Barcellona: Bonina lancia l’assist decisivo alla città… “The show must go on!”

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30 maggio 2010. Era il giorno dell’apoteosi al Palalberti grazie alla vittoria di Barcellona in gara 4 nella finale promozione contro Forlì che sancì il definitivo salto nel basket che conta dopo 10 lunghi e dolorosi anni. Il basket cazzuto, quello dei palloni Molten, dei Franco Lauro e Stefano Michelini al commento di Rai Sport o Niccolò Tringari con il maestro Dan Peterson a Sportitalia, la pallacanestro spettacolare degli americani che questo sport lo hanno inventato e degli italiani che hanno fatto la storia nella nostra nazione! Si proprio loro, gli italiani! Il Palalberti ammira Gregor Fucka. Si si, Gregor quello lì, il fantastico “gobbo” di Notre Dame de Paris che proprio sotto la Tour Eiffel, quando Barcellona giocava il suo ultimo e unico anno in serie A2 con lo Sceriffo, Soragna e Li Vecchi, l’italo-sloveno vinceva l’oro europeo con i vari Galanda, Basile, Chiacig, Marconato, Myers, Meneghin, eccetera eccetera… Cavoli ma anche Galanda, proprio lui Gek il friulano, il Baso e Ghiacciolone sono passati da qui? Dal Palalberti! E poi ancora, Mancinelli, Carraretto, Amoroso e tanti altri! E poi tanta tanta roba in 4 anni di Legadue in un susseguirsi di emozioni, incazzature, delusioni e talvolta “orgasmi cestistici” che solo qualche annetto prima non si riuscivano a “fantasticare” quando si giocava contro Cosenza o Porto Empedocle! Ne è passata di acqua sotto i ponti e il Pres, Immacolato Bonina, non ha mai lasciato nulla di intentato! Ci ha sempre provato ad andare al piano di sopra con tutti i mezzi leciti e, cestisticamente parlando, “illeciti” con il classico tiro forzato da 3 punti con 3 uomini in marcatura! Ed oggi 31 maggio del 2014, quello che 4 anni prima fu il dolce “day after tomorrow”, ha voluto richiamare tutta la città a raccolta producendo un consuntivo relativo alla gestione nei suoi 7 anni di presidenza ed al contempo proponendo e prospettando quelle che possono anzi, devono, rappresentare le soluzioni per il futuro! Quasi ispirato alla buonanima di Freddy Mercury che, dopo il “We are the champions”, gli avrebbe suggerito oggi di compilare per la conferenza stampa un virtuale borderò S.I.A.E. inserendo un più appropriato “The show must go on”! Già perché Bonina non ci sta a dissipare tutto ciò che di buono ha costruito come un’aspirina effervescente in un bicchiere d’acqua! Ha giustamente dichiarato di aver speso quelli che, da queste parti, sono intesi come “picciuli” e parecchi, sia lui che i suoi soci (pochi ma buoni) ed un dispendio, oltre che economico, altresì fisico-emotivo-nervoso. La nostra società attuale sta vivendo un momento di crisi economica e confusione politico-amministrativa. E questo è palese a tutti! Le risorse economiche non hanno un fondo perduto e questo vale anche per Barcellona, pertanto Bonina, che evidentemente da questa situazione non ne è uscito di certo “Immacolato”, ha pensato saggiamente di allinearsi all’operato di piazze come Casale Monferrato, Biella e Veroli, realtà che hanno speso tanto negli anni, ed in particolare le due piemontesi dopo la serie A si sono ridimensionate in Legadue con progetti a medio-lungo termine con l’aiuto di consorzi. Stesso discorso per la piazza di Veroli che, pur non vedendo la serie A, è riuscita comunque a “sopravvivere” grazie ad una sapiente gestione che ha portato la squadra ciociara a diventare una felice sorpresa della Legadue attuale con il raggiungimento dei play-off proprio davanti alla “corazzata” Barcellona! Fa anche un “mea culpa” Bonina che ammette il suo errore principale, ossia quello di aver lasciato completa carta bianca nella gestione sportiva ad altri. Aggiungendo poi che negli anni, dopo comunque gli eccellenti risultati ottenuti nel calcio, ha maturato una certa esperienza nel basket, soprattutto sotto il profilo dell’”intuito” nell’individuare coloro i quali sono pronti a sposare il suo progetto, e promettendo che il titolo non si sposterà da Barcellona, adempiendo a tutti gli oneri del caso con la condizione che la stessa squadra di pallacanestro ha la necessità, per sopravvivere, nello “sdoganarsi” da Bonina che sarà sempre al fianco di chi prenderà a cuore le sorti del basket cittadino, una risorsa che ad oggi rappresenta una certezza che nel panorama nazionale ha acquisito una certa credibilità che poche società nello stivale della palla spicchi possono vantare. Quindi, se nel prossimo mese di giugno riuscirà a materializzarsi un consorzio di professionisti pronti a sposare questo progetto, lui non si tirerà indietro.

Bonina incazzato, Bonina propositivo, Bonina deluso, Bonina deciso, Bonina sedotto e abbandonato? No! Semplicemente Bonina. E da buon “play-maker” smazza ora l’assist alla città, quello decisivo e che vale, non una stagione, ma una sopravvivenza socio-sportiva! Freddy che ci dici per “Barcelona”? “God save the Queen… and basketball!”.