La nuova Legadue oggi: chi c’è, chi forse no, chi forse sì

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In arcihivio ormai le ultime gare di finale di DNB una settimana fa, e con la serie finale dei Play-Off di Legadue tra Pistoia e Brescia che da stasera entra nel vivo (Gara3 al PalaSan Filippo, Leonessa sotto 0-2), si va completando il quadro dell’organico della nuova Seconda Serie.

Nuova, già. Perché tra due settimane esatte la LegaDue professionsitica, nata nel 2001, se ne andrà in pensione, lasciando spazio alla nuova Lega Dilettantistica targata Nuova Lega Nazionale Pallacanestro: creatura discussa, persino contestata fino a pochi mesi fa, con un board of direction che andrà ridefinito, vista l’uscita da Forlì di Ario Costa e una possibile promozione della Brescia del Presidente desginato Bragaglio. 32 le partecipanti, in teoria.

Come tutte le cose nuove avrà bisogno di un po’ di tempo per essere capita (e magari apprezzata), ma l’abbandono del professionismo nella cadetteria potrebbe anche rivelarsi una vittoria concreta di quei presidenti che da qualche tempo chiedevano con insistenza il ritorno al dilettantismo per abbattere i costi di gestione delle società divenuti insostenibili per la maggior parte: 30% il risparmio per le società grazie alla riforma, secondo gli addetti ai lavori, soprattutto grazie al passaggio da società professionistiche a società dilettantistiche a responsabilità limitata. Potrebbe.

Intanto, se questi condizionali saremo in grado di cancellarli (ma non sarà facile), bisognerà familiarizzare con alcune regole e alcune paroline.

Partendo magari da Gold e Silver: importate dalla Spagna, le nuove sigle serviranno per differenziare i due campionati (da 16 squadre), che saranno autonomi in regular season ma misti nei playoff: infatti le prime sette classificate del girone Gold e la prima del Silver (promossa in Gold) si giocheranno la promozione in serie A. Le ultime due retrocederanno al piano di sotto mentre la post-season della Silver servirà per individuare la seconda promossa in Gold.

Le regole nelle due Leghe saranno inoltre le medesime per eleggibilità: 10 giocatori a referto di cui 7 italiani di formazione, con almeno tre Under 22 (non obbligatori, ma con luxury tax di 5mila euro ad under), un passaportato e due stranieri (due in totale i visti da spendere nel corso della stagione).

Entrano invece nel dettaglio dei due gironi che vanno a comporsi, ma non senza dubbi, cominciamo dal quadro quasi completo il quadro delle 16 squadre della prossima Lega Gold.

LEGADUE GOLD: LA SITUAZIONE

A disputare il prossimo campionato ci saranno ben tre squadre piemontesi, con in testa la retrocessa Biella seguita da Casale Monferrato e dalla neo promossa Torino; due squadre siciliane (Barcellona Pozzo di Gotto e Capo d’Orlando), due formazioni ciociare (Veroli e Ferentino), due romagnole (Forlì ed Imola) e due campane, Scafati e Napoli che di recente ha acquistato il titolo del Basket Club Ferrara dalla Biancoblù Basket Bologna; completano la griglia Trento (vincitrice della Coppa Italia, rinnovo ok per Trainotti, probabile per coach Buscaglia), Verona (dove è stato confermato l’abbinamento con Tezenis, obiettivo l’A1), Jesi, Trieste e la perdente della finale playoff. Questo per quel che riguarda il diritto acquisito sul campo.

Il rischio però è che diversi club rinuncino comunque a partecipare alla prossima Lega Gold, e questo nonostante i costi di gestione decisamente più bassi, dando vita ad un giro di titoli che potrebbe essere senza precedenti (si oscilla almeno tra i 900mila e 1,2 milioni di euro).

A dichiarare le proprie difficoltà sono state da subito Trieste (dove si è attivata una campagna abbonamenti mobilitata dai tifosi, con il placet di comune e società per coprire le spese di iscrizione) e Scafati (dove però lo sponsor tecnico Legea-Givova potrebbe dare una mano in extremis al tandem Rossano-Longobardi); a seguire Forlì, Veroli e Jesi, tutte accomunate dal bisogno di allargare le partnership e le basi societarie. Nella scia anche Biella, che minata dai probabili abbandoni di Marco Atripaldi e Matteo Soragna, deve cercare una possibile alternativa al duo storico Lauretana-Angelico, oggi decisamente meno convinto.

