Barcellona annuncia il suo nuovo acquisto: il tanto atteso… “sesto uomo”

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Pistone e cilindro per gli amanti della meccanica non possono prescindere l’uno dall’altro per l’ottimale funzionamento di un veicolo, che sia un’utilitaria o una fuoriserie! E proprio come nelle migliori officine a Barcellona Pozzo di Gotto si è ricongiunto il motore “trainante” del basket, la tifoseria! Circa un ventennio di battaglie, tante vittorie e poche sconfitte al Palalberti in cui la tifoseria, che dapprima vestiva i colori biancoverdi dell’allora Cestistica per poi “indossare” i colori della città con l’era Bonina, il giallorosso, che ha contraddistinto da sempre la bicromia dell’Igea, la squadra di calcio e che per un periodo ha dato anche il nome alla pallacanestro. Ma per tutti, giovani, anziani, donne e piccini il giocattolo da serbare e difendere fino all’ultima goccia di sudore è, e sarà sempre, l’Igea ossia la massima espressione cittadina negli sport di squadra. Ultimamente, tuttavia, questo motore ha accusato qualche “sfasatura” ed è uscito fuori giri probabilmente per aver spinto troppo a fondo la propria “cavalleria”! Conseguenza probabile di questo “temporaneo guasto” è stata la tendenza alla sconfitta casalinga con relativo atteggiamento “abulico” che ha trascinato un po’ tutto il palasport spingendo la maggior parte della gente del Palalberti a “raffreddarsi” in maniera sempre più frequente e preoccupante. Ma come si conviene alle migliori famiglie e quindi alle migliori officine, il “dottor buonsenso” ha avuto la meglio per amore dei colori e del gioiello che tutt’oggi si vuole difendere e conservare nel migliore dei modi! Due tifoserie, la Curva Nord frequentata dal gruppo “Allega Brigata” e la storica Gradinata Tifo 1996 orchestrata dai “Sottosopra” che da un po’ di tempo hanno disperso le forze e, di conseguenza, quell’impatto sonoro del quale il Palalberti si è da sempre contraddistinto rendendo notoriamente la struttura di Barcellona un fortino inespugnabile! Curva nordLa notizia, ufficializzata martedì sera dopo una riunione tra i gruppi, che entrambe le tifoserie organizzate della Sigma Barcellona si riuniranno e riorganizzeranno da domenica prossima in un’unica e compatta “comitiva” nella gradinata “Salvo Sottile” in occasione dell’importante e vitale match contro Verona, è sicuramente una notizia che sa di “miele per le api” soprattutto al cospetto degli atleti in campo che avranno finalmente quel “sesto uomo” di lusso in più che dal mercato non è mai arrivato ma che alla fine si è materializzato, senza passaporto o status di extracomunitario, bensì con la targa di “extraterrestre”, ossia il tifo di Barcellona Pozzo di Gotto! Come Leonida mitico condottiero di Sparta, i “300” della gradinata tenteranno di coinvolgere tutto il “regno” per riportare agli antichi fasti una città ed una squadra, quella di basket, per la quale il Presidente Immacolato Bonina ha sempre dato tutto e qualcosa di più. Coinvolgendo un po’ tutta la famiglia “Barcellona” ci si rende conto di quanto sia sentito questo momento delicato e quanto sia importante l’unione d’intenti per tentare di raggiungere l’obiettivo dei play-off da sempre ottenuto in quel di Barcellona da quando milita nella seconda serie con all’attivo, una finale (nell’era Capizzi) e due semifinali ed un quarto di finale (nell’era Bonina). Cosicché abbiamo raccolto la testimonianza del capitano Giuliano Maresca e dei protagonisti fuori dal campo, i tifosi. Gianpiero Maio (Allegra Brigata), Christian Ardenti (megafonista) e Luca Sidoti (Barcellonesi al nord Italia). All’unisono l’obiettivo comune è quello di far sentire forte la voce di Barcellona, la tifoseria, le splendide coreografie ed il calore del vero “sesto uomo” che per tanti anni hanno rappresentato l’orgoglio di una città e per le quali il Presidente Bonina ha deciso di investire regalando alla città il sogno di ritornare al basket che conta. Il tuo passato e vissuto da tifoso di Barcellona, i momenti più belli e quelli meno belli? Apre le danze Christian Ardenti: “Per quanto riguarda i miei vissuti da tifoso dobbiamo tornare indietro di 8 anni quando, con alcuni amici, abbiamo dato vita ai “Crazy Boys” che seguivano allora la squadra di basket in C1. Da quel momento ne abbiamo passate tante! Sicuramente il ricordo più bello è la promozione in Legadue nella finale con Forlì. Tra quelli più brutti ricordo la sconfitta nei playoff di C1 contro Agrigento e l’eliminazione l’anno scorso ai playoff contro l’Aquila Trento quando pensavamo di avere la serie A in pugno”. Gli fa eco Gianpiero Maio che racconta: “Il mio amore per il basket nasce tanti anni fa, quando andavo con i