Qui Treviglio: le prime dichiarazioni dal raduno della Remer

Nel corso del Media Day della Remer Treviglio, abbiamo avuto l’opportunità di raccogliere le prime parole del coach Adriano Vertemati, del play Tommaso Marino e del neo acquisto Alan Voskuil.

di Adriano Zucchetti

Nel corso del Media Day della Remer Treviglio, abbiamo avuto l’opportunità di raccogliere le prime parole del coach Adriano Vertemati, del play Tommaso Marino e del neo acquisto Alan Voskuil.

Iniziamo dall’allenatore biancoblu.

 

Basketinside – Dopo sette stagioni a Treviglio la domanda potrà sembrarti banale però ti chiedo quali sono le tue sensazioni in questo nuovo primo giorno di una nuova stagione con la BluBasket?

Adriano Vertemati – Premetto che ci siamo già trovati due giorni fa quindi un primo approccio con i ragazzi c’è già stato. Quello di oggi è un passo in più perché si aggiungono anche Voskuil e D’Almeida però aspettiamo ancora tre giocatori (Palumbo, Mezzanotte e Douvier) quindi avere la squadra al completo sarà una sensazione diversa rispetto a quella che già proviamo oggi. Il ghiaccio l’abbiamo rotto due giorni fa, non provo sensazioni particolari però penso che quando scenderemo in campo per la prima volta, anche se sarà per un’amichevole, ci sarà la solita bella emozione.

B – Prima di passare a parlare della nuova stagione, ti chiedo un piccolo bilancio di quella che si è conclusa qualche mese fa: qualificazione ai playoff, grande serie giocata fino alla fine contro una squadra (Trieste) molto forte che poi si è giocata la promozione in Serie A. Quali sono le tue impressioni in merito e come l’esperienza della scorsa annata potrà essere utile in questa nuova stagione?

AV – Come è stato detto diverse volte, a livello di risultati è stata una stagione estremamente positiva. Il risultato sul campo l’hai citato tu ma vorrei sottolineare anche il risultato in termini di interesse pubblico che è cresciuto molto insieme all’interesse della società nell’ambito della comunicazione e dei social con l’avvento di Guido Pozzi con varie iniziative ed eventi. È stata una stagione che ha avuto un andamento lineare nella primissima parte, poi abbiamo avuto un bellissimo momento di forma con sei vittorie su sette partite e a seguire un piccolo momento di crisi in cui abbiamo tre partite ai supplementari in trasferta e due in casa dalle quali poi siamo usciti bene nelle ultime giornate conquistando meritatamente i playoff e arrivando comunque in una condizione fisica buona nella post season che era quello che contava alla fine.

B – Durante l’estate ci sono stati alcuni cambiamenti che hanno coinvolto anche il quintetto con le partenze di Marini, Sorokas e Sollazzo, l’arrivo di molti giovani e di un giocatore esperto come Voskuil: come giudichi il mercato condotto dalla società e quale impatto pensi che avranno questi cambiamenti anche sul gioco che adotterà la squadra rispetto alla scorsa stagione?

AV – È chiaro che anche quest’anno la società ha fatto il meglio che poteva compatibilmente con il budget che era stato prefissato e anche con gli obiettivi che restano sempre il conseguimento del premio Under, quello di conseguire un risultato di tutto rispetto sul campo e una continua crescita del pubblico e della presenza della società sui vari canali di comunicazione. Questo mercato ha visto il cambiamento di entrambi gli stranieri nel corso della stessa estate, per noi è la prima volta, entrambi per motivi diversi e tendenzialmente non per nostra volontà nel senso che li avremmo tenuti compatibilmente con le loro richieste e le loro tempistiche. Non abbiamo potuto farlo, un in bocca al lupo a loro, li abbiamo sostituiti al meglio: quella di Voskuil, un giocatore completamente diverso da Sollazzo, è stata una scelta ponderata anche tenendo conto di quello che potrà essere il nostro assetto in campo; dall’altra parte Douvier ha caratteristiche non così dissimili da quelle di Sorokas, un giocatore di grande presenza fisica, atletismo e quantità che da quel punto di vista potrà continuare a darci un’intensità in campo alla quale eravamo già abituati. Non vorrei passasse in secondo piano però l’inserimento di Borra che insieme a Rossi ci darà una consistenza sotto canestro invidiabile che non avevamo certamente nelle ultime due stagioni. Il gioco della squadra lo vedremo sul campo perché comunque poi i giocatori vanno visti insieme sul campo; sicuramente non sarà stravolto ma chiaramente degli equilibri un po’ diversi li avremo: siamo un po’ più pericolosi sia al tiro che nella presenza dei lunghi sotto canestro, e quest’ultima sarà qualcosa che dovremo cercare di enfatizzare un pochino di più. Diciamo che però il ritmo e l’idea di fare un attacco di movimento di uomini e palla non cambieranno.

