Napoli respira e vince allo scadere su Veroli: sarà successo scaccia crisi?

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IL COMMENTO (a cura di Claudio Russo) Premessa: le prime azioni del secondo tempo sono da mani nei capelli. Sono anche le prime che sono riuscito a vedere, dopotutto. Prima sorpresa? Il minutaggio di Sylvere Bryan, finalmente rilevante. Dopodiché, passiamo alla partita: Tim Black alza quello che sembra un alley-oop. Ricordate quello tra Ellis e Trepagnier in Napoli-Treviso di Eurolega? Bene, dimenticatelo. La palla finisce miseramente fuori. La prima di Massimo Bianchi da head coach della Expert Napoli non é l’ideale: nel secondo tempo la squadra sembra non aver fiducia, alcune azioni diventano assoli personali inconcludenti. Ma non tutto è da buttare, anzi: Montano, finalmente, ha potuto giocare con tranquillità senza un allenatore che lo togliesse al primo errore. Non si vede molto Brkic, non si vede almeno offensivamente Tim Black (da qui la buona prestazione di Montano) ma c’è la reazione di Weaver che, dopo qualche problema nel primo tempo, decide improvvisamente di giocare. E poi? Poi c’è il cuore di Malaventura, scaraventato assieme agli 11 punti (tre triple consecutive) che valgono il 62-53. Fa venire dei dubbi la gestione in cabina di regia, perché Montano fino a 1’50” dal termine resta seduto in panchina quando Black, in campo, alterna più ombre che luci (e infatti Veroli torna in parità). Alla fine, però, contava la vittoria. Più della prestazione, sicuramente. Per Napoli va già bene così. Si può guardare al futuro con un po’ di fiducia in più. Match in archivio, con Veroli alle spalle l’Azzurro si prepara per una parte di calendario in cui, vedi impegni precedenti (e deludenti), si può fare e si può dare di più: tra sette giorni a Imola, ma stavolta con El Diablo Vincenzo Esposito sul campo, il PalaBarbuto dovrà essere il fattore per lanciare e rilanciare la causa della Bianchi-band contro Biella e Trapani, quattro punti strategici, anche per guardare con serenità alla trasferta non facile di Casale Monferrato, parquet rognoso per tutte, Trento in testa. Per i ciociari invece si prospetta un momento caldissimo, e pieno di sfide intriganti con avversarie in forma: non tanto Trapani, che in trasferta rende molto meno che tra le mura del PalaIlio, i veri test per una GZC d’alta classifica saranno le due trasferte di Brescia (il 2 febbraio) e di Trento (l’8 febbraio), con tanto di impegno settimanale interno, la ciliegina sulla torta è la Junior di Giulio Griccioli. SUONI E VOCI DEL MATCH (a cura di Federico TV)  LA CRONACA (a cura di Davide Uccella) Per vincere sul campo della grande delusa del campionato, fresca di cambio di allenatore, e con tutti chiamati a mostrare la faccia davanti, a Veroli servirà comunque un’impresa. La GZC si è sempre caratterizzata come un sistema, preciso, coerente, neanche Biella sette giorni fa ha avuto scampo, ma ha sempre sofferto l’effetto testa-coda, arrivando spesso al colpo di reni con avversari feriti, apparentemente in crisi, e per questo sostenuti da un fattore potenzialmente devastante, il suo nome è rabbia agonistica. In questa cornice calda a metà (e animata anche da una cinquantina di supporters verolani) potrebbe allora scottare e tanto un’assenza come quella di Brett Blizzard: il cecchino ex Jesi, Siena e Virtus, giocatore di assoluto equilibrio nel meccanismo svizzero di Ramondino, tanto come esterno quanto come portatore di palla, ha effettuato regolarmente il riscaldamento, ma è dolorante alla caviglia da giovedì scorso, e il suo impiego, almeno per gli starting five, non è previsto. D’altra parte vincere al PalaBarbuto – soprattutto senza, o con l’italo-americano a mezzo servizio – potrebbe significare per Veroli uno storico primato in caso