Barcellona: ieri lo sfogo di Patron Bonina

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Eccovi, parola per parola, l’intervento del Presidente del Basket Barcellona Immacolato Bonina, in occasione della conferenza stampa tenuta ieri al PalaAlberti dalla società, e con cui la società stessa, all’indomani della sconfitta sul parquet di Imola, ha ufficializzato e specificato le ragioni del silenzio stampa ad oltranza di squadra e staff tecnico fino al nuovo ordine:


“Ricevo decine di telefonate quando perdiamo, quando vinciamo nessuno mi contatta: significa allora che per noi vincere è la normalità, non vincere invece è qualcosa di anomalo. Se poi si perde come si è perso a Imola è qualcosa di incredibile. Ritengo infatti che in questi miei primi sei anni di basket, da quando la cordata Mastroianni – Costantino mi ha ceduto la squadra, questa sia stata la sconfitta più dura e pesante da digerire. Ero presente al PalaRuggi, nessuno me l’ha commentata, mi piace vedere gioie e dolori da vicino, senza filtri. La squadra da oggi deve pensare soltanto a giocare, per questo ci sarà un silenzio stampa ad oltranza: penso che alla gente non interessino le loro chiacchiere , ma quello che fanno in campo. Durante la partita mi sembrava di essere su “Scherzi a Parte”, e il momento emblematico è stato quando nel quarto quarto, a sei minuti dalla fine esce Foiera, con loro a cinque falli di squadra e un fallo antisportivo per una bestemmia, non siamo riusciti a convertire l’inerzia. Nella sfortuna però siamo stati fortunati, perchè se una partita di quel genere ci fosse stata nei play-off faremmo altri discorsi. Mi avrebbe ricordato partite dell’impatto di Lazio – Inter, nel maggio 2002, quando Cuper perse lo scudetto; partite che nascono in una certa maniera, con un approccio sbagliato, pensando di recuperarla quando si voleva. Oggi però abbiamo il dovere di trovare soluzioni per andare avanti, e abbiamo avuto con la squadra un confronto forte. Le risposte che mi aspettavo sono arrivate in maniera parziale, da alcuni e non da altri, e molti si sono giustificati con l’inserimento dei giocatori nuovi: per quanto mi riguarda l’l’unico che salvo è Hardy, perchè se uno o due giocatori avessero fatto quanto producono in media, avremmo evitato questa figuraccia a livello nazionale, perdendo una partita da oratorio salesiano, ma senza l’agonismo che però lì puoi trovare. Basso punteggio, e noi abbiamo mostrato un gioco scarso e scadente, con 19 palle perse di cui 9 nell’ultimo quarto. Ora però l’obiettivo che ci siamo posti, e che voi conoscete, non si può fermare ad una giornata storta, e spero che questa partita, che ci ha fatto toccare il fondo, dia il via alla rinascita. Infatti possiamo vedere il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Con una partita in meno siamo a sei punti da Pistoia e a due punti da Casale, anche lei vittima di una clamorosa debacle, anche se in diverse proporzioni rispetto alla nostra. Ci sono poi squadre dall’altra parte che stanno smantellando come Forlì a 4 punti, oppure con cinque uomini come Brescia , e poi una squadra come Pistoia che è in testa giocando con soltanto sei giocatori: questo vuol dire che nonostante l’unica società che sta dimostrando di voler vincere con un progetto duraturo è Barcellona, l’equazione soldi-risultati può non funzionare a meraviglia, anche quando la panchina di Imola o il suo quintetto costa quanto due dei miei giocatori. Non cambierei nessuno, ma oltre alla bravura dei giocatori ci deve essere un gioco di squadra per vincere. L’obiettivo, con tante strade tortuose, lo possiamo ancora raggiungere, e interventi sul mercato, se necessari, possono esserci. Ma sia chiaro: anche se ingaggiassimo il migliore al mondo, servono gli altri nove. L’errore fatto è stato sottovalutare il calendario di fronte a noi: prima Imola, poi Veroli, Trieste, Jesi, e abbiamo fatto calcoli inutili e anzi pessimi in previsione dello scontro diretto contro Pistoia, che sarà comunque uno spartiacque per la lotta al primo posto. Dobbiamo invece pensare e giocare una partita alla volta, con concentrazione, quasi fossimo ad uno spareggio. Spero allora sia stata una sconfitta che faccia tornare tutti con i piedi per terra, e ci faccia capire che anche se siamo la corazzata del campionato, chiunque gioca con noi tende a dare il massimo, e noi abbiamo l’obbligo di dare il massimo, per noi stessi e per la città: il problema di Barcellona è sè stessa, non l’avversario. Quindi quando la barca affonda abbiamo tutti una responsabilità: io per aver scelto l’allenatore, a cui rinnovo la massima fiducia; l’allenatore per come schiera la squadra, e i giocatori per come si comportano in campo. Il primo posto possiamo ancora giocarcelo, tra quattro giornate la classifica si delineerà. Per questo, con un periodo così importante in arrivo, sono stati sospesi permessi di qualunque tipo, anche per Pasqua, affinchè la squadra si concentri mentalmente. Non è una punizione, nè un provvedimento contro la stampa, fin troppo paziente con la squadra, ma si tratta di un’assunzione di responsabilità da parte di tutti, perchè a detta di tutti abbiamo una squadra tra le più forti, ma dobbiamo cambiare registro, essere uniti, fare un passo indietro, essere critici verso noi stessi. Sette sconfitte su 22 partite sono tante, anche se la Legadue è sempre stato un campionato particolare. Nel momento poi in cui cominci un campionato e lo prosegui cambiando due volte il playmaker e l’altro americano, bisogna avere tempo. Ma non sono giustificazioni: ho mandato un messaggio forte alla squadra, lo mando adesso alla città, restando uniti, insieme, con la giusta determinazione. E a cominciare da domenica dobbiamo ricreare un feeling forte: abbiamo 8 partite da giocare, e dobbiamo giocarle bene per arrivare più in alto possibile. Non molleremo, e il primo posto per me non è un’utopia: la stagione non è fatta dei soli playoff, e come ci si arriva è fondamentale. I ragazzi sanno di averla fatta grossa, ma ci ripagheranno, con il giusto attaccamento alla maglia. Vincere soffrendo è ancora più bello, e sarà ancora più bello”.

 

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