Punto Napoli, Muro aggiusta il tiro: “Non ho mai lasciato, ma voglio risposte dal pubblico e nuove risorse”

di Davide Uccella

Con acque ormai agitate, anzi fin troppo agitate, la situazione della Napoli nei canestri resta in alto mare. Non sono bastate la grana infortuni e una situazione sportiva al di sotto delle attese, visto che nelle ultime 48h il tutto è stato sommerso dal semi, pseudo disimpegno dell’AD Fabio Muro e della sua famiglia. Uno sviluppo prima clamoroso, poi carico di rassegnazione per chi da tempo su questi lidi cerca ma mai trova una qualche stabilità, la novità in chiaroscuro lascia strascichi ancora pesanti da smaltire, ma fanno anche luce su una situazione che si trascinava da tempo, che ha trovato riscontri nel lodo Cavina, e che per l’azionista di maggioranza dell’Azzurro pare insostenibile. Non smentisce il “patron de facto”, ma vuole anche aggiustare il tiro, dare una giusta proporzione alle cose, e cerca di farlo nero su bianco, con alcune dichiarazioni di questa mattina apparse sul quotidiano locale “Il Roma”.
A Muro va dato atto di esporsi in prima persona, di voler toccare i punti più caldi, di farlo senza troppi giri di parole. E non ci sta agli equivoci che dal suo punto di vista sarebbero sorti nelle ultime ore, mettendosi di traverso a chi avrebbe fatto da eco più o meno fedele al suo pensiero: nell’intervista si parla di “tante inesettazze”, di un voler “chiarire la situazione come ho sempre fatto in maniera cristallina”.
Perchè nessuno “ha espresso assolutamente l’intenzione di uscire dalla pallacanestro cittadina e dall’Azzurro Napoli: abbiamo dato tanto a questa società, in maniera concreta, salvandola in un momento davvero diffìcile vissuto all’inizio di quest’anno, facendo fronte a situazioni economiche precarie con i nostri soldi e impegnandoci anche oltre, con la nostra passione. Abbiamo creduto sempre in questo progetto, affiancando prima l’amico Balbi e poi addirittura divenendo i principali sostenitori del club, agendo sempre nella massima trasparenza”.
Allora…tanto fumo per nulla? Poche righe, ed ecco il cuore critico e polemico dell’intervista, ecco che nella gazzarra di due giorni fa c’è un fondo di verità: “Ora siamo stanchi e vogliamo fermarci, ma non vogliamo uscire di scena: la città ha dato scarse risposte, nonostante gli enormi sforzi per allestire un team competitivo, sicuramente frenato dalla sfortuna e dai tanti infortuni. Siamo stufi di dover distribuire biglietti omaggio per riempire il palazzetto, offrendo comunque un prodotto di qualità. Ben venga qualche nuovo investitore ad affiancarci, per il bene del basket a Napoli”.
Dunque un appello: a quella parte di città che volta le spalle, a quegli imprenditori che ammiccano ma non si impegnano mai con carte alla mano. Ci sarà una risposta? E’ il problema di sempre, triste ed amaro. Un input dovrà anche arrivare dal campo, con la sorte più benevola e qualche risultato in più.

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