Brescia investe nei primi 20 minuti, poi vive di rendita e rischia contro Trieste

di Raffaele Baldini

PALLACANESTRO TRIESTE 2004 – CENTRALE DEL LATTE BRESCIA 81-87

Pall. Trieste 2004: Coronica, Fossati 2 (1/1), Tonut 27 (4/10, 4/9), Mastrangelo 2 (1/2, 0/2), Grayson 5 (1/2, 1/3), Candussi 6 (3/5), Carra 9 (2/4, 1/6), Marini 3 (1/1, 0/1), Holloway 21 (10/17, 0/1), Prandin 6 (2/6) N.E.: Venturini, Boniciolli
Tiri Liberi: 13/23 – Rimbalzi: 37 26+11 (Holloway 17) – Assist: 12 (Prandin 3)
Centrale Latte Bs: Fernandez 14 (4/9, 1/3), Cittadini 7 (3/7), Alibegovic 14 (3/3, 1/5), Benevelli 16 (5/7, 1/3), Loschi 4 (1/3, 0/1), Tomasello, Nelson 15 (4/8, 1/1), Giammo’ 3 (0/3 da tre), Brownlee 14 (4/13, 1/6) N.E.: Bolis, Bonvicini
Tiri Liberi: 24/32 – Rimbalzi: 46 27+19 (Brownlee 13) – Assist: 14 (Nelson 5) – Cinque Falli: Cittadini

Quintetto Trieste: Grayson, Prandin, Tonut, Holloway, Candussi.

Quintetto Brescia: Fernandez, Nelson, Loschi, Brownlee, Cittadini.

Il Palatrieste stava per essere teatro dell’ennesima rimonta pazzesca di Trieste, contro una Brescia che ha alzato un po’ presto il piede dall’acceleratore; la partita comunque e’ meritatamente portata a casa dagli uomini di Diana, piu’ mentalmente pronti e precisi dalla lunetta, capaci di scavare un solco enorme a cavallo dell’intervallo.

Diverse palle perse per infrazione di passi in casa giuliana, in un ritmo generale di partita discretamente alto; Brescia accelera con tripla di Nelson sul 2-7. Time out chiamato da coach Dalmasson, piu’ per schiarire le idee ai propri uomini che per reale empasse di gioco; La Leonessa punisce ogni ritardo difensivo giuliano, passaggio lungo per i centometristi esterni e break garantito. Issiah Grayson sembra aver sciolto in terra sicula le titubanze al tiro (all’apparenza), ma sul fronte opposto la coppia coloured ospite e’ tanta sostanza: 11-16. Primo quarto strano, molto confusionario e con situazioni cestistiche trovate dalla “spazzatura”; Brescia e’ molto brava a non mollare le mani dal manubrio e a comandare perentoriamente per 18-24 con zingarata di Fernandez. Murphy Holloway comincia a mettersi in moto, 6 punti consecutivi sono il viatico ad un break di 6-2 per i padroni di casa; Juan Fernendez elargisce perle si scaltrezza cestistica, e Benevelli castiga con una tripla la sua ex squadra: nuovo +8 ospite. Tanti liberi concessi dai triestini, anche se coach Diana non puo’ dormire sonni tranquilli con un quintetto sperimentale: 28-32 a meta’ frazione. Gioco poco fluido in casa Trieste e rientri difensivi pessimi, Tonut non riesce ad entrare in partita per l’ottima difesa avversaria, e la Leonessa che produce il massimo sforzo con gite in lunetta fruttuose, per il +14. Holloway interrompe l’emorragia biancorossa ma c’e’ netto dominio ospite all’intervallo: 32-49. Sempre in ritardo la squadra di casa su ogni possesso ospite, la “garra” messa in campo a Trapani sembra completamente svanita, e Brescia controlla senza far troppa fatica: 40-58 su affondata di Cittadini. Partita che scivola via come patto di non belligeranza difensiva, con gli unici sussulti per contatti pigramente commessi a danno altrui; Leonessa in stato di grazia offensivo, da Brownlee a Alibegovic tutti segnano con o senza uomo addosso, 44-65 piu’ emblematico della storia ed entusiasmo per i tanti tifosi bianco-blu giunti nel capoluogo giuliano. “Garbage time” gia’ a fine terza frazione, 51-70. Dalmasson interpreta la partita ormai andata (?) e inserisce il secondo quintetto per far fare esperienza ai giovani (decisione discutibile); dura molto poco l’esperimento, tanto che restituisce alla partita un Tonut molto arrabbiato: due triple consecutive e 57-74. Quarto fallo di Holloway molto banale, Trieste produce l’ultimo sforzo con l’ennesima tripla di Tonut: 68-78 e time out Diana. Sul -5 e un Palatrieste in fiamme finisce il tentativo di rimonta impossibile di Trieste: vince la Leonessa per 81-87, e rilancia la squadra della Presidentessa Bragaglio ai piani alti della A2 Gold. Per Trieste, onorevole sconfitta condita da tanto orgoglio nell’ultima frazione, per gli applausi dei 3000 presenti.

Fotogallery a cura di Dario Cechet

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