WNBA, le Sparks sono sul tetto del mondo dopo 14 anni

WNBA, le Sparks sono sul tetto del mondo dopo 14 anni

In una gara-5 tiratissima, Los Angeles espugna nuovamente Minneapolis.

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Si inizia, e si finisce con una sorpresa, sempre al Target Center. Verdetto clamoroso nelle finali WNBA, le Los Angeles Sparks sono le nuove campionesse del mondo a spicchi in rosa. Finisce il dominio delle Minnesota Lynx, non falliscono le californiane dopo che in gara-4 hanno sprecato il primo match-point in casa.

Andiamo a ripercorrere le cinque gare che hanno dato vita ad una delle finali più combattute degli ultimi anni.

In gara-1 c’è subito la sorpresa firmata dalle Sparks. La partita è sempre in equilibrio con distacchi sempre contenuti. Nessuna delle due squadre riesce a staccare l’altra, infatti si arriva all’ultimo possesso in perfetta parità sul 75-75. Los Angeles è arrivata fin lì trascinata dalla MVP del campionato Nneka Ogwumike autrice di 19 punti e 9 rimbalzi con un solo errore al tiro; dall’altra il trio Moore-Fowles-Whalen hanno contribuito per 54 punti, ma sono state le uniche a segnarne più di otto a testa. Alana Beard, che fino a quel momento aveva segnato 2 punti con 1/4 al tiro, la vince così:

Durante l’intervallo di gara-1 a Minneapolis sono anche state premiate le 20 migliori giocatrici dei primi vent’anni di WNBA: Seimone Augustus, Sue Bird, Swin Cash, Tamika Catchings, Maya Moore, Candace Parker, Cappie Pondexter, Diana Taurasi, Lindsay Whalen, Cynthia Cooper, Yolanda Griffith, Becky Hammon, Lauren Jackson, Lisa Leslie, Deanna Nolan, Ticha Penicheiro, Katie Smith, Sheryl Swoopes, Tina Thompson e Teresa Weatherspoon. Le 4 in grassetto sono giocatrici impegnate durante le Finals 2016.

In gara-2 le Lynx hanno fatto capire perché sono campionesse in carica chiudendo il primo tempo sul 39-25 e poi ammazzando le speranze losangeline nell’ultimo periodo. 21+12 di Maya Moore trascina Minnesota, che porta altre tre giocatrici in doppia cifra, a differenza delle solite, ma stavolta uniche, Ogwumike e Parker per L.A.

Gara-3 si svolge in California ed è la copia della precedente, ma con esito opposto.  32-17 dopo 10′ e le Sparks controllano poi tranquillamente fino al 92-75 finale. Le due stelle losangeline combinano per 45 punti e 18 rimbalzi con 19/33 al tiro, specchio dell’ottima percentuale al tiro di squadra. Le Lynx – 14 per Brunson e Fowles – hanno tirato 15 volte in meno e alla fine ha fatto la differenza.

Si replica allo Staples Center, con la possibilità per le Sparks di chiudere sul 3-1 e laurearsi campionesse dopo 14 anni dall’ultimo trionfo. Partita tiratissima dall’inizio alla fine, con le Lynx sempre pronte a scappare ma le Sparks capaci di rispondere fino all’ultimo. Due perse di Candace Parker – le uniche della sua partita, chiusa però con 4/14 al tiro – nell’ultimo minuto, però, regalano 4 punti dalla lunetta per le Lynx che riescono a pareggiare la serie e riconquistare il fattore campo per la decisiva gara-5. Maya Moore disegna pallacanestro e chiude con 31 punti, 9 rimbalzi, 5 assist e 3 rubate (a cui si aggiungono 5 perse, se vogliamo proprio cercare il difetto su una prestazione assurda, considerata la pressione che aveva sulle spalle). Inutili i 20 punti di una positivissima Chelsea Gray in soli 24′ in uscita dalla panca.

Gara-5 è pazzesca. Le due squadre si scambiano i colpi per tutta la gara, con Minnesota che tocca il massimo vantaggio (34-28) a metà gara, mentre Los Angeles ribalta tutto e si ritrova sul 71-63 a 3′ dal termine, convinta ormai di aver vinto. Non hanno fatto i conti con le campionesse in carica, che segnano un parziale di 13-4 e vanno avanti a 15″ dal termine. A decidere il titolo WNBA è, però, la MVP del campionato Ogwumike che segna il lay-up della vittoria dopo aver subìto la stoppata di Fowles. Una strepitosa Candace Parker da 28 punti e 12 rimbalzi è votata miglior giocatrice delle Finals.

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