miei genitori nel settore “anello” a vedere la Cestistica degli anni ‘90. Circa otto anni fa mi sono avvicinato alla “Peppino Cocuzza” e dopo, con l’ingresso del Presidente Bonina, ho “battezzato” definitivamente il mio senso di appartenenza iniziando le prime mie trasferte seguendo così quelli che sono diventati i miei beniamini. Indimenticabili gli anni della serie C1, quando con i vari Tartaglia, Manzo e co., perdemmo la finale play off contro Agrigento. Al contrario, tra i momenti memorabili, ricordo la trasferta di Ferentino con 250 barcellonesi al seguito (l’anno della promozione in Legadue), quella di Pistoia con 2500 km. sul groppone ed il “memorabile” esodo di quest’anno nel derby contro Trapani”. E non poteva mancare il racconto colmo di ilarità, degno del miglior Decamerone, di uno dei tifosi storici giallorossi ormai residente a Milano da qualche anno, Luca Sidoti: “I miei ricordi più belli sono conservati gelosamente nel mio cassetto. Le domeniche all’Aia Scarpaci, tifando per un quintetto barcellonese (Iacono, Trimboli, Scardi, Lucifero, Benenati) e i derby contro i “Patticiani”. La trasferta a Pavia (B1) con la Ciccio Scardi’s band e i miei capelli verdi. La vittoria in “gara 1” di Finale (promozione A2 campionato B1 ‘98/’99, ndr) a Ferrara con goduriosa invasione di campo. Le schiacciate di Gerrod (Abram, ndr) e l’amicizia con i Rosetani. La coreografia contro Agrigento in “gara 2”, “Abbiam vinto a Forlì”… Le “magnate” in trasferta e le hostess di Trento… I canestri di Ago (Li Vecchi, ndr), di “Zio Joe” (Crispin, ndr) e di “Super Ryan” (Bucci, ndr), Il 30 maggio del 2010. I momenti più brutti? Beh… “gara 3” a Trento (quarti finale play-off lo scorso anno, ndr) e “gara 4” a Udine (finale play-off A2 1999-2000, ndr). Il passaggio a “Buddacilandia” (trasferimento del titolo alla Pallacanestro Messina, A2 campionato 2000/2001, ndr). Gli insulti a Pancotto di “quattro bestie” proprio dopo un “Barça – Verona”, il “palapollaio” di Brindisi”. gradinataCosa rappresenta per Barcellona, sportivamente e socialmente parlando, questa riconciliazione della tifoseria? E’ sicuro e fiducioso Christian Ardenti: “Per Barcellona questa riconciliazione del tifo deve rappresentare uno stimolo positivo per tutti e uno sprone a fare sempre meglio, ma soprattutto a comprendere che nessun problema e nessuna difficoltà sono insormontabili. La tifoseria con molta maturità ha messo da parte le divergenze che erano sorte nel recente passato ponendo, davanti a tutto e tutti, il bene comune ossia il sostegno per la nostra squadra. Questo è un segnale lanciato a tutti, a 360 gradi, squadra, società ed al resto del Palalberti che spero, fin da domenica, si lasci trascinare dalla tifoseria”. Gianpiero Maio ha le idee chiare: “Personalmente i problemi riguardanti la divisione delle tifoserie non mi hanno toccato più tanto. Io ho sempre tifato per i colori giallorossi, dal pranzo della domenica a casa con i miei fino all’uscita del Palalberti dopo la partita! Sono sempre stato dalla parte del sostegno riguardante la nostra squadra e vorrei che a svegliarsi non siano solo i giovani ma il palazzo intero, poiché ultimamente la gente è stata poco partecipativa”. Conclude nel suo “stile libero”, degno del miglior Michael Phelps, il “fedele” Luca Sidoti prendendo spunto dalla processione del Venerdì Santo di Pasqua a Barcellona e l’incontro dei fedeli dei due quartieri più importanti: “Sarà come quando le varette del Venerdi Santo si incontrano sul ponte riunendo Barcellona e Pozzo di Gotto ascoltando, in un’unica voce, il canto dei Visillanti (gruppi di persone che in coda ad ogni vara, intonano il lamento del mistero della Croce “Vexilla Regis”, ndr). Per domenica si consigliano ‘nciove e vinu’ (aggiughe e vino, tipico “trait d’union” enograstronomico utilizzato dai visillanti per la conservazione della voce, ndr)”. Nei tuoi sogni “ad occhi aperti” o “notturni” che dir si voglia, cosa vedi? Laconico Christian Ardenti: “Nei miei sogni ad occhi aperti è inutile negarlo, vedo una bella promozione con eliminazione ai playoff di quelli la… sappiamo tutti di chi sto parlando! (superflua la “nota del redattore” che comunque rispetta lo “status scaramantico” dell’intervistato!). Pragmatico Gianpiero Maio: “Il mio sogno è ripartire, riaccendere il motore! Occorre che ogni singolo barcellonese dia la carica giusta, in anello, in tribuna numerata, in gradinata, in curva, in tribuna stampa… insomma ovunque!”