di concomitante sconfitta di Trento a Brescia, e un primato che varrebbe doppio, confermando l’inimmaginabile lunghezza del roster ciociaro. Da una parte e dall’altra tutta la percezione che la posta è alta, ai giallo-rossi servirà giocare sull’equilibrio degli avversari, cercare di chiudere l’area, difendere il più possibile a difesa schierata, evitare i tiri comodi dalla lunga (mortiferi con Ceron e Malaventura), quindi contenere le transizioni e gli uno contro uno (più del 60% da due punti, più di 23 liberi nelle partite vinte da Napoli). Insomma abbassare il ritmo, e provare anche quintetti diversi per sorprendere l’Azzurro, si comincia con Tomassini, Sanders, Casella, Samuels e Cittadini. Per la Expert, rigorosamente al completo, e in linea con il Bianchi- pensiero della conferenza stampa di ieri, sarà necessario giocare su più possessi, difendere meglio (magari ripescando quella zona intensa e reattiva che all’andata mise in crisi i ciociari). Mettere i giocatori nelle condizioni di esprimersi al meglio, capacità di muoversi in assenza di giochi, trovare anche leaders che tolgano il bandolo dalla matassa, i campani si giocano la prima di 15 finali, ed esordiscono schierando Black, Valentini, Weaver, Allegretti e Bryan: quintetto atipico alla primissima di Massimo Bianchi, senza uno tra Brkic, Ceron e Malaventura. Prima contesa pro Veroli, gli aiuti costringono Cittadini al tiro dalla media sotto misura, risponde Black in transizione, a tutta velocità; peccato però che uno dei rischi di giornata, le cecchinate di Casella, si confermino al primo tentativo dell’ex Cantù, bravo a punire la difesa a uomo che stavolta salta. Napoli cerca il più possibile attacchi rapidi e in contropiede per impedire i rientri difensivi degli ospiti , Weaver ne dà un saggio per il 4-3, poi rifinito dal fallo subito da Jac Valentini, in risposta alla tripla (stavolta forzata) di Andrea Casella; la lotta a rimbalzo è per il momento equilibrata, ma a corto giro è sempre Casella che restituisce il favore al n.8 partenopeo. La Expert aiuta, raddoppia e ruota con fluidità, cerca di sporcare le linee di passaggio, Bryan nel body-check eccelle, Veroli però ricorre alla zona, e in attacco arriva la seconda palla persa del match (4-3 a 7’24”), e Weaver poco dopo forza nel suo primo tentativo dalla lunga. Sempre in difesa, Napoli non rifiuta mai i mis-match, stavolta però ad averne buon pro è Samuels, che prima sfrutta l’altezza per il comodo jumper del controsorpasso, poi sfida il buonissimo raddoppio con Bryan protagonista. Ramondino comunque non è convinto della regia di Tomassini (già a due falli tra l’altro), al suo posto allora l’eterno Marco Rossi, Weaver nel frattempo trova la seconda iniziativa personale in uno contro uno, quindi Bryan (che nelle retrovie cambia alla perfezione), piazza lo schiaccione dell’8-7. Mai problemi a rimbalzo, ancora qualche pecca in transizione, Veroli resta a contatto con la furbata di Casella che sfrutta l’alto – basso di Sanders, è ancora del n.14 ospite lo schiaccione in contropiede che permette il -1; Bryan con il semigancio riavvicina, ma Weaver a tu per tu con il canestro non trova la tabella in controtempo, e nel rientro Black è in ritardo e paga con l’antisportivo. Protagonista? Ancora Casella, che piazza il 2/2, ed è già in odore di oppia cifra. Bianchi chiede più fosforo con Malaventura al posto di Valentini, ed entra anche Montano al posto di un Black rovente, ma Cittadini firma un altro passo del mini allungo ospite grazie al pick n’roll dinamico, in transizione, e Weaver affretta i tempi dall’arco che non lo ama. Altra ronde di cambi (Brkic e Ceron per la Expert, Carenza per Cittadini), Bryan resta in campo, e finalmente piazza un pick n’roll di qualità con Montano, salvo poi pagare scotto sul cambio del