Salvestrini, le paste dopo il primo canestro in A1

Salvestrini, le paste dopo il primo canestro in A1

La giovane ala del Basket Le Mura Lucca farà festa nello spogliatoio con le compagne per la tripla a 17 secondi dalla fine del match con Battipaglia. Figlia d’arte, si allena tutti i giorni. Ma dopo il primo provino aveva detto che la pallacanestro non le piaceva

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Al rito delle paste non si potrà sottrarre. E’ il prezzo da “pagare” per il primo canestro in A1, una tripla, arrivato a 17 secondi dalla sirena della sfida vinta agevolmente domenica dal Basket Le Mura Lucca contro Battipaglia. Un rito che si trasformerà in una festa nello spogliatoio con le compagne.

Le stesse che già dopo il canestro l’hanno abbracciata e si sono congratulate con lei. Lei è Carolina Salvestrini, 17 anni da compiere il prossimo 10 gennaio, guardia-ala di 180 centimetri, arrivata ad agosto a completare il roster della formazione di Mirco Diamanti, dopo che già lo scorso anno, quando giocava a Pontedera, aveva potuto “assaggiare” l’ambiente biancorosso prendendo parte alla preparazione estiva.

Vive di pane e basket Carolina, che da Pescia, dove abita, si sposta ogni giorno per andare in palestra. Il lunedì e il venerdì a Livorno, dove gioca in doppio tesseramento con il gruppo under 18 e under 20, gli altri giorni della settimana a Lucca, con Le Mura. Una pendolare a tutti gli effetti, visto che va in trasferta, a Montecatini, anche per motivi di studio. Nella città termale frequenta infatti il liceo socioeconomico.

La grande passione per il basket l’ha ereditata dai genitori. Il papà Roberto, che le fa da autista ogni giorno, ha vestito le maglie di Pescia e Porcari, giocando anche in B; la mamma Milena Monti, oltre che a Porcari, a metà degli anni Novanta ha giocato a Lucca, nelle Mura, allenate all’epoca da Lidia Gorlin, oggi ds dello stesso team.

Ma il primo impatto di Carolina con la palla a spicchi non era stato positivo. Tutt’altro. A 5 anni e mezzo va a provare, ma quando torna a casa dice a mamma e papà che non le piace. Succede però che quando comincia la scuola si ritrova con delle compagne che invece a giocare a pallacanestro ci vanno. E così Carolina cambia idea, si rimette le scarpette e non le toglie più, al punto da diventare un esempio per la sorella più piccola Matilde, che a 7 anni non rinuncia a un allenamento nemmeno per vederla giocare. Diletta, la più grande, dopo aver provato per un periodo, ha invece deciso di smettere.

Non così Carolina che a Lucca – secondo lo spirito del gruppo Le Mura – è stata accolta dalle compagne con pari dignità, al punto che si è sempre sentita a suo agio e che comincia a modificare la sua timidezza e il suo carattere introverso.

Sul campo però timida non sembra essere. Diamanti le ha concesso poco più di tre minuti, gli ultimi di una partita che non ha mai avuto storia e Carolina ci ha provato due volte. Nella prima occasione, pescata sotto canestro con un lancio lungo da Jillian Harmon, non ha avuto fortuna con il sottomano. Nella seconda invece non ha fallito: sapeva che Francesca Dotto l’avrebbe cercata, si è sistemata con i piedi fuori dall’arco e quando la palla le è arrivata non ci ha pensato un secondo e ha fatto partire il tiro (nella foto). “Mi sentivo bene, sapevo che sarebbe andato dentro”, ha confidato più tardi la numero 18 biancorossa.

E allora ben volentieri papà Roberto e mamma Milena compreranno le paste. Perché il primo canestro in A1 non si dimentica, come non si dimenticano gli applausi del pubblico e gli abbracci delle compagne.

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