. Diretto Luca Sidoti: “Vedo una bomba di Collins in faccia a Portannese all’ultimo secondo di gara5 finale promozione al “PalaCirco”. Ma nel frattempo ho le mani in tasca, e non è la canzone di Cocciante…”. Un appello a tutta la gente di Barcellona, ai giocatori in campo (staff tecnico compreso) e, dulcis in fundo, al Presidente Bonina. Senza giri di parole Christian Ardenti lancia il suo appello: “Ai giocatori dico che, con questa riconciliazione della tifoseria, abbiamo voluto dare un segnale anche a loro, ossia che grazie alla sinergia di tutte le componenti nulla è impossibile. Chiediamo il massimo impegno e che si torni a essere, tra campo e spalti, un tutt’uno, un muro giallorosso come vuole il coach. Al Presidente Bonina voglio dire che noi tifosi siamo sempre con lui, sia nei momenti belli che in quelli di difficoltà, perché sappiamo quanti sacrifici ha fatto e continua a fare per tenere alto il nome di Barcellona e di questo gliene siamo e saremo per sempre riconoscenti. Il nostro appello è quello di non mollare e che noi siamo sempre al suo fianco”. Gianpiero Maio riserva le sue parole al Presidente Bonina: “Mi auguro che al nostro Presidente non manchi mai la voglia e il grande spirito di fare sport per la nostra città. Barcellona e i barcellonesi dovranno essergli per sempre riconoscenti poiché, in questi otto anni, anche se ha ottenuto una sola promozione sul campo, ha portato giocatori di grande calibro permettendo alla gente di Barcellona di ammirare comunque una pallacanestro ad alti livelli con giocatori del calibro di Crispin, Hicks, Mike Green, Callahan, Fantoni, Collins e tanti altri”. E dulcis in fundo le parole “al miele” di Luca Sidoti: “Al pubblico: vengano tutti e soltanto coloro che amano il Barcellona, partecipino al massimo e si divertiranno. I cucchi ‘a casa! (i gufi  a casa, ndr). Ai giocatori: il motto è uno: “Di cca’ non si passa…” (Di qua non si passa, ndr). Al Presidente: Pres, a Barcellona il basket è vita, non “pEnzare” ad altro! Ah, se succede (ma non succede) voglio la sua giacca salmone, così vado a fare il “figurino” per un giorno a “Capoz”. maresca3E concludiamo la nostra intervista con le parole del capitano, Giuliano Maresca che commenta con piacere, in qualità di portavoce dello spogliatoio giallorosso, la notizia della riconciliazione della tifoseria: “Ovviamente siamo tutti molto contenti e sarà uno stimolo in più per l’intero ambiente. Da parte mia faccio i complimenti ai ragazzi e a tutti quelli che hanno partecipato a questa riconciliazione perchè hanno dato un esempio e un segnale di compattezza e unione d’intenti molto forte che, insieme alla solidità del nostro spogliatoio, spero possano essere una spinta in più per il finale di stagione”. Quattro partite, quattro finali! La squadra dall’arrivo di coach Calvani ha comunque palesato segnali positivi ed una certa compattezza. Tuttavia alcuni finali di gara e “quarti quarti” scellerati (Capo D’Orlando, Biella e Trento) hanno parzialmente complicato il cammino “in sicurezza” ai play-off. Cosa vi é mancato in quei frangenti??Dall’arrivo di Marco (Calvani, ndr) sicuramente è aumentata l’intensità e l’unione di questo gruppo. Purtroppo ancora non abbiamo raggiunto quella sicurezza che ci permette di rendere al meglio nei finali di gara, ossia i momenti più delicati delle partite. Comunque non sono affatto preoccupato perché questa squadra lavora in maniera incredibile in palestra e manca poco a fare il passo necessario ad essere la big che tutti vogliamo essere”. Cosa ti senti di dire ai tifosi intensi non solo come tifoseria organizzata ma come città tutta e come vedi il futuro prossimo della squadra?Dico a tutti, anche alla squadra, staff e società che ormai siamo a un mese dalla fine della stagione regolare ed il tempo delle recriminazioni, arrabbiature e delusioni è finito! Sicuramente qualche cosa non è andata bene fino ad ora ma si sta avvicinando il momento bello della stagione e va vissuto con positività e convinzione nonché l’orgoglio di essere protagonisti (in campo o sugli spalti)? di un grande progetto!”. La partita tra Sigma Barcellona e Tezenis Verona non è ancora iniziata ma il fermento in città e la voglia di vivere qualsiasi partita da qui fino alla fine della stagione come se fosse un derby o una finale sono davvero forti! La cosa certa, prendendo spunto dalla suddetta pellicola “300” che racconta la storia spartana, è che a Barcellona Pozzo di Gotto c’è la voglia di ritornare agli antichi fasti e che le parole “sottomissione” e “subordinazione” non sono contemplate nel vocabolario giallorosso. Fino ad oggi ciò appare come qualcosa di davvero complicato, viste le ultime esperienze casalinghe, ma in città c’è la voglia di ricominciare e resettare tutto. Non è blasfemia, né pazzia. Questo è da sempre stato il concetto di pallacanestro sulle sponde del Longano, che non è di certo una questione di vita o di morte, bensì qualcosa di molto più importante! Questa è Barcellona!