pick n’roll avversaeio, a beneficiarne Rossi con un 2+1 di sostanza e di esperienza (12-18 a 1’51”). Press defense allora per Veroli, che cerca di ingabbiare Napoli e la partita, Montano rischia grosso, poi forza contro la 3-2, Malaventura però salva, ma mancano le spaziature, e anche lui spara a salve dall’angolo. Anche in transizione il canestro è stregato, forse cercato troppo in fretta, anche Napoli allora ricorre alla zona 2-3 per l’ultimo giro di lancette, ne nascono due buone difese, e la tripla del giovane ex Biancoblù, 14-18 al primo riposo. Napoli con 0/4 da 3, 38% dal campo (7/18), poco meglio gli ospiti al 45%. In campo Blizzard per l’apertura di secondo parziale, a sostegno di Rossi, nessuna variazione in casa azzurra. Primo possesso Expert, Ceron cerca il pick n’roll con Brkic, sfondo del n.55. Napoli torna a uomo, Veroli però spazia bene e ribalta, Rossi è solo per appoggiare dalla linea di fondo; ancora Ceron a forzare dall lunga, è il penetra e scarica di Rossi a mettere in difficoltà Napoli, ma il problema è anche offensivo, con la seconda tripla fuori misura di Ceron; per fortuna Carenza non incide quando avrebbe potuto piazzare quattro punti scappa partita, Ramondino però vede un contatto che ferma Rossi a centro area, quindi lo richiama per Joshua Giammò, youth face-to-face in regia. Uomo anche per Veroli , l’attacco non convince, e anche se il tiro da tre di Montano totalmente a freddo va a segno, è la terna a dire di no complice la sirena. Non si può dire di no però alla tripla di Brkic, in punta, solo, una prova che se non è di leadrship è almeno di coraggio per lui, Sanders però frena subito gli entusiasmi battendo sempre dalla media Allegretti. Notizia sponda USA che non convince invece è quella di Samuels già a due falli, doppio pivot quindi con Cittadini e Carenza, Napoli continua a tirare tanto e troppo con Montano e Malaventura, ma anche in transizione si incarta con il portatore di palla, senza scaricare per uno o due tiratori pronti stavolta sì a tirare, ma senza fretta. C’è un problema profondo, anche di regia per gli azzurri, rientra così Tim Black, intanto il duello Cittadini – Brkic è già a fior di pelle (siamo al doppio fallo), i caratteri li conosciamo, altro accoppiamento è Sanders – Weaver, con Veroli che cerca di sfruttare la sua duttilità, ma anche di alzare il quintetto con Casella al posto di Giammò (Blizzard in regia). Intanto l’agonia perimetrale per gli azzurri continua (17-22 a 5’12”), dall’altra parte scalda anche la mano anche Blizzard, e Veroli arriva al massimo vantaggio, anche se con i due americani a due falli, quintetto tutto italiano con Rossi. Weaver cerca i punti con il carattere, i falli e i liberi, ma è 1/2 per l’ex OKC, il tagliafuori torna a impensierire con il rimbalzo offensivo di Carenza e l’avventura nel pitturato in mis-match di Casella. Si datica a trovare i due punti, Weaver in velocità si scoordina, poi appoggia in tap-in, ma poco dopo perde di nuovo le briglia, e dopo il tiro dalla media in prateria di Cittadini, in mezza transizione, Blizzard potrebbe piazzare il +11. Ferro scheggiato , ma è solo questione di tempo, con Veroli a fare l’andatura, e Carenza che in velocità inchioda il primo vantaggio in doppia cifra: 20-30 con 3′ netti, time-out Bianchi. Nuova scelta di press defense per Veroli, il successo GZC è attenuato dalla monotonia dall’arco di una Napoli prevedibile, che trova il canestro solo dalla lunetta – ultima gita per Brkic – , ma c’è tutto nel quintetto alto con Cittadini, Casella e Carenza – con utili extra-possessi – e in un Blizzard che tira a modiche dose, modicissime, intanto esorcizza l’infortunio battendo in penetrazione Black, quindi si fa trovare pronto, sotto canestro, piazzando l’appoggio del -10, con un rientro difensivo impalpabile. Ultimi 