B – All’inizio della scorsa stagione un argomento di discussione era stato il fatto di essere stati inseriti in un girone che comportasse diversi spostamenti a livello logistico: pensi che l’esperienza dell’anno passato possa giocare a vostro favore? Quali punti potranno essere migliorati in questo senso?

AV – Per noi cambia poco nel senso che si viaggia un po’ di più, il viaggio è qualcosa che può essere anche piacevole in quanto stare insieme alla squadra per due-tre giorni non è necessariamente qualcosa di negativo. Sicuramente interessa di più l’aspetto societario in quanto comporta una spesa nettamente superiore rispetto a quello che avremmo avuto nell’altro girone. È normale che questo aspetto incida sui vari roster delle squadre del nostro girone perché, se spendi una cifra considerevolmente più alta per le trasferte e che potrebbe equivalere a un giocatore importante, magari un americano, o a due buoni giocatori italiani, è normale che magari i roster nel nostro girone siano più corti o qualitativamente di un livello leggermente inferiore. Detto ciò, c’è da dire che secondo me quest’anno nel nostro girone c’è stato un netto aumento della qualità e della composizione di molte squadre.

B – A bocce ferme, con la difficoltà che un inizio di stagione può comportare nel fare valutazioni, quali pensi che possano essere le squadre che potranno maggiormente ambire alla promozione in Serie A? Quale potrà essere la collocazione di Treviglio?

AV – Nel nostro girone sicuramente la squadra che sulla carta e a livello di proclami ha fatto qualcosa di più rispetto alle altre è l’Eurobasket Roma che ha costruito un roster profondo e ricco di talento. Oltre a loro poi ci sono tante squadre, la bellezza del nostro girone è che c’è veramente un grande equilibrio e si fa fatica adesso a stabilire quello che sarà il reale valore di ognuna, discorso che vale anche per noi. Possiamo dire che siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto, della squadra che abbiamo costruito e di quello che abbiamo in mente, poi però sarà il campo a dire quanto saremo competitivi, di sicuro nella nostra testa c’è la convinzione di esserlo. Se nell’altro girone è facile indicare Fortitudo Bologna e Treviso come possibili favorite, nel nostro si fa oggettivamente più fatica.

B – Dopo che abbiamo parlato degli obiettivi di squadra, per chiudere ti chiedo quali potrebbero essere i tuoi personali.

AV – Mi riterrò soddisfatto se avrò raggiunto gli obiettivi di squadra, ovvero giocare una pallacanestro piacevole e di squadra che possa entusiasmare il nostro pubblico e che, tramite i risultati, possa farlo aumentare in termini di numeri e di fidelizzazione. Ovviamente vorremmo mantenere la categoria, questo mi renderebbe molto soddisfatto, e conseguire il premio Under, attraverso l’utilizzo e la crescita dei nostri giocatori più giovani nella speranza che aumentino il valore delle nostre rotazioni, che negli ultimi quattro anni abbiamo sempre raggiunto e che per me è un motivo di grande orgoglio.

 

Continuiamo con le dichiarazioni con un veterano del roster trevigliese, il play senese Tommaso Marino

 

Basketindide – Tu sei uno dei veterani di questa squadra: senti qualcosa di diverso quest’anno?

Tommaso Marino – Mah, non ti posso dire che provo qualcosa di diverso perché a Treviglio generalmente ogni estate si propone una situazione simile con tanti giovani e tanti giocatori nuovi. Secondo me quest’anno abbiamo degli americani molto bravi e molto pronti, con il passare dei giorni ci conosceremo e capiremo meglio il nostro livello. I giovani che già c’erano sono di un anno più grandi, non sono più i ragazzini dell’anno scorso, hanno più responsabilità e conoscono meglio il sistema. È importante il fatto di avere Ceso (Luca Cesana) e Pec (Andrea Pecchia) che insieme a noi possono costituire una base di esperienza più solida rispetto a quanto avvenuto nelle ultime stagioni, questo è molto importante contrariamente a quanto la gente pensa perché soprattutto nelle prime settimane vorrà dire avere molte più persone che sanno come muoversi e come affrontare i diversi allenamenti, spingendo i nuovi a integrarsi molto più velocemente, fattore che andrà sicuramente a nostro vantaggio.

B – Riguardo il mercato estivo, cosa pensi che sia stato perso e cosa guadagnato?

