tutto un altro umore quello con cui la Magika si appresta a giocare i playoff e si vede.

La prima avversaria è Stabia. Gara uno è un monologo della squadra di Seletti, guidata dalla ritrovata Santucci, 1-0. Stabia però non ci sta ed è anch’essa dura a morire, infatti, in gara due annichilisce le maghette e porta la serie sull’1-1. In gara 3 però la Magika ritrova la sua forza e la sua voglia di vincere e grazie alla grande prestazione di Brunetti conquista la vittoria e passa il turno di playoff.

Ora, sotto con la seconda, Ferrara. La Magika non ha mai vinto nel derby emiliano, ma è proprio questa voglia di ribaltare il pronostico che fa conquistare alle castellane la vittoria esterna in gara uno grazie ad una prestazione corale superlativa che la porta sull’1-0 nella serie. Anche Ferrara però, ha cuore da vendere e in gara due non permette alle maghette di gioire davanti al proprio pubblico, portando la pratica a gara 3. Nella partita decisiva, la Magika è perfetta e guidata in particolar modo da Pieropan e Suarez, porta a casa la vittoria, conquistando così la finale playoff per accedere all’A1.

Ricordate da dov’era iniziato questo racconto? Ecco, esattamente un anno dopo, la Magika, con un roster nettamente diverso dall’anno prima, con tutte le difficoltà avute durante la stagione, è allo stesso punto dell’anno prima, pronta a giocarsi l’accesso all’A1 contro Broni, comunque vada a testa altissima.

Per la banda di coach Seletti, la sfida è veramente dura, ma le maghette non voglio pensarci e affrontano gara uno con la voglia di vincere che gli permette di lottare ad armi pari per gran parte della partita, arrendendosi solo nella parte finale del match dove Broni conquista la vittoria e si porta sull’1-0 nella serie.

La storia è quasi finita, purtroppo. Gara due è un monologo Magika che riesce ad imporsi e ad essere in vantaggio per più di 39 minuti con una prestazione eccellente, ma si sa, il basket è imprevedibile e a 30” dalla fine, Broni riesce ad impattare il match con la tripla di tabella di Alice Richter e a portare la partita all’overtime. Quella tripla pesa come un macigno, non tanto sulle gambe, ma più che altro sul morale delle maghette, che, dopo 45 minuti e una gara fantastica, sono costrette a cedere alla corazzata lombarda che conquista l’A1.

Sembra un déjà vu, un anno dopo, rivedere la squadra avversaria che taglia la retina del proprio campo, un déjà vu doloroso, troppo doloroso.

Alla sirena una sola cosa è certa, dopo questa partita, niente sarà più lo stesso e tutti lo sanno. Dalle tribune volano applausi, le giocatrici in campo sono distrutte in un mare di lacrime.

Dopo anni con quella maglia, dopo tante vittorie, tanti trofei e dopo aver scritto la storia di questo club, quella di mercoledì è stata “the last dance” di Mariella Santucci con la maglia della Magika. Quelle lacrime, quell’abbraccio finale in panchina con l’amica di sempre Federica Franceschelli, quell’ultimo giro di campo davanti al suo pubblico, sono forse l’essenza di quanto questa giocatrice abbia segnato la storia di questa squadra.

Nessuno sa dove sarà la Magika il prossimo anno e dove saranno le sue protagoniste di quest’annata che, nonostante tutto, è stata fantastica, certo è che, ancora una volta, in questa stagione, è stata scritta una pagina importante di questa società, contro tutti i pronostici.

Una volta lessi su un social network questa frase che penso sia fatta proprio ad hoc per questa storia: “Quali sono le vere vittorie? Quelle che fanno battere le mani o quelle che fanno battere il cuore?”

In questo caso, entrambe sono vere vittorie, sia quella di Broni, a cui vanno i miei migliori complimenti, che quella della Magika, ma, personalmente, per questa volta, ho scelto di raccontare la vittoria che mi ha fatto battere il cuore, perchè, come dicono gli spot americani, This is why we play.

 

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