33”7”’ per Ondo Mengue e Giammò, in una Veroli con soli 4 falli nel quarto, solo alla fine arriva un penetra e scarica vero, con Black a farsi raddoppiare, lo spiraglio c’è per Weaver, che da tre stavolta crivella, 27-34 alla pausa lunga. Stats Point: NAP 2/13 t3 (15%), Weaver 3 palle perse; VER Casella 15 con 6/11 dal campo, 1/10 t3 (10%), 15/32 dal campo (47%). Starting five per Veroli, scelta identica per Napoli, Samuels batte Weaver ma sul cambio Cittadini non riceve, recupera la Expert con Valentini che però forza sulle tacche contro Tomassini. Primo minuti di autentico anti-basket, con l’air-ball di Samuels e la stoppata subita da Black in sospensione, TJ conferma la sua crisi facendosi poi battere da Tomassini, con 3° fallo, ci metterà una pezza l’omologo di Cittadini. Due minuti, e nulla di fatto, con Veroli che sparacchia, Allegretti finalmente rompe il ghiaccio, naturalmente dalla distanza, ma come d’incanto si sblocca anche Samuels dal pick n’roll dinamico, tenendo poi in difesa con Black che non batte neanche il 4/5 coloured della GZC, poi improvvisa l’alley-oop per Bryan, ma perdendo palla. Nel frattempo anche Sanders prova a macinare gioco, guadagnandosi la lunetta con 2/2, Montano rientra ma a stento tiene palla, poi sul pick n’roll Bryan non elude il raddoppio, e improvvisa un appoggio che non vede il ferro; sponda opposta, è Samuels a viaggiare in luinetta, Veroli fa quello che spetterebbe a Napoli, attaccando nei primi 10”, cercare l’area, guardarsi tra compagni in contropiede, fare ciò che fa Montano, prendendosi il 3° fallo antisportivo di Casella, a punti fatti l’ago della bilancia del match. 2/2 del play, fortunatamente irriconoscibile rispetto alle paure e ai timori di qualche mese fa (proprio l’andata a Veroli insegna), siamo sul -7 a 5’22” (32-29), ma non è un caso che sia lui il terminale in piroetta (stavolta a salve), poi recupera in difesa su Tomassini, è lui il cuore del break che con la transizione stavolta ragionata di Weaver, riporta Napoli a -3, time out Ramondino. Nessun cambio sullo scacchiere, stavolta l’ex play di Pesaro e Ferentino si prende il fallo di Montano, poi sul tiro sotto misura di Cittadini è ancora rimbalzo offensivo , la circolazione è perfetta in alto basso con l’extra pass di Samuels per Casella, solo rete. Napoli risponde subito con Valentini a sevire Allegretti per l’appoggio facile, meno brillante la difesa in mis-match di Jac, che sale a tre falli, Weaver non risponde, troppo intermittente, intanto è il turno di Ceron sul parquet: l’idea è un quintetto basso con Weaver da 4. E l’idea funziona: la posizione di KD è più giusta con il semigancio del -3, la possibilità del contatto è data dal 3° di Sanders, ma viene concretizzata a metà da Bryan in lunetta. 41-43, 2’13”, fuori Casella e Samuels per Veroli, con ritorno al doppio pivot, fuori Bryan per Brkic (fino ad ora per lui solo 12′), l’intuizione dello spread-offense di Bianchi è confermata dalla difesa meno remissiva (anche se comunque da bonus), e dal contropiede ancora fruttuoso, a chiudere è il capitano per il vantaggio. La GZC prova a reagire con le individualità e sfruttando la minore fisicità di Napoli, Sanders (1/2) e il Citta (2/2, altro però il canestro rispetto a quel del mitico 87 pari), Weaver però nel finale di quarto è molto più presente in difesa, e di carattere piazza l’appoggio della parità, l’ultimo possesso è della Expert grazie a un prontissimo Montano, poi il Mala pasticcia in una situazione poteva anche non spettargli. 