Derby Mantova-Verona: sfida attesa e delicata tra squadre non al completo

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Mantova. Sarà un Palabam spettacolare e tutto vestito di rosso, con una gran parte di giallo-blu a spezzare la tinta unica con cui il teatro del derby Mantova-Verona (domenica alle 12 con diretta sky) si colorerà a festa. Ma l’entusiasmo e la vicinanza del pubblico mantovano non coincide con un buon momento della Dinamica. La squadra è reduce da cinque sconfitte consecutive, e l’ultima vittoria risale allo scorso 28 dicembre in casa contro Agrigento. Ad acuire lo stato di smarrimento, una difesa che nelle ultime quattro ha sempre subito dagli 80 punti in su, con il picco dei 101 contro Brescia proprio al Palabam. L’atteggiamento del gruppo non è stato apprezzato dalla società e a farne le spese è stato Johndre Jefferson (14 punti e 9.5 rimbalzi di media), messo fuori squadra per motivi disciplinari. Una decisione che ha creato scalpore, perché l’americano è un idolo indiscusso della tifoseria ed è stato protagonista della splendida cavalcata che l’anno scorso ha garantito la promozione in Lega Gold. Ma nelle ultime gare l’americano è stato poco efficace e con un linguaggio del corpo sospetto: bene con Brescia (27 punti), malissimo nelle trasferte a Casale e Ferentino (2 punti in entrambe le occasioni in 16 e 12 minuti rispettivamente). La gara di domenica prossimo perde un sicuro protagonista, anche se il settore lunghi della squadra di coach Alberto Morea è stato rinforzato dall’ingaggio del centro 2.14 Jakub Wojciechowski (buon esordio con Brescia, 6/7 al tiro, ma male a Ferentino, 1/6 da due) e dal recupero completo di Ryan Amoroso (7 punti e 6 rimbalzi a Ferentino, 9.9 e 6.9 di media in stagione). Morea deve fare inoltre i conti con la crisi offensiva di Riccardo Moreschini: nelle ultime quattro è a quota 6.5 punti di media con un totale di 7/22 da due. Un raggio di sole, pur poco funzionale all’obiettivo vittoria, è rappresentato dal buon momento di Roberto Rullo: per lui una media stagionale di 14 punti col 41% da tre e 15/36 da oltre l’arco nella striscia di cinque sconfitte, in cui il prodotto delle giovanili della Benetton Treviso è partito sempre in quintetto. Una coincidenza dolorosa ma che non inficia la qualità e la pericolosità del ragazzo, osservato speciale della difesa di Verona sul perimetro.

Verona. Non se la passa benissimo neppure Verona, nonostante il primo posto, i due punti di vantaggio su Brescia e lo scontro diretto coi primi rivali a favore (per ora). L’infortunio a Klaudio Ndoja (problemi al legamento del dito indice della mano destra, quella con cui tira) non pare di poco conto, tanto che il direttore sportivo Gianluca Petronio sta monitorando il mercato per dare a coach Ramagli un innesto qualitativo nel settore lunghi. Risulta chiaro come il giovane Bartolozzi non goda della fiducia dello staff, tanto che, nella vittoriosa partita contro Trieste, non ha visto il campo nonostante l’impossibilità di Ndoja di scendere in campo. Ramagli ha preferito un quintetto piccolo, dando qualche minuto alla brillante e atletica ala Mazzantini (l’altro classe ’95) e utilizzando a lungo Boscagin (pure lui problemi ad un dito, sia pur della mano sinistra) da 4 tattico, oltre al massiccio minutaggio del doppio centro (Monroe-Gandini). Una capacità di cambiare pelle utile e imprevedibile per gli avversari, ma che alla lunga può creare problemi, specie se la rotazione rimane corta. E poi la scelta deve ricadere su un elemento poco “pesante” tatticamente e caratterialmente. “Per ora stiamo solo monitorando il mercato” ha spiegato Petronio. “Se si presenta l’occasione di un italiano che possa aiutarci, lo tesseriamo. Al momento non ci sono giocatori del valore cui puntiamo, anche perché la squadra ha raggiunto un suo equilibrio”. La chiave principale del successo di Verona (tre sconfitte soltanto finora) rimane tuttavia l’intensità difensiva. Da questo punto di vista il primo tempo contro Trieste è stato impressionante. Altro punto di forza la presenza altruistica di Darryl Monroe (16.3 punti, 8.9 rimbalzi, 3.1 assist) in post alto: le sue assistenze sono cioccolatini da scartare per i compagni. Il “padrone” della squadra rimane comunque Andrea De Nicolao (in doppia cifra negli assist contro Agrigento e Trieste, 28 punti a Trapani). Senza il solito apporto di Ndoja è sbocciato pure il rendimento di capitan Giorgio Boscagin (17 di media nelle ultime 2, 13/18 totale dal tiro). Coinvolto anche se poco preciso ultimamente Davide Reati (3/17 da tre nelle ultime tre gare), anche se è stato suo il canestro della sicurezza domenica scorsa. In ogni caso, c’è sempre qualcosa da perfezionare: “Dobbiamo migliorare il nostro “killer istinct”, perché tutte le partite sono in partenza complicate” ha ammonito Alessandro Ramagli. “Le rendi semplici con la qualità e l’atteggiamento. Non possiamo permetterci si sentirci superiori contro nessuno, per rispetto di noi stessi e per onorare al meglio il lavoro che facciamo durante la settimana”.