Verona a Casalpusterlengo: chi invertirà il trend negativo?

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Casalpusterlengo. Cinque sconfitte sconfitte consecutive per l’Assicego, 3 vittorie su 11 in campionato. Chi uscirà vivo dal confronto di domenica contro Verona potrà ritornare a sorridere dopo un periodo cupo più (Casalpusterlengo) o meno (Tezenis) lungo. La vittoria al Palacampus, per gli uomini di Andrea Zanchi, manca addirittura dallo scorso 9 novembre, quando a cadere fu Napoli al termine di una grande partita di Alvin Young (10.6 punti di media, ma solo il 17% da tre) e compagni. Da allora solo sconfitte. Ma attenzione, perché la squadra è comunque viva e ha sempre perso di misura. Tanto che il -7 casalingo rimediato nel recupero della seconda giornata contro Brescia, è stato lo scarto più ampio accusato dalla squadra lombarda. “Perdiamo per dei dettagli”, ha spiegato Young dopo il ko contro Trieste. “Abbiamo commesso troppe palle perse, dimenticando il nostro punto di forza, che è la difesa. Tutto ruota attorno ai palloni che gestiamo male nei momenti cruciali delle gare. Non credo sia mancanza di fiducia, ma serve giocare con la massima intensità per tutti i 40′ e credere gli uni negli altri. Non solo a parole, ma con reale convinzione e dando massima priorità al gruppo”. Ora arriva un altro test moto complicato, una Tezenis arrabbiata per il doppio ko subito (Napoli-Jesi), e determinata a chiudere subito il trend. Uno dei punti forza dell’Assicego, Giampaolo Ricci (10.2 punti, 6 volte in doppia cifra quiest’anno), spiega: “Avremo di fronte la prima in classifica, sappiamo bene cosa ci aspetta, ma non per questo dobbiamo considerare la sfida di domenica in modo diverso dalle altre. Sappiamo che siamo in grado di poter vincere contro tutti, così come di perdere. Non è un momento bellissimo per noi, ma abbiamo lavorato duro anche negli ultimi giorni per migliorare. Dopo Trieste ci siamo fatti un ulteriore esame di coscienza per capire meglio le problematiche e puntare a uscire dal momentaccio”.
Verona. La Tezenis è tornata al completo contro Jesi, ma è arrivata ugualmente la seconda sconfitta consecutiva. Probabilmente lo sforzo delle tre gare giocate senza Darryl Monroe (26 punti e 8 rimbalzi al rientro) ha presentato il conto in fatto di brillantezza fisica. Difesa di squadra poco aggressiva, gioco corale a tratti discontinuo e soprattutto un costante affanno nel cercare di rintuzzare il distacco, senza mai riuscirci. Tutto questo al di là della prova solida di una Fileni sicuramente brillante. “Jesi ha giocato alla grande e ha meritato ampiamente questa vittoria” ha spiegato coach Alessandro Ramagli. “Noi abbiamo spesso perso il filo del discorso, soprattutto in difesa. Non abbiamo messo in campo in maniera continuativa l’aggressività che sarebbe stata necessaria. Non a caso, siamo andati sotto a rimbalzo e non siamo stati capaci di contenere il passivo quando la partita ci stava scappando di mano”. Particolarmente deludente la prestazione di Michael Umeh (2 punti, 1/11 al tiro), che nelle precedenti tre gare era sempre andato oltre quota 20 punti, trascinando la squadra specie nell’impresa di Brescia. Così come Davide Reati, per la prima volta a secco di canestri (0/5) in questa stagione. “Una squadra deve essere in grado di sopperire a serate del genere” continua Ramagli. “Anche da questo si è capito che sarebbe stata una partita di grande sofferenza, ma il problema è che non abbiamo sofferto abbastanza”. In calando durante la gara anche il rendimento di Klaudio Ndoja, forse l’mvp, talvolta silenzioso, di questo inizio stagione (11.2 punti, 5.9 rimbalzi): il suo 54% da tre lo rende arma decisiva per gli equilibri della squadra. Niente allarmismi, tuttavia, solo la consapevolezza di cercare di ritrovare la chiave di volta del successodi Verona, ovvero la brillantezza fisica: “Durante la stagione si vivono diverse fasi e a volte succede di pagare, da un punto di vista fisico, altri momenti in cui sei stato più brillante” chiude Ramagli. “L’unico modo per riprendere la nostra marcia è lavorare duro, senza crearsi alibi”.