Fortitudo Bologna-Cividale, la sala stampa: le parole di Dalmonte e Pillastrini

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Le parole dei due coach al termine della gara.

DalmonteDue parole chiave. Responsabilità e analisi. Sulla responsabilità sono qui a metterci la faccia, e come chiunque comandi un gruppo di persone ho il dovere di prenderle. Poi c’è il senso di responsabilità, che deve essere comune e appartenente a tutti, perché io continuo a proteggere i miei, e quelli che io proteggo devono essere altrettanto diffusamente responsabili. Poi l’analisi, senza entrare nella lavatrice dei giudizi e rincorrere ‘colpevoli’: così si perde la strada. E’ l’analisi e non il giudizio che può permettere la risoluzione delle criticità. Senza far finta di niente, se non ci facciamo prendere da eccessi di giudizio da qui possiamo uscire. Chi è a capo di un gruppo ha il dovere di metterci la faccia, ripeto, e questo deve essere diffuso. Cividale fonda il suo ritmo partita su basi che ci hanno infastidito, forzandoci in difesa a stare oltre i 18” e facendo perdere i nostri punti principali, che non sono solo sprint ma anche la ricerca dell’attacco prima che gli altri si schierino. A difesa schierata devi essere supportato da buone scelte e percentuali. Quando abbiamo vissuto criticità fisica siamo riusciti a trovare la soluzione con una grande mentalità, forse figlia della forte emergenza e con la capacità di superare il momento. Ma non è detto che, dopo, ci sia un interruttore che fa tornare subito il ritmo partita, e anzi c’è il rischio di sedersi una volta visti i giocatori rientrati.

PillastriniAbbiamo giocato una grande partita. Fosse stata una gara diversa, lasciando la Fortitudo ai soliti bottini casalinghi con corse e gioco fluido, non ci saremmo mai riusciti. Poi anche ottimi ritmi in attacco, riuscendo a limitare il fatto di essere fisicamente inferiori. Incredibile il nostro pubblico, se pensiamo che a Cividale due anni fa non c’era basket e abbiamo iniziato con la pandemia. C’è un entusiamo irreale e questa squadra si fa voler bene. I tanti tiri da 3? Non riuscivamo ad andare in area, la Fortitudo difendeva bene e Pepper non era nella sua giornata migliore. Il nostro primo obiettivo era di non fare palle perse, ma anche nel primo tempo tanti tiri da fuori sbagliati sono arrivati alla fine dei 24”. La Fortitudo è una squadra che non va fatta correre, perché se Fantinelli corre e Aradori va in transizione noi non li becchiamo mai. A difesa schierata c’è più partita. Poi siamo stati bravi ad avere sempre pazienza, e pur senza uno straniero abbiamo segnato 75 punti.

(Fonte bolognabasket.org)