La Junior a Torino per un derby meno scontato

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Da che mondo è mondo se a Torino parli di sport, a Torino parli di calcio, pensi a Juventus e Toro; se pensi a Torino sportiva pensi alle Olimpiadi invernali del 2006 e a quanto queste abbiano cambiato il volto di città e società della nobile prima capitale italiana.
Ma se pensi sportivo, a Torino vivi di pallacanestro, di basket, di palla a spicchi; chiamatela come vi pare ma sotto la Mole, da quest’anno, la passione cittadina non si focalizza solo negli stadi del football ma anche al PalaRuffini, casa della locale formazione della Manital-Pms.
E il PalaRuffini, domenica pomeriggio alle 18, farà da cornice con i suoi almeno 4000 spettatori al derby piemontese di LegaGold tra la suddetta Pms di coach Pillastrini e la la Junior Novipiù Casale Monferrato.

Secondo derby stagionale, secondo tentativo di sfatare il tabù derby per Torino e Casale; entrambe le squadre sono infatti state letteralmente asfaltate nell’ atto primo dalla più nobile Biella, la terza rappresentate piemontese di questo avvincente campionato di pallacanestro.
Sì, questa stagione marcata LNP parla piemontese e domenica 15 sapremo un pò meglio come stanno Torino e Casale.

Torino: è entrata di diritto tra le pretendenti alla promozione per budget, pubblico e roaster. Ha fatto esordire nell’ ultima casalinga il secondo neo-tesserato americano Tim Bowers e può finalmente dirsi completa; toccherà ora a Pillastrini amalgamare con sagacia una squadra che potrebbe stare già in una lega superiore.
Se Mancineli (sontuoso contro Veroli) recupererà pienamente dai guai fisici che ne hanno segnato questa prima tranche di campionato allora ci sarà da divertirsi per Chessa e Steel che spesso si alternano in regia con il giovane Stojkov, per Valerione Amoroso che qui ha trovato la sua dimensione definitiva, per Gergati, Evangelisti, Sandri e soci; unico neo che per ora si può trovare ai giallobù è quello di non essere riusciti a compiere una vera e propria striscia fatta di 4/5 vittorie.
Ma Torino è lì, in alto dove voleva essere,doveva voleva stare, tra delusioni casalinghe e tanta faccia tosta lontano dal suo palazzo, Torino è in alto da neopromossa e questo non è poco in un campionato così livellato.

Casale: reduce dal primo mini-break di vittorie a Brescia (non perdeva in casa da 1 anno) e nello scontro salvezza casalingo contro Forlì guarda a questo derby con un pizzico di fiducia in più rispetto alla situazione di un solo mese fa.
Le vittorie aiutano, si sa, e Martinoni e soci hanno alzato finalmente l’asticella delle prestazioni in un momento chiave dell’anno; ora la squadra può lavorare con un briciolo di serenità in più e guardare a questa trasferta nel capoluogo con dimensione diversa.
C’è moltissimo da fare, sia ben chiaro: Jackson straripante a Brescia e misterioso in casa contro Forlì è uno di quegli enigmi che piacerà risolvere a coach Griccioli, ritrovare un Bruttini sereno e all’altezza sarà certo un’ altra bella sfida.
Continuare poi nell’interessantissimo lavoro di amalgama dei tanti giovani di talento (Amato presto risponderà alla convocazione in Under 20) è il vero obiettivo dichiarato di un programma assai difficile ma stimolante.
Griccioli, da sapiente comandante, ha ripescato dal cilindro un Martinoni in grado di stare tanti minuti in campo da 5 puro, ha risposto alle richieste di Cutolo di un ruolo da protagonista nello spot di 3; Griccioli sta poi ottimizzando le risorse a sua disposizione e lo sta facendo concedendo tanto a Fall, pivot fisico da incanalare dal punto di vista tecnico, amministrando il talento del fido Casini, meno minuti per lui nelle ultime prove ma più qualità, lo sta facendo dando una dimensione al rookie Kevin Dillard, altra nota positiva del mese di dicembre, punti e assist nelle mani dell’ americano Novipiù.

Ci aspetta una sfida palpitante domenica al Palaruffini; qui si respira aria di grande pallacanestro , questa è stata la casa della gloriosa Auxilium che negli anni ’80 teneva alto il nome del basket italiano e che arrivò a disputarsi anche una finale europea di Korac oltre a dare nomi importanti alla nazionale quali Meo Sacchetti, Charlie Caglieris e Vecchiato.
Torino registra uno dei maggiori afflussi di pubblico di tutta la serie e molti appassionati arriveranno anche da Casale, poco meno di 100 chilometri di distanza; vicine sulla cartina geografica, vicine per la passione vissuta, vicine per il cuore che le tifoserie sanno riporre nei 40′ di gioco.
La sfidante Casale, come se non bastasse ad imbandire una tavola già ben apparecchiata, calcava solo due stagioni fa i palazzetti più importanti della penisola con quell’amara, unica stagione di serie A; gli ingredienti per un derby bello ed incerto ci sono proprio tutti.
Aspettative, come non averne da una sfida del genere, ricerca di conferme, duelli leali come solo la pallacanestro ci sa regalare; è un mix tutto da gustare quello del derby Torino-Casale che significa tanto per lo sport piemontese e che può servire da volano per uscire anche dal periodo nero che attanaglia l’economia locale.
E chissà se 40′ saranno poi davvero sufficienti a decretare la vincente di questa sfida . . .