Napoli vs Trento, vietato sbagliare!

0

mso 9]>–>

Altra giornata di campionato, altra sfida per i playoff. Già… ormai queste ultime nove partite, che separano ogni squadra dalla fine della regular season, hanno il sapore di veri e propri scontri diretti per agguantare i soli sette posti a disposizione che possono concedere il sogno della serie A.

La capolista Trento sarà di scena domenica sera alle ore 18 in quel di Napoli e di certo questa per gli aquilotti non sarà una scampagnata, anzi, la trasferta in terra campana nasconde davvero numerose insidie. Le due squadre infatti arrivano a questo loro secondo incontro stagionale con una classifica molto simile a quello della loro sfida d’andata, ma in condizioni fisiche diametralmente opposte. A novembre la Expert era giunta al cospetto della capolista trentina in condizioni davvero critiche; la squadra campana, nonostante una prova più che sufficiente, fu costretta ad ammainare la bandiera bianca negli ultimi minuti a causa dell’assenza di energie fisiche dei suoi giocatori. Infatti, la congiuntura degli eventi e una sfortuna davvero nera aveva costretto la squadra allora allenata da Cavina, nel frattempo esonerato, a giocare quasi tutti i 40 minuti con soli sei, dicesi sei, giocatori e ciò basta e avanza per capire come quel giorno fosse quasi impossibile per Napoli uscire dal PalaTrento con due punti in tasca. Trento, dal morale sempre altissimo dopo la recente vittoria al fulmicotone contro Veroli, a differenza della partita di andata è momentaneamente in condizioni fisiche di certo non ottimali: Poltroneri ne avrà ancora per 3 mesi, Elder convive da settimane con i suoi cronici problemi al ginocchio e sia Fiorito che Baldi Rossi hanno ancora qualche acciacco da smaltire. Insomma, l’infermeria è piena, ma coach Buscaglia è sempre pronto ad estrarre qualche coniglio dal cilindro, come quando nell’ultima occasione ha rispolverato il giovane Molinaro che con la sua intensità su tutte e due le metà del campo ha propiziato la rimonta bianconera dell’ultimo quarto.

Venendo a parlare di aspetti più tecnici si finisce subito a discutere di come le due squadre giochino in maniera molto diversa. Trento si affida ad un gioco più collettivo rispetto a quello dei campani, nel roster trentino non c’è infatti una vera e propria stella ma tanti buoni giocatori abituati a mettere il loro mattoncino utile alla causa dell’intera squadra. Per le squadre avversarie dell’Aquila è infatti sempre risultato difficile bloccare gli oliatissimi ingranaggi della truppa di Buscaglia e si può dire che solo Casale e Verona  ci siano pienamente riuscite, mettendo in atto una tattica difensiva in grado di bloccare l’attacco trentino fatto di continui tagli e scarichi all’esterno per i tiratori o per successive penetrazioni a difesa ormai collassata.

12360899855_76e2ea49fa

Napoli, sebbene dotata di un collettivo di altissimo livello, ha nel suo roster un solo vero “top-player” che spesso è costretto a mettersi in proprio per risolvere le partite da solo. Si sta ovviamente parlando di Weaver, giocatore dal bagaglio tecnico infinito che viaggia a 17,5 punti, 7 rimbalzi e a oltre 3 assist di media per partita. L’americano infatti, con il forlivese Cain e il bresciano Giddens , sarà probabilmente uno dei pochi avversari di un mostruoso Pascolo per la corsa al titolo di miglior giocatore del campionato. Tuttavia parlare del roster di Napoli limitandosi ad elogiare il solo Weaver sarebbe un errore imperdonabile, attorno a lui infatti ruotano altri buoni giocatori come i veterani Malaventura ed Allegretti, e soprattutto il talentuoso Brkic, che non più di 7-8 mesi or sono costellava ogni notte gli incubi dei tifosi trentini: è infatti soprattutto merito suo se Brescia, a discapito di Trento, ebbe l’opportunità di arrivare in finale contro Pistoia. Come non citare inoltre Timothy Black, dal tiro non affidabilissimo ma unico vero regista della squadra; dalle sue mani passa infatti gran parte del gioco dei partenopei e i suoi quasi 4 assist per partita sono lì in mostra a testimoniare la veridicità di questa tesi. Infine concluderei con quella che è probabilmente la nota più lieta in casa Expert, ossia Marco Ceron, un’ala classe ’92 che nell’ultimo anno è davvero sbocciato e per la sua grande duttilità è forse uno dei migliori prospetti futuri di questa LNP Gold.

Insomma, a costo di essere ripetitivi, anche questa volta l’esito della contesa non è per nulla scontato e anche il caldissimo pubblico del PalaBarbuto sarà un fattore da non sottovalutare. Il perdere punti domenica potrebbe diventare, soprattutto per Napoli, un punto di non ritorno e per entrambe le compagini l’obiettivo vittoria sarà un dictat imprescindibile. Al campo l’ardua sentenza.