Urania Milano, non chiamatela “neo promossa”

Urania Milano, non chiamatela “neo promossa”

Punto della situazione in casa Wildcats all’esordio nella seconda serie nazionale.

di Marco Giacomini

Dopo le prime quattro giornate di Serie A2 Est, non fa di sicuro notizia trovare la seconda squadra milanese nella parte bassa della classifica. Ce lo si poteva aspettare da una squadra che, dopo l’ottimo campionato di B della stagione scorsa culminato con una storica promozione, è stata completamente rimaneggiata per il difficile salto di serie ma i segnali lanciati dai Wildcats in queste prime partite sono più confortanti del previsto.
Dopo l’amaro esordio patito con una diretta concorrente per la lotta alla salvezza come San Severo, l’Urania ha potuto assaggiare la A2 giocando e, soprattutto, non sfigurando contro le più blasonate Udine, Ferrara Mantova. Anzi. Contro gli Stings è arrivata addirittura una meritata vittoria esterna, mentre, contro Apu Udine e Kleb Ferrara, è mancato davvero poco per portare a casa il risultato pieno. I giocatori di coach Villa hanno dimostrato a più riprese di saper “ruggire” a dovere e di sfoderare una grinta a tratti entusiasmante ma, in entrambi i casi, è mancato l’affondo finale che avrebbe potuto regalare la vittoria tra le mura amiche del nuovo Allianz Cloud, ex PalaLido.
Questione di esperienza? Sembrerebbe di sì, perché per ben due volte durante le partite è stato dilapidato un vantaggio anche considerevole, frutto di un’ottima circolazione di palla e, appunto, di un approccio molto deciso in campo. Un vantaggio che nel quarto finale si è assottigliato per trasformarsi in una sconfitta di misura. Ramagli e Leka, rispettivamente coach di Udine e di Ferrara, nelle loro conferenze stampa hanno sottolineato l’enorme fatica cui sono stati costretti per portare a casa i due punti. Tolti i demeriti delle loro squadre, che a diversi livelli puntano ad un campionato di prima o primissima fascia e che, a oggi, non sembra abbiano ancora dimostrato il loro pieno potenziale, i due allenatori hanno fatto notare come l’Urania sia stata molto difficile da contenere.
Certo, perdere di uno o di venti non fa nessuna differenza per i punti in classifica ma Davide Villa avrà tanti buoni motivi per credere nei suoi ragazzi e aiutarli a gestire meglio quei momenti della partita dove è necessario rallentare il ritmo, giocare di più con la testa e puntare dritti alla vittoria. Se al bomber Nik Raivio e alla frizzante regia di Sabatini non mi sento di chiedere molto di più, è lecito attendersi che gli altri giocatori più esperti e abituati a questi livelli, come capitan Benevelli, Bianchi e Montano, possano imporre in campo la loro leadership. Dovranno trasmettere al resto della squadra quella tranquillità e sicurezza che, fino ad ora, sono state le qualità viste di meno dagli spalti, soprattutto nei minuti decisivi della gara.
Con un campionato ancora tutto da giocare, i Wildcats hanno tutto il tempo per trovare i giusti ritmi e farsi valere davanti al proprio pubblico e non solo. Le premesse ci sono, il carattere anche.

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