TM – Non posso dire molto di Douvier perché non lo conosco ancora direttamente però posso dire che mi sembra un energizer, un giocatore che può essere simile a Paulius (Sorokas). Sicuramente Sollazzo e Voskuil sono due giocatori molto diversi. A bocce ferme ti posso dire che Alan (Voskuil) potrebbe essere un giocatore più adatto al gioco che vuole Adriano (Vertemati) e che piace molto anche a me: un gioco fatto di scelte veloci, tanto gioco in transizione, pochi schemi chiamati a metà campo, tiri da fuori che possono sembrare forzati ma che in realtà non lo sono. Detto ciò, è anche vero che l’anno scorso Sollazzo è stato uno dei migliori giocatori del campionato quindi rimpiazzarlo non sarà facile e in questo Alan avrà una bella responsabilità, ma credo che sia un elemento molto forte che ben si adatta al nostro sistema.

B – Quali pensi che possano essere gli obiettivi di squadra per questa stagione e quali i tuoi personali?

TM – L’obiettivo è complicato, per me è sempre quello di vincere tutte le partite, arrivare primi da soli e vincere 3-0 tutte le partite dei playoff. Per me è complicato perché al momento non so valutare ancora la situazione di tutte le squadre, non conosco ancora bene tutti i miei nuovi compagni quindi non so ancora dirti quanto saremo lunghi, grossi e/o atletici. Però ti posso dire che ogni anno siamo qui a un po’ a lamentarci non sapendo come andrà e ogni anno facciamo meglio di quello la gente pensa. Sento grandi squilli di tromba fuori da Treviglio, sento di americani che arrivano dall’NBA con aerei privati, da noi non arrivano mai però alla fine ad Aprile noi siamo sempre lì e gli altri magari arrancano. Vogliamo zittire i critici. L’obiettivo mio personale è questo una volta di più, ho sentito che anche quest’anno ce ne sono tanti cui piace parlar male di me sui social, io però ogni Agosto sono sempre qui a metterci la faccia mentre loro rimangono sempre dietro la tastiera.

 

Infine, le prime impressioni del neo acquisto Alan Voskuil.

 

Basketinside – Primo giorno a Treviglio: come ti senti?

Alan Voskuil – Mi sento molto bene. Sono stato ben accolto, sono tutti molto gentili con me e tutto questo mi rende molto felice. Non vedo l’ora di vedere come andrà nei prossimi giorni.

B – Cosa hai pensato quando sei stato informato del fatto che ci fosse la possibilità di giocare a Treviglio, una squadra che nelle ultime stagioni hai affrontato davvero molte volte?

AV – È vero! (risata) Ero molto eccitato, ho sentito cose molto positive riguardo la società, il modo in cui sono organizzati. Sono molto professionali e questo è qualcosa che cercavo, soprattutto in questo momento della mia carriera. Sapevo che c’era già un ottimo gruppo di giocatori nel quale spero di potermi inserire al meglio per poter aiutare la squadra a crescere seguendo il percorso intrapreso nelle ultime stagioni. Treviglio era sicuramente sulla mia mappa, conosco già Adriano (Vertemati) come un allenatore molto preparato e capace.

B – Il lavoro di coach Vertemati è caratterizzato da alti ritmi e grande lavoro durante tutta la settimana. Pensi che questo possa essere uno stimolo per te?

AV – È perfetto per il modo che ho io d’intendere la pallacanestro. Io amo le persone che lavorano duro, bisogna lavorare duro per raggiungere i propri obiettivi. Il fatto che il coach chieda il massimo da tutti penso sia il miglior strumento per favorire il miglioramento della squadra. Adriano è un grande amico del mio ex coach Fabio Corbani, lavorano in maniera molto simile quindi questo non sarà un problema per me. Non vedo l’ora di ascoltare e imparare per poter migliorare più che posso.

B – Come detto, nelle passate stagioni hai affrontato diverse volte Treviglio e i tifosi biancoblu hanno avuto modo di conoscerti come un giocatore molto abile nel tiro dalla lunga distanza. Cosa vuoi svelare ai tuoi tifosi del Voskuil giocatore che non hanno ancora visto?

AV – Può sembrare che io tiri molto però posso dire di essere anche un giocatore molto altruista, mi piace prendere il maggior numero di responsabilità possibili al fine di toglierle al resto della squadra. Il nostro obiettivo principale è di vincere partite, indipendentemente dal numero dei tiri che prenderò a ogni match. Credo che tutti noi abbiamo lo stesso obiettivo di vincere il più possibile e lo potrete vedere con il passare delle partite. Non si tratta solo di me, ciò che conta è tutta la squadra.

B – Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione?

AV – Il mio obiettivo è quello di mantenere alta la concentrazione per tutto il campionato, fattore che qualche volta è mancato purtroppo negli ultimi anni a causa di fattori esterni, e aiutare la mia squadra più che posso. Come abbiamo visto l’anno scorso, ci sono diverse squadre che possono legittimamente ambire alle prime posizioni e penso che anche noi possiamo lottare insieme a loro, abbiamo un grande gruppo di italiani e il nostro obiettivo principale dovrà essere solo quello di vincerle tutte. Perché no?!? (risata)

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