Borsino in su invece per Imola (dove a breve i trenta soci del’Andrea Costa dovrebbero dar vita alla Fondazione necessaria per nuovi investimenti), ma soprattutto per Barcellona PDG, che pure ha vissuto settimane di attesa e di preoccupazione dopo la prematura eliminazione ai quarti Play-Off: le recenti dichiarazioni dell’inossidabile patron Bonina hanno rassicurato l’ambiente, per ripuntare in altro.

D’altra parte c’è chi aspetta: su tutti il Treviso Basket di Vazzoler e Coldebella, trascorso un anno di purgatorio vincendo il campionato di Promozione, e la Pallacanestro Trapani di patron Basciano, uscito dalle semifinali Play-Off di DNB-C contro Roseto (altra piazza potenzialmente in lizza per un discorso ripescaggio).

LEGADUE SILVER: LA SITUAZIONE

Anche la Legadue, Silver con le promozioni dalla DNB dei bresciani di Monticelli Brusati (la quinta consecutiva, vs Sangiorgio), di Ravenna (superando l’Affrico Firenze) e di Corato-Ruvo di Puglia (Basket Nord Barese), ha completato il mosaico delle 16 squadre aventi diritto a partecipare al prossimo campionato.

Oltre alle tre neo promosse già citate ci saranno le tre squadre sconfitte nei playoff di DNA (Matera, Agrigento e Casalpusterlengo), le sei squadre salve in regular season di DNA (Castelletto Ticino, Omegna, Lucca, Treviglio, Firenze e Reggio Calabria), le quattro vincenti dei playout di DNA (Recanati, Ferrara, Bari e Chieti) e le tre promosse dalla DNB (Monticelli Brusati, Ravenna e Corato-Ruvo di Puglia).

Al netto di cessioni di titoli ci sono nove capoluoghi di provincia, con dieci regioni interessate, con tre squadre lombarde, due piemontesi, toscane, emiliano-romagnole e pugliesi, una per Basilicata, Sicilia, Calabria, Marche e Abruzzo. Insomma un bel quadro, rappresentativo, completo, da Nord a Sud. E che però rimane in attesa.

L’attesa che per esempio caratterizza realtà come Omegna, Recanati, Ferrara e Treviglio, alla ricerca di sponsor utili e appoggi imprenditoriali per sostenere la base economica; Castelletto Ticino invece pare in condizioni critiche, e già un paio di settimane fa, per bocca del suo VicePresidente, ha annunciato un probabile forfait.

Ma c’è anche chi potrebbe premere dal basso (come Latina o Legnano), oppure chi non si ritira affatto, anzi rilancia. Vedasi il caso di Matera e Reggio Calabria, che in settimana hanno presentato richiesta per un possibile ripescaggio nel Girone Gold.

I TEMPI E I COSTI PER L’ISCRIZIONE

I due campionati avranno gli stessi costi di iscrizione, mentre l’unica differenza riguarderà il monte stipendi. Nel particolare, però, il passaggio al dilettantismo garantirà un risparmio di circa 150.000 euro.

La fideiussione a deposito cauzionale sarà di 30.000 euro contro i 100.000 delle scorse stagioni. mentre i costi degli odiatissimi Nas, riguardanti i prestiti, i trasferimenti o i doppi tesseramenti sarà di 9.000 per entrambi i tornei. Per questo c’è stata una variazione rispetto all’anno scorso. La cifra da pagare, infatti, era di 9.750 euro in Legadue e di 9.200 in Divisione Nazionale A.

I 15.000 da versare per l’iscrizione saranno gli stessi, anche se si potranno pagare in tre rate invece di due, con scadenze fissate per il 9 settembre, 31 dicembre e 10 marzo.

Il termine, infine, per quanto riguarda il pagamento della prima rata Fip per essere affiliati alla nuova Lega è stata fissato al prossimo 9 luglio.

Fino ad allora ce ne saranno delle belle. O delle brutte.

 

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