Raffaella Masciadri a cuore aperto: “Il mio futuro di atleta e dirigente CONI”

Raffaella Masciadri a cuore aperto: “Il mio futuro di atleta e dirigente CONI”

il 10 aprile 2017 è stata la prima eletta in quota atleti al Consiglio Nazionale del CONI e il successivo Primo giugno è diventata presidente della Commissione Atleti. Rimarrà in carica fino al 2020.

di La Redazione

Mascia ha un tono di voce cortese: più che dire le cose, le porge. Ti mette a tuo agio e spiega tutto con la più grande naturalezza, senza autocelebrarsi o enfatizzando l’impegno profuso. Come per i tanti scudetti vinti o come per il Fondo maternità per le atlete non professioniste, l’indennità che da quest’anno viene riconosciuta alle giocatrici in gravidanza grazie al lavoro della Commissione Atleti del CONI di cui è Presidente.

Mascia, per chi non appartiene al mondo del basket, è Raffaella Masciadri. 38 anni il prossimo 30 settembre, laurea in Scienze Giuridiche, capitana della Nazionale di basket e del Famila Schio con cui in questi giorni è impegnata nei playoff scudetto, ma anche, appunto, Presidente della Commissione Atleti dei CONI. La sua carriera nella politica dello sport è iniziata un anno fa: il 10 aprile 2017 è stata la prima eletta in quota atleti al Consiglio Nazionale del CONI e il successivo Primo giugno è diventata presidente della Commissione Atleti. Rimarrà in carica fino al 2020.

“Ad un anno dall’elezione -riflette Raffaella- c’è una maggiore coscienza del ruolo e una maggiore consapevolezza su come agire. Non poteva essere diversamente. La Commissione ha avuto molti incoraggiamenti soprattutto dal presidente del CONI Giovanni Malagò e poi apprezzamenti che sono il miglior carburante per le nostre motivazioni. Ho ben chiaro però che sono solo all’inizio e che ho tanto ancora da imparare. E’ una nuova sfida, in un nuovo ambiente: in definitiva siamo atleti e viviamo di sfide. E’ anche un sogno che si è realizzato, però: essere a disposizione degli atleti e lavorare per loro; sono un’atleta che ha avuto tanto dallo sport ed è il momento di ritornare quanto avuto. Certo -continua- questo mio apprendistato mi ha permesso di capire che la politica sportiva è complessa e vanno considerate tante cose: le dinamiche, i rapporti sociali, quelli economici, quelli interpersonali e così via. E’ un’insieme di cose. Da fuori è facile giudicare. Sto imparando giorno dopo giorno e sto studiando per fare meglio anche perché è un ambiente che mi dà stimoli e mi piace. Il presidente della FIP Giovanni Petrucci è il mio maestro in questo campo e devo dire che tutta la FIP si è mossa per me e mi ha dato tanti consigli che si sono rivelati preziosi: anche per questo motivo li ringrazio ed è un grande onore essere in Consiglio Nazionale.

La Commissione Atleti è riuscita a far diventare realtà il Fondo maternità, in pochi mesi di lavoro. Oggi viene espresso dalla legge n. 205 del 27 dicembre 2017 (art 1, comma 369, lettera d): “Questo risultato ha dato sicuramente lustro alla Commissione Atleti che in meno di un anno di attività è riuscita a portarlo a casa -commenta Raffaella che aggiunge- E’ stato sicuramente il classico gioco di squadra iniziato dalla passata Commissione che ha preparato il terreno, come si suol dire. Mara Santangelo e Kelum Asanka Perera avevano iniziato a già lavorarci, come importante è stato il lavoro di Raffaella Chiussi, segretaria della Commissione, che ha saputo darci le dritte giuste e non solo in questa occasione. Il Fondo maternità è un traguardo storico per lo sport italiano, ma lo soprattutto per i diritti delle donne. Con noi hanno collaborato le associazioni di categoria dei giocatori come la GIBA e il suo presidente Alessandro Marzoli nel basket, e l’AIC e il suo presidente Damiano Tommassi nel calcio. In pratica da quest’anno alle atlete in caso di gravidanza lo Stato riconosce un’indennità come per tutte le lavoratrici (sono stanziati 3 milioni di euro già in questo primo anno del Fondo). In precedenza spesso capitava solo la triste ed insensibile risoluzione del contratto. Al di là del nostro impegno e di quello del CONI, è stato determinante il ministro dello sport Luca Lotti che ancora una volta ringrazio: insieme alla Presidenza del Consiglio ha trovato risorse e forma giuridica per rendere reale questo diritto anche nello sport.”

“Come concilio l’attività agonistica con i miei compiti per la Commissione Atleti? Beh -spiega Raffaella- per tutti noi che giochiamo, durante il corso della stagione è sicuramente più difficile assicurare una presenza fisica ad ogni riunione, ad ogni incontro… ma oggi si lavora anche da remoto: internet e un PC ti assicurano operatività ovunque in pratica, per cui nessuna scusa. Come Presidente cerco di mettere tutti i gruppi di lavoro nelle condizione di operare al meglio, capendo appunto queste difficoltà logistiche che vivo io per prima. No, non faccio la precisina, ma sai come sono… ci metto il cento per cento nelle cose, altrimenti non inizio neanche.

“Il mio futuro? Come atleta è sempre quello di rendere al meglio. E se poi ci sono i risultati, meglio, molto meglio -sorride Mascia ed aggiunge- “alla mia età lavoro per preservare l’integrità fisica, è importante. Adesso siamo ai playoff scudetto e poi c’è una lunga stagione impegnativa con la Nazionale. Se riuscissi ad arrivare all’Europeo 2019, beh, sarei felice. Come Commissione ci sono più progetti aperti. Tra questi quello sulla Dual Carrier, affinché gli atleti siano preparati, alla fine della carriera agonistica, grazie allo studio ad affrontare il mondo del lavoro e poi quello delle linee guide contro il Doping, una battaglia dove non dobbiamo mai abbassare la guardia, ma alzare il livello della prevenzione anche attraverso una migliore e più capillare informazione.”

FONTE: Uff. Stampa FIP

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