Napoli verso Casale: prendersi i due punti per reagire a mille problemi

di Davide Uccella

Napoli è terra ricca e carica di emozioni. Emozioni vere, sanguigne, forti, che a volte sconquassano, a volte ti galvanizzano fino al settimo cielo: peccato che quelle peggiori attraversino puntualmente un basket già provato da mille palpiti, e mille delusioni. Stabilità, continuità, programmazione sono parole buttate al vento. E non è solo la lezione degli ultimi sei anni, scanditi da altrettante sigle con altrettante gestioni, è anche l’impressione più netta che si registra a valle degli ultimi giorni, tutt’altro che sereni all’ombra del Vesuvio. Doppi sensi, dichiarazioni velate prima del match sfuggito di mano contro Trieste, poi quel filo di rassegnazione che si accompagna alla rabbia per un’infermeria maledettamente piena, e i risultati che non arrivano. Accanto ad errori e sfortune si affiancavano però i segnali che a Napoli qualcosa andasse storto, oltre il discorso sportivo. Ancora una volta. Nulla però lasciava intravedere crepe più profonde del lodo Cavina, risolto finalmente nella mattinata di lunedì. Così , oltre a un bilancio sul campo ben al di sotto delle attese, quei piccoli spiragli dati dal tesseramento di Traini (pronto al debutto), il probabile ritorno in campo di Brkic, Ganeto e Metreveli (con il solo Spinelli ancora ai box), e la main sponsorship triennale di Flor do Cafè sono stati spazzati via nella serata di martedì, con la notizia di un presunto, parziale disimpegno dell’AD Fabio Muro e della sua famiglia. Uno sviluppo prima clamoroso, poi carico di amara consapevolezza, per chi da tempo su questi lidi cerca ma mai trova una qualche forma di costanza, la novità in chiaroscuro ha lasciato e lascia strascichi ancora pesanti da smaltire. Perchè la mini-crisi non è un polverone nato dal nulla, e non è neanche figlia di qualche stupido e ottuso amante della macchina del fango, bramoso e ansioso di scoop diffamatori. Questo “caso” fa anche luce su una situazione che si trascinava da tempo, che ha trovato riscontri nello stesso lodo Cavina, nell’impegno ufficiale del Presidente Balbi in una ricerca più decisa di nuovi partner, e che per l’azionista di maggioranza dell’Azzurro pare ormai insostenibile. E infatti il “patron de facto” non ha smentito questo stato dell’arte: chiede ufficialmente un supporto, ma non ha neanche confermato le ipotesi di chi lo vede in uscita senza se e senza ma. Come al solito, un quadro che resta da limbo, e con l’ennesimo appello:  a quella parte di città che volta le spalle, a quegli imprenditori che ammiccano ma non si impegnano mai con carte alla mano. Ci sarà una risposta? E’ il problema che tiene banco da sempre. L’unica certezza è che un input dovrà anche arrivare dal campo, con la sorte più benevola e qualche risultato in più. Il primo di questi nascerà da Casale? Non basta avere una memoria acuta per ricordarsi di quanto la Junior sia una piazza rognosa, basta tornare con la mente allo scorso anno: vicina al colpaccio nel catino di Fuorigrotta, l’allora truppa di Griccioli inflisse al ritorno una sconfitta esemplare alla Expert di Bianchi. Allora la Expert era la squadra del momento, data ormai per tutti in rampa di lancio verso le zone alte, dopo quattro vittorie consecutive. Invece il verdetto del PalaFerraris ruppe l’illusione, segnò l’inizio della discesa: e il primo di tanti rimorsi, oltre che la premessa di un finale di stagione senza picchi da scrivere negli annali. La speranza è che stavolta il Monferrato – ben noto ad ex di turno come Ganeto, Malaventura e Jackson – dia il segnale della riscossa, ma non sarà facile. Frase fatta si dirà, frase che sa al 100% di circostanza…ma come dimenticare la lezione di questo avvio di A2 Gold: equilibrio, equilibrio, equilibrio. Nessuna sorpresa se le cosiddette “outsiders” sono in alto, e non stupiamoci allora di questa Junior, che pure ne ha di difficoltà. ‘Sul parquet di Veroli la squadra piemontese ha fatto quadrato, e ha strappato sul filo di lana il quarto successo su cinque impegni in trasferta  (61-65), il tutto nonostante le assenze pesantissime di uno sfortunato capitan Martinoni (costretto ad operarsi allo scafoide della mano destra e ai box per sette settimane), di un cecchino e grande mestierante come Brett Blizzard (distorsione alla caviglia), e con il pivottone “di ritorno” Povilas Butkevicius, a mezzo servizio per il problema ormai “atavico” al ginocchio, operato nella passata stagione. Insomma una prova di orgoglio, una reazione di carattere e di dignità in Ciociaria, e un altro tassello per un record che “lontano da casa” trova solo la cannibale Verona fare meglio. Dunque una vittoria che ha portato in dote alla squadra rosso-blù due punti che valgono moltissimo per la classifica (terzo posto a -6 dall’imbattuta capolista Verona, condiviso con Torino, Agrigento e Mantova), ma ancora di più in termini di morale e di autostima. Partiamo dal morale, visto che, in previsione di domenica, l’ultimo bollettino su Blizzard (ancora fermo) e Butkevicius (tornato ieri ad allenarsi ma senza forzare) non è confortante:  al momento sono  “out” anche Edoardo Giovara (play su cui Ramondino punta molto) e  il giovane Luca Valentini, entrambi influenzati, gli ultimi allenamenti si sono svolti con cinque – sei juniores in campo, e non manca