Napoli – Veroli, match crocevia al PalaBarbuto

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Stati d’animo opposti per Napoli e Veroli alla vigilia della sfida del PalaBarbuto. La promozione di Bianchi a capo allenatore, in seguito alla netta sconfitta di Forlì che è costata la panchina a Cavina, può rappresentare l’inizio di una nuova stagione per l’Azzurro, partita con ambizioni importanti e delusa da un girone d’andata con appena 6 vittorie. Per Veroli, invece, il cammino è stato esaltante: la società laziale si aspettava un campionato difficile, in cui l’obiettivo dichiarato era la salvezza; l’avvio sorprendente ha lanciato i giallorossi nelle posizioni di vertice e, sfumata la Final Six sul filo di lana, la GZC è ripartita domenica scorsa superando nettamente Biella.

L’Expert punterà sulle motivazioni che il cambio di allenatore può dare ad un gruppo di qualità indiscussa: Weaver è il miglior marcatore (17.1 a partita) della squadra, un’ala piccola che per talento e fisicità può mettere in difficoltà i pari ruolo avversari; l’ex Brkic non è sui livelli delle stagioni passate, soprattutto per ragioni tattiche, ma resta uno dei lunghi italiani più forti del campionato; l’esperienza di Allegretti e capitan Malaventura sono valori aggiunti, sebbene le condizioni fisiche abbiano condizionato non poco la loro stagione. Le prime risposte Bianchi dovrà darle sull’impiego di Black e Bryan: il play americano non ha convinto fin qui, al di là di quello che raccontano i 12.3 punti di media; il centro ex Pesaro, invece, non ha un alter ego in squadra, ma fin qui è stato poco impiegato anche per i frequenti problemi di falli. Valentini, Ceron e Montano completano un roster di alto livello: l’esterno scuola Reyer (8.1 di media con un high di 22 a Ferentino) è certamente il più convincente dei tre, anche perché può parzialmente giustificare la sua discontinuità con i problemi fisici per cui è rimasto fuori tra ottobre e novembre.

Per Veroli, invece, la notizia della settimana è il problema alla caviglia di Brett Blizzard: l’esterno passaporto è uno dei giallorossi più in forma e una sua eventuale assenza a Napoli potrebbe essere un problema per Ramondino. Per il tecnico avellinese si tratterebbe di rivedere totalmente le rotazioni degli esterni, dal momento che Blizzard è garanzia di punti e regia dalla panchina: in particolare, la squadra potrebbe risentirne in quella che è stata sin qui la vera forza del gruppo, la capacità di gestire il ritmo per larghi tratti della partita. Una responsabilità questa che potrebbe prendersi Rossi che ha certamente meno punti nelle mani dell’ex Bologna: ecco perché Ramondino si aspetta una prestazione tutta grinta e cuore dai suoi per centrare la sesta vittoria consecutiva.
In questo senso, sarà fondamentale l’apporto di energia di Samuels e Sanders, ottime intuizioni estive di Bartocci e staff tecnico. In cabina di regia, Tomassini avrà ancora più responsabilità, così come Casella potrebbe avere un minutaggio più elevato: l’ala piccola titolare dovrebbe preoccuparsi di contenere Weaver quando Sanders rifiaterà, indipendentemente dalla possibilità di ripetere la prestazione monstre di Barcellona (31 punti con 9/11 dall’arco).

Il reparto lunghi invece potrebbe rappresentare l’arma in più per la GZC: Cittadini, Samuels e Carenza hanno le caratteristiche giuste per mettere in difficoltà i pari ruolo avversari, soprattutto se i campani avessero problemi di falli. Completano il roster gli under Ondo Mengue, Fabiani e Giammò, ottimo protagonista domenica scorsa con un career high di 12 punti contro Biella.