Verona – Veroli: il futuro è adesso

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QUI VERONA (A cura di Jacopo Burati) Le contemporanee vittorie della Tezenis Verona su Ferentino e della GZC Veroli su Barcellona all’ultima giornata di campionato, hanno decretato l’interessante scontro diretto tra veneti e laziali al primo turno di Playoff. Due sorprese del campionato, una per la posizione finale (terzo posto per Verona), l’altra per la solidità dimostrata e la conquista non scontata dei Playoff (sesto posto per Veroli). Un primo turno che si preannuncia favorevole, ma di poco, alla Tezenis, che voleva certamente evitare Barcellona e Torino, ma che contro gli uomini di coach Marco Ramondino troverà un avversario temibile e “fastidioso”, specie in difesa. Le due squadre hanno fatto proprio della difesa la loro arma preferita (Veroli seconda per punti subiti, Verona terza, alle spalle della primatista Casale). Un equilibrio dimostrato anche dalla perfetta parità negli scontri diretti in regular season (73-61 all’andata a Frosinone e 83-71 al ritorno a Verona, sempre per i padroni di casa). Forma. Verona si presenta forte di un girone di ritorno notevole, fatto di 12 vittorie in 15 partite e i soli capitomboli in trasferta a Casale, Torino e Barcellona. Percorso netto quindi in casa (8 vittorie su 8), dove gli scaligeri hanno un bilancio totale in campionato di 13 vittorie e di sole 2 sconfitte (contro Torino e Biella). Nell’ultima, rocambolesca vittoria contro Ferentino, la squadra è apparsa un po’ fuori ritmo e svagata. Come ha sottolineato anche capitan Giorgio Boscagin a fine partita, “forse la sosta ci ha penalizzato, non è mai facile staccare dopo un periodo positivo in cui stavamo rendendo alla grande”. L’obiettivo ora è ritornare a respirare l’atmosfera competitiva, per questo i Playoff non dovrebbero tradire le attese. I tifosi stanno organizzando una coreografia ad hoc, dipingendo il Palaolimpia di giallo grazie alle magliette omaggio che saranno consegnate all’ingresso. Il migliore. Come non scordare il Jerry Smith abulico e deludente della gara d’andata contro Veroli del 17 novembre scorso: 0/2 da tre, 13 minuti, 0 punti e -4 di valutazione. Il punto più basso di una stagione positiva, in cui Smith ha sbagliato qualche prestazione ma si è sempre rialzato con umiltà, capendo i suoi errori e sfruttando la sua superiorità atletica nei confronti dei diretti avversari. Proprio dalla gara di ritorno contro Veroli (riscatto da 24 punti e 5 recuperi), quindi nelle ultime 8 (7-1 il record di squadra), l’americano viaggia a 19.7 punti e 4.4 assist con ben 67 tiri liberi tentati. Unico problema il tiro da tre, crollato al 25.6% in stagione (7/39 nelle ultime 8). Gli altri. Soltanto 42 minuti totali e cifre irrisorie nei due precedenti contro Veroli per Craig Callahan (pur con 6/8 totale da due). L’ala-centro di Verona potrebbe soffrire sia l’atletismo e la rapidità di Jamar Sanders, sia i centimetri di Alessandro Cittadini. Una chiave tattica su cui Ramagli deve lavorare per non rinunciare troppo alla solidità ed affidabilità del suo giocatore di riferimento sotto canestro (13.7 punti e 7 rimbalzi di media in stagione). Statistiche stagionali fuorvianti invece per Marco Carraretto (5.8 punti, 2.4 rimbalzi, 42% da tre) e Luca Gandini (5.4 punti e 5.4 rimbalzi): la loro importanza non và totalmente a referto, ma è la chiave dei quintetti difensivi di Ramagli, oltre all’esperienza dell’ex Siena che può sbocciare nei momenti topici, specie con i tiri da tre punti. Il coach comunque si affida spesso anche ad assetti più offensivi, inserendo Matteo Da Ros (7.5 punti, 4 rimbalzi, il migliore in attacco in post basso) e Davide Reati (7 punti, specialista con il 46% da tre). Miglior stagione in carriera, al di là delle cifre, per Giorgio Boscagin (9.4 punti, 3.5 rimbalzi): in doppia cifra in 10 occasioni su 15 nel girone di ritorno, il capitano è fondamentale per la sua versatilità in entrambi le fasi di gioco. L’altro americano, Ronell Taylor, è sempre affidabile, completo e presente nei momenti caldi: le cifre parlano di 14.5 punti, 5.5 rimbalzi e 3 assist di media, con l’unico buco nero, dovuto anche a problemi di falli, nella comunque vittoriosa trasferta a Biella (0 punti in 15 minuti). QUI VEROLI (A cura di Paolo Troccoli) Archiviati i festeggiamenti per un ingresso ai playoff che ha il sapore dell’impresa, la GZC Veroli è ormai proiettata al confronto che la opporrà alla Tezenis Verona con lo stesso spirito con cui ha affrontato tutto il campionato: spingersi fino al proprio limite e anche oltre, con l’obiettivo di allungare il più possibile una stagione fin qui entusiasmante. La squadra di Ramondino avrà dalla sua la consapevolezza di non avere nulla da perdere nella sfida agli scaligeri, decisamente più attrezzati per tentare la scalata alla Serie A: Cittadini e compagni vorranno però dare seguito ad una regular season in cui si sono distinti per dedizione, solidità e continuità di rendimento. L’avvio travolgente (5 vittorie nelle prime 6) ha caricato l’ambiente verolano in un crescendo di ambizioni e speranze, culminato con l’ingresso ai playoff all’ultima giornata a scapito dei rivali della FMC Ferentino, nonostante i ko nei derby (64-71 a Ferentino, 71-75 a Frosinone). PUNTI DI FORZA – La stagione della squadra è stata positivo sotto tutti