Punto Fortitudo: serve un confronto con Pozzecco, ma la squadra andrà rifondata

Punto Fortitudo: serve un confronto con Pozzecco, ma la squadra andrà rifondata

Il futuro della Fortitudo è legato all’incontro che ci sarà in questi giorni tra la società e Gianmarco Pozzecco.

di La Redazione

Il futuro della Fortitudo, fresca di cocente eliminazione in semifinale playoff, è tutto legato all’incontro dei prossimi giorni tra la società e Gianmarco Pozzecco.

La squadra va certamente rifondata, con un play e un centro stranieri nuovi di zecca. Restano però i dubbi circa la presenza del Poz nel nuovo progetto, pur avendo un contratto con scadenza 2019. Per questo, ragionando su un’ipotesi di risoluzione consensuale, con l’ex play della Effe nel mirino di Torino, è già iniziato il valzer dei rumors. Si parla di un contatto con Max Menetti, che è però destinato ad una A di vertice ad Avellino. Si parla di Pillastrini, in uscita da Treviso. Più suggestive o stravaganti le strade che porterebbero a Ramondino, Repesa, Ramagli o Sacripanti. Senza dimenticare che sullo sfondo c’è la pratica Boniciolli, per la chiusura di un ingombrante doppio rapporto, da coach e da GM. Come Pozzecco, anche nel suo caso c’è un ultimo anno di contratto, che sarà da transare, magari a poco, ma non “a gratis”.

Ma sul tavolo che riunirà Pozzecco, il presidente Pavanti e il GM in pectore Carraretto c’è anche il futuro dei sei giocatori già “firmati”: Mancinelli, Rosselli, Cinciarini, ma anche Pini, Chillo e Amici. Dei tre veterani probabile che salti Cinciarini, anche Amici potrebbe non rientrare. Incerta anche la situazione di altri tasselli del pacchetto lunghi come Gandini o Italiano. In entrata si vocifera di un interessamento per Mitchell Poletti. Piacciono anche i ferraresi Cortese (ma è sotto contratto, andrebbe pagato un buy-out) e Hall. In regia Amato è un nome che potrebbe piacere, così come quello di Tomassini.

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