Brescia a Torino, match di cartello al Ruffini

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La Leonessa vola a Torino, nella tana degli ex, infatti ben tre giocatori hanno vestito la maglia dalla Centrale del Latte Brescia in un recente passato che evoca anche piacevoli ricordi tra i tifosi biancoazzurri; parlo di Stevan Stojkov, Lorenzo Gergati e di Jacub Wojciechowski. Coach Stefano Pillastrini può contare su un roster che ha tutte le carte in regola per vincere questo campionato; ma andiamo ad esaminare meglio il roster della Manital Torino.

In cabina di regia troviamo Ronald Steele, compagno di Amoroso lo scorso anno a Montegranaro. Steele è un play maker deciso e sicuro nel palleggio, capace di mettere i compagni in ritmo con grande facilità o di concludere con un morbido tiro dalla distanza. Dopo aver saltato i primi due mesi causa infortunio muscolare ora il play da Alabama è pronto a traghettare la corazzata PMS verso la vittoria del titolo.

La guardia titolare della formazione torinese è il neo acquisto Tim Bowers. Un innesto di grande qualità per la formazione gialloblù, che utilizza in questo modo il secondo visto “extra comunitari” a disposizione: “Un giocatore dotato di grande atletismo – spiega coach Pillastrini – e che sarà in grado di aggiungere questa caratteristica al nostro reparto esterni, che è molto tecnico ma meno atletico. Bowers è un grande passatore, gioca a testa alta e in attacco non è una prima opzione, ma un giocatore di squadra. Eccelle in difesa, molto bravo in penetrazione e in campo aperto, potrà aiutarci in alcune voci statistiche in cui siamo stati carenti, come i rimbalzi catturati dagli esterni. Può ricoprire più ruoli grazie alla sua duttilità, altra caratteristica importante per noi: l’ho affrontato diverse volte in serie A, mi ricordo un giocatore di grande classe, che eleva il livello delle squadre in cui ha giocato, di grande talento. L’aspetto positivo è che lo mette a disposizione della squadra, non è un individualista”.

L’ultimo esterno della formazione di coach Pillastrini è Marco Evangelisti, ala di 198 centimetri, mattatore delle minors, un vero e proprio “bomber di razza” che quest’anno viaggia a quasi 13 punti di media a partita.

Occupa la posizione di ala forte Stefano Mancinelli. Il capitano della nazionale italiana viene da una stagione non proprio esaltante in maglia canturina; è giunto a Torino per riprendersi il palcoscenico che gli spetta: la Serie A. Complice qualche infortunio Mancinelli viaggia a 14.3 punti di media, ma spesso scollina sopra i 20.

Il pivot è Valerio Amoroso. L’ex azzurro, 33 anni, arriva in Legadue Gold dopo sette stagioni di Serie A tra Montegranaro (dove fu allenato da coach Pillastrini), Teramo, Virtus Bologna, Pesaro e nuovamente Montegranaro. Ala/centro dotato di forza fisica, determinazione e una voglia di lottare che è difficile non ammirare; queste caratteristiche spiegano le sue cifre in questa stagione: 17.4 punti, 7.7 rimbalzi, 2.3 assist e il 51.2% dal campo.

In uscita dalla panchina, pronti a dare il loro contributo troviamo Massimo Chessa: protagonista nei primi due mesi della stagione ma ora alle prese con un infortunio. Stevan Stojkov: play maker pulito e ordinato nel dirigere l’attacco. Lorenzo Gergati: abile tiratore, uscendo dalla panchina porta alla causa 12 punti a partita. Daniele Sandri: ala molto atletica, per lui quasi 6 punti di media. Jacub Wojciechowski: giovane centro di origine polacca ma di scuola Benetton Treviso, grazie al suo imponente fisico viaggia a 13 punti e 7.3 rimbalzi a partita tirando con quasi il 70% dal campo, insomma un ottimo backup per Mancinelli e Amoroso.

Torino ha un obiettivo chiaro in mente, vuole vincere lo scudetto di DNA Gold; è stata costruita per questo scopo e ogni altro risultato sarebbe un fallimento. Il GM della Centrale del Latte con un budget nettamente inferiore a quello dei torinesi è riuscito a assestare una squadra di tutto rispetto che si è inceppata nell’ultimo mese sicuramente per colpa di qualche infortunio/acciacco di troppo, ma che se sta bene sa che può giocarsela con tutte. Quella del PalaRuffini sarà una gara dura per i ragazzi di coach Martelossi, nonostante un JR Giddens in gran spolvero conquistare i due punti in piemonte sembra un’impresa ardua con così tanti acciaccati in casa Brescia, a maggior ragione se non dovesse recuperare Robert Fultz.

Appuntamento al PalaRuffini di Torino domani alle ore 18:00, Torino-Brescia, una sfida da non perdere!