FMC-Tezenis: Ferentino in crisi fisica e di risultati, Verona è pronta a dimenticare Biella ed approfittarne

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Qui Ferentino. Vive un momento assolutamente negativo la FMC Ferentino. A Casale domenica scorsa è arrivata la terza sconfitta consecutiva in campionato. Sembra distante il periodo positivo che aveva permesso alla squadra di Franco Gramenzi di espugnare Trieste e Trapani, battere in casa Jesi e sfiorare la vittoria casalinga contro Brescia. Il rientro di Rodney Green, unito a quello di William Mosley, può essere un motivo di ottimismo, ma la verità è che far ripartire la macchina dopo un periodo di ingolfamento risulta assai difficile. Contro Verona (domenica alle 18) c’è l’occasione di respirare un po’, pur se la gara presenta molte insidie di fronte ad una squadra che fa dell’atletismo (specie degli americani) un punto di forza importante. “Siamo in un momento negativo, e stiamo pagando la scarsa condizione fisica di alcuni elementi importanti” ha spiegato Gramenzi dopo l’ultimo capitombolo contro la Novipiù. “Abbiamo lottato bene nei primi due quarti, ma alla lunga non siamo riusciti a contenere Casale dal punto di vista fisico, concedendo troppi secondi tiri. In più, abbiamo commesso troppe palle perse per provare a vincere una gara in trasferta. Gli errori banali nel terzo quarto ci hanno condotto alla sconfitta”. Il quadro generale è preoccupante: “Abbiamo molti problemi di assemblaggio. Mosley e Garri non sono ancora inseriti perfettamente, avendo perso gran parte o totalmente la preparazione fisica di inizio stagione. Green è stato fermo un mese e mezzo, così come Giuri è infortunato. Nei rari momenti di freschezza abbiamo vissuto dei buoni momenti, ma adesso facciamo grande fatica, anche perché altri elementi, come Bucci, stanno pagando lo sforzo in più che hanno dovuto spendere. Tutto questo non ci permette di esprimere il massimo del nostro potenziale”.

Qui Verona. La sconfitta contro Biella di domenica scorsa ha raffreddato l’entusiasmo in casa Tezenis, pur se il disegno generale rimane positivo. Al cospetto della squadra di Corbani, scesa al PalaOlimpia preparata e incisiva in difesa e molto brava a concedere pochissimo agli avversari, la formazione di Alessandro Ramagli è stata poco precisa al tiro, cadendo poi in un vortice negativo che l’ha portata ad un calo di fiducia sempre più netto fino a fine partita. Emblema del momento psicologico un Jerry Smith da 5/18 al tiro , nervoso e poco lucido nelle scelte. “Quando non fai canestro è dura vincere una partita” ha spiegato Ramagli. «Abbiamo sbagliato sin da subito canestri aperti e facili, poi è chiaro che tendi a non segnare neanche quelli difficili. Nel primo tempo ne abbiamo sbagliati sette o otto che non fanno parte del nostro modo di giocare. Se alla fine tiri con il 38 per cento da due e con il 23 per cento da tre è dura pensare di vincere. Di certo i tiri aperti sbagliati tecnicamente hanno inciso sulla sicurezza nel prendersene altri”. Brava poi Biella ad adeguarsi alla serataccia gialloblu. “È normale che la se squadra avversaria si accorge che la serata è di quelle in cui nessuno segna tende a congestionare di più l’area e a lasciarti qualcosa sul perimetro. Noi abbiamo provato anche a mettere i piedi in area con qualche palla dentro e qualche penetrazione, ma Biella ci ha tenuto a percentuali basse”. Così è arrivata la sconfitta, che ha interrotto una serie di cinque vittorie consecutive, culminate con l’impresa in casa di Brescia, che aveva proiettato Verona al terzo posto in classifica. Ora con Ferentino si punta a risalire la china, per poi tornare al PalaOlimpia col morale alto per l’inaugurazione del girone di ritorno contro Jesi. “Per superare il momento di crisi di inizio stagione è stato deciso di puntare sulla continuità, dando fiducia ai giocatori e a chi li allena” aggiunge Ramagli. “Aver pensato che quello era il modo migliore per uscire dalle difficoltà è stata una scelta che ha prodotto i frutti migliori. Avere avuto la forza di attendere e non reagire a caldo può essere stato un modo per imparare. E, perché no, sfruttare le difficoltà per crescere”.