i punti di vista: il GM Bartocci, in collaborazione con lo staff tecnico, ha allestito in estate un roster completo, pur nell’ottica di contenimento dei costi rispetto alle passate stagioni: la scelta di puntare sulla combinazione di giocatori esperti (Cittadini, Blizzard, Rossi) e giovani emergenti (Sanders, Samuels) o in attesa di rilancio (Casella, Tomassini, Carenza) si è dimostrata da subito vincente. Ramondino ha costruito un gruppo coeso, determinato a dimostrare sul campo di valere la categoria: determinazione e solidità mentale non sono mai mancate ad una squadra che ha meritato le 17 vittorie stagionali, partite in cui la GZC ha sempre condotto almeno per 10 lunghezze nell’arco dei 40′. La squadra ha saputo trovare un equilibrio, distribuendo perfettamente le responsabilità all’interno del gruppo: la difesa (la migliore dopo Casale) e la gestione del ritmo della gara sono stati i veri punti di forza dei giallorossi. Veroli ha dimostrato di capire i momenti chiave delle partite, soprattutto in casa dove ha perso solo 3 partite, battendo 5 delle 6 squadre arrivate ai playoff (solo Capo d’Orlando è passata a Frosinone). PUNTI DEBOLI – La mancanza di stelle dall’enorme talento è stato un punto di forza per il gioco proposto da Ramondino, ma in ottica playoff questo potrebbe rappresentare un limite. Veroli si esprime in attacco con azioni molto manovrate e contro questa Tezenis potrebbe rappresentare un problema, considerata la difesa adottata da Ramagli nell’ultima parte di regular season. Per fisicità e atletismo Veroli non è la migliore squadra del campionato e il roster non è così profondo: per tutta la stagione i giallorossi sono stati bravissimi a far fronte a questo tirando fuori qualità umane e caratteriali fuori dal comune che saranno il punto di partenza per allungare i più possibile una stagione memorabile. I MIGLIORI – Per una squadra che ha fatto del gruppo il suo punto di forza non è facile individuare i protagonisti: gran parte del merito va a coach Ramondino, arrivato ai playoff nella sua prima esperienza da capo-allenatore, e al suo staff (Luca Ciaboco vice, Aldo Chiari preparatore fisico e mental coach). Positivi quasi tutti i giocatori, ma la palma del migliore va ad Alessandro Cittadini: non solo per le ottime cifre (10.4 punti con il 59% dal campo e 5.8 rimbalzi in quasi 27′ di media) con cui ha chiuso la regular season a 34 anni, ma soprattutto per la professionalità e la dedizione con cui si è guadagnato i gradi di leader della squadra e idolo dei tifosi alla prima stagione in Ciociaria. Per la stessa ragione, merita una nota di merito Brett Blizzard, altro “vecchietto” (33 anni) del roster laziale, tornato ad alti livelli (11.1 punti con il 47.4% da tre, secondo miglior tiratore del campionato alle spalle di Steele) dopo una stagione nelle minors americane. Infine, Jamarr Sanders: miglior realizzatore della squadra con 14.0 di media, l’americano ha avuto un ottimo impatto sul campionato italiano, riscattatando la brutta esperienza di un paio di stagioni fa in Grecia e rilanciando le proprie quotazioni nel mercato europeo. I PEGGIORI – Se non è facile individuare i migliori, parlare di insufficienze nella stagione della GZC Veroli è praticamente impossibile: tutti (società, staff tecnico e giocatori) si sono espressi secondo le aspettative o oltre. A spingersi ancora al di là dei limiti appaiono due elementi in particolare, seppur con differenti motivazioni: Giovanni Tomassini si è assunto le responsabilità del ruolo di play titolare, novità assoluta per la sua carriera senior, ma ha ancora ampi margini di miglioramento considerato il talento di cui dispone; Giovanni Carenza è stato a volte beccato dal pubblico per essere ancora discontinuo, sebbene per atteggiamento e dedizione sia stato esemplare, giocando e allenandosi duramente nonostante qualche problema fisico che ne ha condizionato il rendimento. La nota negativa, semmai, viene da questioni extra-campo, visto che il futuro del Basket Veroli è ancora incerto: il presidente Uccioli ha lanciato negli ultimi mesi accorati appelli al territorio, nel tentativo di smuovere le coscienze per salvare una società che già lo scorso anno era ad un passo dal baratro. La squadra ha dimostrato di poter centrare risultati importanti attraverso valori e principi forti: la speranza di Uccioli è vedere ripagati anche in termini economici questi sforzi e le aspettative della gente, tornata ad entusiasmarsi come ai tempi di Hines, Trinchieri e soci. IL PRECEDENTE – Se il bilancio dei precedenti è in perfetta parità (1 vittoria per parte e pari differenza canestri), Ramondino è consapevole del fatto che troverà una Verona (13 vittorie nel girone di ritorno) ben diversa da quella che ha incontrato lo scorso 17 novembre. Quella Tezenis era in fase di rodaggio, come spesso accade alle squadre di qualità, costruite in estate nel tentativo di lottare per la promozione. La GZC dominò largamente il match (anche +18 nel terzo quarto) grazie ad una straordinaria intensità difensiva che mandò in crisi la regia scaligera, limitata dai problemi di falli di Jerry Smith (appena 13′): Cittadini e Samuels furono protagonisti, al di là delle ottime cifre (27 punti e 13 rimbalzi in due), non facendo soffrire a Veroli la fisicità degli avversari.

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