46-46, maxi supplementare al PalaBarbuto. Stats: NAP 29 rimb con Bryan a 12 (< > 26 VER), più palle perse per NAP con 14-12 (Weaver 5), solo 8/10 dalla lunetta, ma tre triple (una solo di VER con Casella). Nessun cambio di pedine, è l’altro giovane di casa Napoli che in isolamento si procura il +2, subito però bacchettano gli ospiti con Sanders , da tre, eppure Ceron non molla, ancora da solo, il lay-up è di quelli che scotta, poi difende alla grande nel mis-match su Cittadini facendogli perdere la maniglia. Cambio in regia con Black al posto di Montano, +1 con 8’14”, imperiale davvero il lagunare, siglando il 2/2 dalla linea di carità con annesso 4° fallo di Sanders: è proprio lui ad uscire, riaprendo le porte a Casella, intanto il mancato aiuto su Rossi porta l’ex Sant’Antimo a un facile jumper ospite. TJ continua a non incidere, di tutt’altro tenore Capitan Futuro, che con ben 6’40” da giocare porta Veroli a un passo dal bonus, ma altro elemento sotto-tono è Brkic, spesso però impiegato da lungo, e in difesa battuto da Samuels per l’appoggio del nuovo +2 dei visitors ciociari. Questione di tempo grazie alla tripla del Mala, figlia di un pick n’pop finito male con Brkic, la mano del capitano si riscalda, diventa anzi rovente, e in mezza transizione scalda il pubblico, +4 a 5’07”, 0 falli Azzurro, time-out Ramondino. Niente ritocchi in campo, salvo Napoli senza Weaver (al suo posto Allegretti), arriva sul contatto con Cittadini il 4° di Brkic: l’ex Brescia viene sotituto da Bryan, intanto croce e delizia della performance odierna si compie a strettissimo giro. Infatti Black recupera su Rossi ma si fa stoppare, Malaventura raccoglie però la sfera, un’altra tripla a marcare il match, ma non basta. Recupero difensivo, un altro di Black, il jumper – ovviamente del capitano – è di perfetta pulizia stilistica. Ci fermiamo? Ancora no. Veroli è in panne, nonostante i due canestri sotterranei di Casella e Sanders , Ceron si accoda e in penetrazione allunga per il nuovo +7. Tre minuti sporchi per provare a strappare i due punti, rientra Weaver, ma ritorna la confusione in attacco per Napoli che disfa la tela tessuta poco fa, con Malaventura totalmente scomposto, e il ritorno ai canestri in 10” pro Veroli, l’ultimo firmato da Casella lasciato solo da Ceron sul rimbalzo offensivo. Il bonus allora potrebbe essere un toccasana, ma Bryan vanifica con 0/2 , e sul pick n’roll alto Rossi riapre i giochi. 64-62, 1’50”, Black saluta il match con il fallo in contropiede su Blizzard, rientra quindi Montano, finalmente: le idee latitano comunque, ma oggi c’è un capitano on fire, suo il tiro in sospensione in totale squilibrio, e un Montano davvero coraggioso. Il cronometro intanto scorre, siamo all’ultimo giro di lancette, Weaver in difesa tiene il crossover di Samuels, costringendolo ad un passaggio a fil di sirena per Rossi, che stavolta forza. A seguire ci sarebbe la gita in lunetta in Bryan , ma è ancora 0/2, per fortuna che proprio il centro riesce a compensare sporcando la linea di passaggio avversaria, ne nasce un possesso che difeso con le unghie e con i denti da Ceron a rimbalzo offensivo, frutta il fallo su Malaventura dopo il time-out chiamato da Bianchi: sarebbero i personali della chiusura, ancora 0/2, siamo in media vittorie, eppure è destino che il match prenda la direzione di Napoli con un altro fallo, ancora a rimbalzo offensivo, stavolta su Weaver. 6” scarsi, è lucida l’ala ex Charleroi per il 2/2 del +4, il ventello è suo. C’è come prevedibile il contro time-out di Ramondino, si converge su Rossi, ma il raddoppio è efficace, anche Ceron dalla lunetta, si chiude sul 69-64. Napoli sospira, e finalmente respira. EXPERT NAPOLI – GZC VEROLI 69-64 (PARZIALI: 14-18; 27-34; 46-46) NAPOLI: Malaventura 16, Allegretti 5, Valentini 2, Black 2, Montano 6, Bryan 7, Izzo, Weaver 20, Brkic 5, Ceron 8. All.: Bianchi. VEROLI: Sanders 12, Cittadini 6, Rossi 10, Tomassini, Giammò, Samuels 8, Blizzard 6, Casella 22, Carenza, Ondo Mengue. All.: Ramondino.  

Fotogallery a cura di Vincenzo Artiano & Pierfrancesco Accardo