Gsa Udine, ecco Martelossi: “La squadra è seguita, ma non amata”

Gsa Udine, ecco Martelossi: “La squadra è seguita, ma non amata”

Il neo-tecnico friulano si presenta alla stampa: “Parliamo poco di ciò che è stato e ragioniamo a tutto tondo su come migliorare la situazione”

di Barbara Castellini

Svolta importante in casa Gsa Udine. Dopo la sconfitta di Mantova di domenica, la società ha bianconera ha deciso di cambiare guida tecnica, affidando la squadra ad Alberto Martelossi. Una decisione che era nell’aria già da un po’, da quando cioè la squadra ha cominciato a palesare evidenti limiti nelle gare in trasferta. Una sindrome da “Dr. Jekyll e Mr. Hide” che l’ex tecnico di Ferrara dovrà cercare di guarire in tempi rapidi. Già oggi ha diretto il primo allenamento, anticipato dalla conferenza di presentazione agli organi di informazione.

L’introduzione è stata affidata al general manager Davide Micalich: “Ci tengo a salutare Demis Cavina. E’ sempre complicato e difficile quando si interrompe il rapporto con un allenatore, ma chiaramente la squadra viene prima di tutto. Abbiamo preso questa decisione perchè la riteniamo la più giusta. Però ci tengo a sottolineare che rimane intatta la stima nei confronti di Cavina. Penso che questa soluzione faccia il bene di tutti. Ovviamente i risultati contano, abbiamo perso 7 partite, di cui sei fuori casa. Vogliamo invertire la tendenza. Questo gruppo merita una seconda chance, sperando di trovare l’alchimia che è mancata. Dò, quindi, il benvenuto a Martelossi. E’ una squadra seria, preparata, troverà terreno fertile. Deve portare il suo entusiasmo, la sua professionalità per arrivare ai risultati. Dopo Mantova ci siamo messi a riflettere.. Questo gruppo mi piace molto, manca solo continuità. E Alberto, da friulano, torna qui per essere protagonista“.

Martelossi dovrà cercare di capire da cosa dipenda l’alternanza di risultati di Cortese & co. “Il campionato è lungo – prosegue Micalich -, mancano 13 giornate. Credo che possa portare entusiasmo e possa aiutarci a raggiungere i risultati che ci siamo prefissi, che non significa andare in A1, ma lottare per andarci. Martello arriva con una grande grinta. Vogliamo far capire al pubblico, arrivato con noi dalla Serie C, che la stagione deve ancora entrare nel vivo. Adesso ci attendono Montegranaro e Fortitudo, siamo qui per lottare fino alla fine. Abbiamo firmato un accordo fino a fine stagione, ma sono certo che rimarrà con noi per diverso tempo. Al di là dell’amicizia che ci lega, è stata una scelta tecnica. Questo ci tengo a sottolinearlo”.

Gsa Udine Martelossi MontenaEntusiasmo e voglia di rimettersi in gioco sono emersi fin dalle prime parole pronunciate dal neo-tecnico bianconero: “Ringrazio la società di essere qui oggi. Ci fu un incontro 4-5 anni fa e ci fu una proposta molto importante da parte del club. Declinai l’invito e dissi che se ci fosse stata la possibilità avrei “riparato”, ora sono qui, mi sono messo a disposizione con grande entusiasmo. Per me la stagione inizia ora, voglio sentire parlare poco di ciò che è stato domenica. Vorrei che tutti pensassimo insieme che sarà più bello gioire per una vittoria che inca…rsi per una sconfitta. D’ora in poi il must deve essere questo. A mio avviso questa squadra è seguita ma non è amata. Vorrei trascinare i giocatori, dobbiamo farci amare. Dobbiamo lavorare sui dettagli, sugli sguardi, sul desiderio di aiutarsi… Sono convinto che il pubblico di Udine apprezzi di più ciò rispetto ad altre piazze. Voglio accendere la mente della squadra su questo aspetto. Tornare al Carnera, così pieno e colorato sarà una novità per me. Manca continuità alla squadra. Non credo sia stato tutto oro ciò che si sia visto in casa, così come non è tutto da buttare ciò che si è visto fuori. E’ necessario far recepire dei messaggi diversi alla squadra.

Martelossi dedica un pensiero anche al collega Cavina: “Demis oltre a essere un amico ha una carriera alle spalle, è l’allenatore con più presenze in questo campionato”.

Ma dall’esterno che risposta si è dato il tecnico sulle difficoltà incontrate dal team friulano? Ecco la sua risposta: “Solo negli ultimi 15 giorni ci sono stati problemi fisici, ma fino a quel momento la squadra è sempre stata sana, quindi non credo sia un problema fisico. A volte gli eventi possono creare delle fisime, il fatto stesso di continuare di parlare invicibilità casalinga e deficit esterno può creare un problema, bisogna ragionare a tutto tondo, anche se un up&down così grosso non ha precedenti… Capiremo dall’interno quali siano i problemi“.

Poi Martelossi prosegue: “Manca qualche “atto”, che faccia capire che i ragazzi stiano dando tutto, questa sensazione non c’è. I giocatori forse pensano di aver raggiunto il loro massimo livello, invece ci sono ancora margini di miglioramento. Le squadre vincenti sono quelle un po più “sporche”, più “cattive”. Non dobbiamo dimenticare che il tempo ci vuole sempre. Quest’anno va di moda la Fortitudo, perchè ha talento, coesione, forza, però non va dimenticato che l’ossatura di questa squadra è stata costruita tre anni fa. Play-off? In questo momento credo che la cosa importante sia trovare il giusto equilibrio tra le giuste aspettative iniziali, vedi un Carnera gremito, l’esuberanza di Micalich di riportare in alto il club e le spese effettuate dalla società, tutte cose che possono essere un piccolo boomerang se i giocatori non sono in grado di sopportarle, e il momento attuale che deve essere vissuto con più serenità. Ciò è quello che dirò alla squadra“.

Intanto all’orizzonte ci sono Montegranaro (domenica a Porto San Giorgio) e Fortitudo Bologna (mercoledì alle 20.30 al Carnera). Sui prossimi impegni Martelossi glissa: “Se le montagne dobbiamo scalarle, meglio affrontarle subito. Si tratta di due montagne importanti, due tra le squadre più solide del campionato. Montegranaro è utilitaristica in maniera incredibile, le bastano 10-12 minuti di qualità per vincere la partita, Fortitudo è all’ennesima potenza. Sarà fondamentale arrivare con la serenità giusta, in questo momento hanno più da perdere loro. Facciamo un passetto alla volta…“.

L’ultimo pensiero del tecnico è molto personale: “Oggi è l’86° compleanno di mio papà, Danilo“. Doppi auguri in casa Martelossi, quindi.

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