Alessandra Visconti a Pink Basket: “Il Mondiale 3×3 un’esperienza pazzesca”

Alessandra Visconti a Pink Basket: “Il Mondiale 3×3 un’esperienza pazzesca”

Alessandra Visconti parla della sua esperienza al Mondiale 3×3 in Cina.

Commenta per primo!

Difficile trovare una giocatrice italiana più versatile di Alessandra Visconti. Non solo per la sua capacità di giocare vicino e lontano da canestro, prendere rimbalzi come una lunga o colpire dall’arco con la mano morbida di un’esterna. Ma anche per la sua brillante carriera parallela nel 3 contro 3, in cui nell’estate 2016 ha addirittura raggiunto la posizione n° 1 al mondo nel ranking individuale.

Mercoledì 19 ottobre, la popolare “Visco” è andata in doppia cifra nella vittoria della sua Costamasnaga nel recupero di A2 contro Castelnuovo Scrivia. Reindossando i panni della giocatrice di basket “tradizionale” pochi giorni dopo aver vestito quelli azzurri della Nazionale ai Mondiali di 3 vs 3, disputati a migliaia di chilometri di distanza: Guangzhou, nota anche come Canton, nel sud della Cina. Con onore ma anche molta sfortuna, l’Italia (comprendente anche Filippi, Quarta e Tognalini) è uscita nel girone eliminatorio per quoziente-canestri a sfavore, dopo 3 vittorie su 4 partite, di cui una di prestigio sulla Spagna, grazie a un tiro allo scadere proprio di Alessandra Visconti. Alla quale abbiamo chiesto di raccontarci, a ruota libera, qualche sensazione del suo Mondiale:

«È andata bene per quello che potevamo fare noi… Abbiamo perso una sola partita su 4, all’esordio contro gli Usa che erano campionesse mondiali in carica (stavolta invece ha vinto l’oro la Repubblica Ceca, ndr), forse proprio perché giocavamo contro di loro la prima partita dopo la cerimonia di apertura e quindi ci siamo fatte un po’ intimorire… Metteteci anche il dover rompere il ghiaccio e un po’ di timore reverenziale. Sta di fatto che non ci aspettavamo poi la sconfitta delle americane con la Spagna, che invece è avvenuta e ci ha escluse dal passaggio alla seconda fase… È stato un boccone davvero amaro da buttar giù, perché stavamo bene in campo, ogni partita giocavamo meglio e le sensazioni erano davvero buone. Davvero un peccato.
Fuori dal campo cosa vi racconto? L’esperienza di giocare un Mondiale in Cina è stata pazzesca! Eravamo davvero in un altro mondo… basta pensare al centro commerciale fatto di cunicoli sotto le strade della città; o ai grattacieli infiniti che facevano da skyline dietro l’arena dove giocavamo.
Come in ogni competizione internazionale, la cosa che più mi ha affascinato è il contrasto culturale: ho assistito a un Polonia-Indonesia in cui si marcavano una biondissima polacca e un’indonesiana che giocava col velo… Ma proprio l’asiatica era probabilmente la più ‘rognosa’ e agguerrita tra le giocatrici in campo!»

Testo raccolto da Pink Basket

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy