Il segreto della Trento capolista: Pippo e Dado… attenti a quei due

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Nove indizi fanno una prova, Trento ha ufficialmente i suoi golden boys! Già, perché Dada Pascolo e Pippo Rossi Baldi valgono ormai oro tanto quanto pesano. In un’Aquila Trento sempre più prima, grazie ad una compattezza di squadra davvero invidiabile, le due stelle forse più luminose sono la coppia di lunghi atipici che sta costituendo sempre più un rebus per le squadre avversarie. Ultima squadra in ordine cronologico ad accorgersene è stata ieri sera Barcellona, che nonostante la grande esperienza dei vari Toppo e Fantoni nulla ha potuto contro il duo bianconero, e che, guarda caso, ha dovuto ridimensionare il proprio obiettivo di battere la sempre più lanciata capolista proprio sull’ultimo canestro di Pascolo, che a un secondo dalla fine ha bucato la retina avversaria mettendo i titoli di coda al match del PalAlberti. Ma chi sono questi due giocatori, idoli indiscussi del pubblico trentino? Sia Filippo Rossi Baldi che Davide Pascolo hanno avuto una carriera molto simile. Usciti da due settori giovanili che nei primi anni del secondo millennio hanno dominato il palcoscenico italiano, come la Virtus Bologna e la Snaidero Udine, i due giocatori, dopo qualche scampolo di partita nelle rispettive prime squadre, hanno iniziato la cosiddetta gavetta e dato che in un paese gerontocratico come l’Italia, in cui ai giovani nulla è dato per niente, hanno dovuto sudare per dimostrare sul campo quale fosse il loro valore. Filippo Rossi Baldi, nato a Vignola nell’ottobre del 1991, dopo l’appunto già citata cantera virtussina, si è fatto apprezzare in importanti piazze come Perugia e Torino. Di lui non si è accorta solo l’Aquila Trento, che nell’estate del 2013 ha fatto firmare al lungo emiliano un biennale, ma il suo nome era anche sul taccuino di molte altre blasonate squadre e anche ai vertici delle canotte azzurre della nazionale questo giocatore non è certo mai passato inosservato, come sta a dimostrare nel salotto di casa la medaglia d’argento conquistata in Spagna agli Europei Under 20 del 2011. Per Davide Pascolo (classe 90) invece l’approdo a Trento è stato un po’ più rapido rispetto al suo dirimpettaio; infatti dopo essersi messo in luce in qualche apparizione nella ex Lega2 con Udine, la squadra della sua città, l’Aquila decise di puntare su di lui nel 2011 per tentare di approdare nel mondo dei professionisti. Mai scelta fu più vincente, Pascolo infatti nel giro di due anni ha vinto tutto ciò che poteva vincere: campionato della Serie A Dilettanti e Coppa Italia di Lega2 con relativo premio di MVP della manifestazione. A suon di prestazioni si è anche conquistato di diritto una maglia per la tournee cinese della nazionale sperimentale italiana nell’estate 2013, risultando anche in quell’occasione il miglior giocatore in coabitazione con l’altro friulano di Trento Marco Spanghero. Il vero segreto di questi giocatori è la loro umiltà e professionalità, caratteristiche che gli permettono di migliorare di partita in partita. Infatti, dopo un po’ di normale adattamento, la loro intesa è diventata davvero degna di nota; ora i due lunghi si trovano ormai ad occhi chiusi e costituiscono ormai l’arma tattica principale per Coach Buscaglia. A renderli così devastanti è la loro grande capacità di completarsi, chi infatti li vede giocare insieme non ha mai la sensazione che questi due giocatori dal fisico molto simile si pestino i piedi. La coppia Pascolo-Baldi Rossi ha sempre ottime spaziature ed è in grado di colpire non solo nel pitturato (luogo dove il lungo spadroneggia per eccellenza) ma anche da tutto il resto del campo. Nel loro arsenale i due hanno sempre colpi differenti che rendono il loro gioco mai monotematico e scontato. Pascolo, seppur più basso e leggero rispetto a molti omologhi, grazie a due braccia lunghe e reattive ha un senso davvero spiccato della conquista del rimbalzo su entrambe le metà del campo (è secondo alla voce rimbalzi dell’intero campionato), ma grazie ad un’atipica meccanica di tiro risulta immarcabile anche dalla media distanza. Il giocatore friulano costringe infatti spesso gli avversari al raddoppio, creando sempre numerosi miss match in altre zone del campo che puntualmente sfrutta scaricando la palla al di fuori dei 6,75 (per lui 2,5 assist a partita) oppure inventandosi delle conclusioni al limite del balisticamente impossibile, colpendo con dei fade away di rara bellezza. Micidiale è anche la sua capacità di corsa in campo aperto, in questo la sua pluriennale intesa con il conterraneo Spanghero non è una componente da sottovalutare, e spesso, quando Trento ruba un pallone, è proprio sfruttando quest’asse che la squadra trasforma ogni errore avversario in punti pesantissimi. Rossi Baldi è forse ancora più eclettico rispetto al numero 7 bianconero. La sua tripla dalla punta non balbetta più ormai come ad inizio stagione e “SuperPippo”, anche con i piedi dietro l’arco, è ormai una certezza (8 su 11 da 3 nelle ultime cinque partite) . Nel pitturato invece una certezza lo è sempre stato, è dotato di una verticalità davvero degna di nota che lo rende uno dei migliori rimbalzisti difensivi del campionato ed è anche in grado di giocare un ottimo pick and roll, non solo come bloccante ma anche come passatore. La cosa che però rende il numero 8 trentino così amato è però anche la sua personalità dentro e fuori dal campo, sul parquet è un vero lottatore (basti pensare che nella partita con Torino giocò l’ultimo quarto zoppicante e con un taglio sull’avambraccio risultando il migliore tra i suoi), a fine partita invece è sempre disponibile per una battuta con i tifosi e nessun bambino se ne va mai scontento dal PalaTrento perché ha dovuto rincasare senza l’autografo del suo beniamino. Insomma, Trento ha davvero scovato due giocatori davvero eccezionali e per il futuro la squadra bianconera è in ottime mani. Se l’intesa di questa coppia dovesse ulteriormente affinarsi, allora, (riutilizzando il titolo di un celebre film comico di Ficarra e Picone) fermare “il 7 e l’8” sarà davvero opera ardua. Superato a pieni voti l’esame di maturità contro i maestri torinesi Amoroso-Mancinelli non sembra infatti esserci un’altra coppia in grado di competere alla pari contro i lunghi trentini, quindi ora e più che mai ATTENTI A QUEI DUE!

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