Terza edizione del Torneo La Volta 3×3 a Imola

Terza edizione del Torneo La Volta 3×3 a Imola

Un piccolo evento che sta diventando virale fra gli appassionati

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È scattato ieri, sul più bollente playground di Imola, il Torneo La Volta 3×3 2017.

La nuova formula, che prevede 5 giornate consecutive, vedrà sfidarsi fino a venerdì 38 squadre maschili, 28 senior e 10 juniores e 6 femminili, con un programma intensissimo che ha richiesto la creazione di un terzo campetto su un’area limitrofa. Siamo solo alla terza edizione, ma è già stato selezionato come GOLD e PINK dalla FISB (unico Ente riconosciuto dalla FIP per la promozione del basket 3vs3), quindi tra i 30 tornei più belli ed importanti d’Italia. E che significa qualificarsi per le finali nazionali di Riccione di fine luglio, tra i migliori giocatori di questo fantastico ed entusiasmante sport.

Grande novità di quest’anno è il “Volta City Camp”: oltre al torneo serale il resto delle giornate vedrà 40 ragazzi dai 14 ai 18 anni allenarsi in maniera intensiva sotto gli occhi di Lorenzo Dalmonte, head coach del Camp, e con collaborazioni straordinarie come Marco Sanguettoli, Giorgio Valli, Luca Dalmonte e Demis Cavina, della cui presenza a Imola stiamo già occupandoci doverosamente.

In realtà la storia di questo torneo ha radici profonde, se si pensa che in passato vi hanno giocato Meo Sacchetti, Bob Ravaglia, Antonello Riva, ma l’idea meravigliosa che frullava nelle teste di Daniele Casadei, cestista professionista, Matteo Marchi, fotografo e Luca Fabbretti, imprenditore, è stata quella di ripartire dalla tradizione per inventare, anno dopo anno, un vero e proprio spettacolo, sportivo ma non solo.

Così fin da subito è nato il progetto di un Village, a fianco del ‘caldissimo’ campetto, dove diversi partner si sono alternati per offrire il meglio della ristorazione, del bere, dell’ abbigliamento sportivo, dei gadget, ma anche il trattamento fisioterapico per gli atleti infortunatisi ‘in loco’.

Il successo è arrivato subito, 3000 presenti nell’arco delle 8 serate di gara nel 2015, ed ha spinto ancora oltre la creatività degli organizzatori.

Così nel 2016 sono spuntati video sempre più goliardici, ma tecnicamente ineccepibili, per lanciare la seconda edizione, il coinvolgimento del ristorante San Domenico, una madrina da lustrarsi gli occhi, la modella imolese Gabriela Giovanardi e la partecipazione di schiacciatori professionisti della crew DaMove, che hanno messo in piedi uno show di salti e schiacciate davvero di alto livello.

Ma forse la cosa che dà ancora di più il senso di questa avventura è stata la solidarietà, sia, ad esempio, sostenendo Slums Dunk, un’associazione benefica creata da Bruno Cerella e Tommaso Marino che ogni estate dà la possibilità ai bambini africani di giocare e conoscere la pallacanestro, sia abbattendo tutte le barriere architettoniche che impedivano l’accesso al campo alle sedie a rotelle e organizzando, insieme alla Fondazione Montecatone Onlus, una serata-esibizione di basket in carrozzina.

Assieme a tutto ciò si è vista della buona pallacanestro, sia tra i dilettanti della zona, sia con molti giocatori dalla serie B, Jacopo Preti dall’Andrea Costa di A2 e, ciliegina sulla torta, Mitchell Poletti. Il quale, non contento di aver già vinto, si ripresenta pure quest’anno, ma dovrà vedersela contro uno specialista dello streetball, Giovanni Agusto, campione d’Italia in carica e titolare della nazionale agli europei di specialità.

Ma le novità non sono finite: è previsto anche l’arrivo di Alessandro Mamoli da SKY, amico del torneo fin da subito e ospite fisso delle ‘Chiacchiere da bar’ che in inverno Marchi e Casadei ripropongono al pubblico di appassionati.

E se ancora non fosse chiaro tutto ciò che è ‘La Volta’, vi riproponiamo le parole di uno che di comunicazione nello sport se ne intende, Riccardo Girardi da Forlì, che così lo descrive:

“La comunicazione del torneo di streetbasket La Volta 3×3 Imola è un piccolo vademecum per chiunque voglia promuovere in modo originale, divertente ed efficace un evento sportivo. Credibilità, aggancio alla tradizione, capacità di coinvolgere gli ‘influencer’, competenze tecniche: il tutto innaffiato da tanta goliardia e tanta autoironia. E così, un piccolo torneo di una piccola città diventa una cosa ‘virale’ di cui parla mezza Italia”.

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