Da Capo d’Orlando con furore: Buffa racconta Jordan

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“Arrivederci CDO!”. È questa l’esclamazione che mette il punto esclamativo su quella che è una serata magica per Capo d’Orlando e per l’intera provincia di Messina. Nonostante l’evento iniziasse alle 21:30, i cancelli che permettevano l’accesso a villa Piccolo, alle 20:00 erano già intasati di appassionati che cercavano di accaparrarsi i primi posti. Ebbene erano circa 700 i fortunati che ieri sera hanno assistito ad un insolito “spettacolo” del noto giornalista Sky Federico Buffa, che come già fatto in televisione, ha raccontato Michael Jordan; questa volta però, lo ha fatto davanti a centinaia di persone. Niente meno che 1400 mani gli hanno dedicato una standing ovation, quando, alle 21:45 circa è salito sul palco, rispondendo agli applausi con un inchino ed una stretta di mano al presidente dell’Orlandina Basket Enzo Sindoni. Prima dell’inizio c’è stato spazio per un po’ di presentazioni e qualche battuta a carico dello stesso presidente Sindoni e del direttore dell’area marketing dell’Upea Aurelio Coppolino.

Poi il basket-teatro, un’ora e mezzo di racconto, un’ora mezza di estasi. Michael Jordan alle prese col fratello maggiore che gioca col 45 (a proposito, MJ scelse il 23 perché riteneva di valere la metà dell’altro), Mike e il primo “taglio” da ragazzo, l’incontro con Dean Smith e le vittorie al college con North Carolina. Si va avanti spediti, con gli spettatori a bocca aperta. Le olimpiadi di Los Angeles 1984 con relativa medaglia messa in cassaforte, l’approdo nella NBA, nemmeno così facile a livello di vittorie. Le critiche per il suo egoismo e l’ingresso nella sua vita di Phil Jackson, “Coach Zen” che rivoluziona il “Mike pensiero”. La morte del padre, il baseball, il ritorno ai Chicago Bulls, le due finals contro gli Utah Jazz di Malone&Stockton, vinte tra Flu Game e The Shot, i sei anelli e il definitivo ritiro. The Shot, passo indietro e pausa scenica, il canestro in faccia al Bryon Russell a Salt Lake City che racchiude tutto MJ: talento, concentrazione, competitività, fame. Raccontato da Buffa fa ancora più effetto. E la parte oscura di His Airness legata a gioco d’azzardo e spirito vendicativo fuori dal comune. La chiusura di racconto ha probabilmente fatto venire la pelle d’oca a tutti: uno di quei momenti inutili fa filmare, perché le emozioni non sarebbero le stesse; imita il suo “compagno di avventure” Flavio Tranuqillo, braccia aperte, testa al cielo, lo invoca!

Dopo un’ora e mezza di racconto, Buffa concede ai suoi fans qualche autografo e qualche foto, il tutto passando per alcune domande poste dai più interessati. Inoltre, scambiando due chiacchiere con il pubblico Federico rivela di essere tanto emozionato quanto lo erano tutti e che non ha rifiutato questa location perché da piccolo veniva qui vicino a mare con i suoi. Per lui questa era la prima e chissà se anche l’ultima volta che faceva una cosa del genere. Un autentico successo, anche perché l’intero ricavato della serata va in beneficenza per aiutare i malati di Alzheimer, di cui soffriva la madre del protagonista di questa bella giornata di sport. L’avvocato ha poi concesso ai suoi fans qualche autografo e qualche foto, il tutto passando per alcune domande poste dai più interessati. Arriva così al capolinea una serata che lascerà tanto parlare di sé: non aveva mai fatto qualcosa del genere, forse nemmeno la rifarà ma speriamo che ci ripensi, e che maagri nasca un nuovo genere d’arte, oltre che di giornalismo. Ovviamente in compagnia di quel giornalista che avremo sentito mille volte nelle sue telecronache NBA, con quel timbro di voce che ha fatto innamorare tutti. Semplicemente Federico Buffa.