qualche ipotesi di mercato sul fronte lunghi (presunte trattative con il trentino Armwood e Tessitori, categoricamente smentite dal GM Martelli). Anche per questo vale tanto il successo contro la formazione di D’Arcangeli in chiave di autostima, lavando al meglio l’onta pesante del -31 maturato contro la capolista Tezenis. Complessivamente però non si può negare che la Novipiù aveva già ottenuto otto punti, e messo a segno un ruolino di marcia invidiabile. Peccato che l’unico neo sia proprio in casa, dove il pubblico è sempre caldo, sempre quello delle grandi occasioni: due vittorie su quattro, con break negativo di 0-2 ancora aperto è insufficiente per una squadra che non nega di voler competere per i play off, e per una realtà che partita con dubbi amletici dopo la travagliata estate 2013, ha vissuto una scorsa stagione di grande passione e di grande rinascita. E’ ancora vivo nel mondo rosso-blù il segno e l’orma della squadra operaia, ben costruita e sapientemente guidata dall’ex coach di Scafati oggi in A con l’Orlandina, e che dopo aver raccolto soltanto due successi nelle prime nove gare di regular season, visse con la vittoria di Brescia un vero e proprio cambio di passo, verso a una salvezza conquistata con ampio anticipo. L’entusiasmo della piazza, risvegliatasi bruscamente per lo spavento del ridimensionamento annunciato, ha dato quindi nuova forza a una società sempre attenta alle esigenze del territorio e della sua gente. Con progettualità e concretezza di idee, il GM Marco Martelli non ha cambiato linea, puntando su un allenatore giovane, preparato e ambizioso come Marco Ramondino. Si potrebbe dire un matrimonio tra miracolati, visto che è proprio lui grande artefice dell’altra grande sorpresa dell’ultima DNA Gold: il 6° posto ottenuto a Veroli, con una squadra che sembrava relegata alla lotta salvezza. Di quella squadra il coach ha recuperato alcuni tasselli (il buon Brett già citato in uscita dalla panchina, ma anche il play da quintetto Giovanni Tomassini), ma senza perdere la linea di continuità col percorso intrapreso l’anno scorso. Sono arrivate le conferme per capitan Martinoni, per l’ala classe ’93 Edoardo Giovara, per il lungo di grande atletismo ed esplosività “Aka” Fall (MVP in quel di Veroli con 14 punti, 12 rimbalzi e un percorso netto ai tiri liberi), e per Andrea Amato, con il rinnovo del prestito da Milano, il tutto condito dal pizzico di sano amarcord targato Povka Butkevicius. Da questi nomi emerge un profilo di una squadra più votata alla difesa che all’offesa, infatti gran parte dell’attacco è sulle spalle di Jermaine Marshall: nuova scoperta di Martelli, figlio di Arizona State, Jermaine “On Air” è un giocatore capace di segnare in ogni modo, tenendo i contatti in entrata, realizzando con buona continuità sugli scarichi, senza mai violentare il match. Insomma un esterno atletico con ricco repertorio balistico, il rookie statunitense non ha smentito le aspettative del responsabile del mercato rosso-blù, ed è già a suo agio nello scacchiere casalese. Completa lo scacchiere Nicola Natali, poliedrica ala in arrivo da Barcellona con la voglia di riscattare una stagione in chiaroscuro. Venendo a qualche spunto tattico, e al netto della variabile infortuni che su entrambi i fronti peserà tanto, alterando i rapporti di forza, Napoli si troverà ad affrontare una squadra che di partenza è estremamente sul fronte esterni, senza dimenticare l’imprevedibilità di Marshall, e con la duttilità di un Nicola Natali che può essere considerato l’uomo chiave a disposizione di Ramondino, oltre ad essere elemento in grado di incidere non poco dal punto di vista difensivo, sia nello spot di ala piccola che ala forte. Questo rende Casale squadra anche difficile da decifrare, in grado in momenti diversi della gara di essere schierata anche con quattro piccoli. Ramondino del resto avrà da gestire un reparto lunghi ridotto all’osso, visto che che aveva il suo fulcro in Martinoni e Butkevicius, giocatori in grado di alternare pericolosità interna a giocate anche vicino al perimetro. Questo limiterà le varianti tattiche a disposizione, che in attacco convergono spesso su giochi al limite dei 24 secondi e scarichi per le bocche da fuoco principali, oppure con “miss match” che verranno costruiti ad arte. Ovviamente non va tralasciato il nervo scoperto dei rimbalzi (pecca di Napoli anche nei giorni “fausti”), con la capacità di crearsi tanti secondi possessi. Da questo punto di vista, i giocatori chiave in casa Napoli come Brooks o Allegretti, polirebbero essere proprio quelli chiamati ad essere più “bidimensionali” rispetto al resto dei compagni.   Insomma, di possibili chiavi di lettura ce ne sono tantissime, anche per “colpa” delle infermerie in piena attività. Il resto dovrà farlo la “gara” messa sul parquet, la capacità di sacrificarsi leggendo meglio degli avversari la gara. Il tutto con una postilla: ONORE ALL’ORGOGLIO DI CASALE, E ONORE AI TIFOSI CHE DOMENICA, SU INVITO DEL COMITATO “RIACCENDIAMOLA”, PORTERANNO IN SEGNO DI LUTTO UNA MAGLIA NERA. E’ LA SANA, SACROSANTA PROTESTA DOPO LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE SUL PROCESSO ETERNIT, SARA’ UN GRANDE MOMENTO DI PALLACANESTRO E DI CIVILITA’, NELLA SPERANZA DI UNA VERA GIUSTIZIA AL PIU’ PRESTO.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy