Napoli si gode un super Mayo e fa faville, Ferrara asfaltata dalla GeVi

L’ex Varese archivia un girone d’andata difficile con una prova sublime, Napoli sfoggia una super difesa nel big match di giornata. Ferrara non trova il Panni dell’andata e il solito Pacher, un crollo a Fuorigrotta del Kleb dopo un buon avvio.

di Davide Uccella

L’ex Varese archivia un girone d’andata difficile con una prova sublime, Napoli sfoggia una super difesa nel big match di giornata. Ferrara non trova il Panni dell’andata e il solito Pacher, un crollo a Fuorigrotta del Kleb dopo un buon avvio.

GeVi Napoli – Top Secret Ferrara 91-63 (15-20, 31-15, 22-15, 23-13)

GeVi Napoli: Josh Mayo 21 (1/2, 5/9), Pierpaolo Marini 14 (3/7, 1/4), Eric Lombardi 12 (2/3, 2/4), Lorenzo Uglietti 10 (5/7, 0/1), Jordan Parks 9 (3/6, 0/2), Andrea Zerini 8 (4/5, 0/1), Diego monaldi 7 (0/1, 2/7), Antonio Iannuzzi 7 (2/4, 0/0), Daniele Sandri 3 (1/1, 0/2), Flavio Cannavina 0 (0/0, 0/0), Amar Klacar 0 (0/0, 0/0), Claudio angelo Aldi 0 (0/0, 0/0)
Tiri liberi: 19 / 30 – Rimbalzi: 36 13 + 23 (Jordan Parks 10) – Assist: 13 (Lorenzo Uglietti 6)

Top Secret Ferrara: Alessandro Panni 12 (2/3, 2/5), Kenny Hasbrouck 10 (2/4, 2/9), Federico Zampini 8 (4/5, 0/1), A.j. Pacher 7 (2/7, 0/2), Tommaso Fantoni 7 (2/6, 0/0), Patrick Baldassarre 6 (3/4, 0/3), Niccolò Filoni 5 (1/1, 1/1), Luca Vencato 4 (1/6, 0/2), Pietro Ugolini 4 (2/3, 0/1), Nicolò Dellosto 0 (0/0, 0/0)
Tiri liberi: 10 / 12 – Rimbalzi: 31 10 + 21 (A.j. Pacher 9) – Assist: 11 (Luca Vencato 4)

Ferrara in campo con Panni e Vencato insieme, Hasbrouck schierato da tre, quindi Pacher e Fantoni. Napoli risponde con uno starting five classico Monaldi, Marini, Lombardi, Parks e Zerini.

Le premesse in stile playoff trovano subito sponda nella stoppata di Zerini su Fantoni in appoggio, ma la Top Secret esce meglio dai blocchi con la bestia nera Panni già in vena e un Fantoni stavolta servito alla perfezione. Ospiti che allungano sull’1-7 con Panni in appoggio tutto solo, Napoli lavora soprattutto in uno contro uno e si guadagna gite in lunetta con Marini e Parks, ma la circolazione azzurra latita, e il primo canestro dal campo arriva solo a 6’29” dalla prima pausa con Zerini. Si battaglia molto sotto, GeVi che resta meno bella pur riuscendo a ricucire con il 4-0 sull’asse Parks-Lombardi, ancora una distrazione difensiva cede la scena ad Hasbrouck e a un nuovo contropiede facile per Ferrara (8-13). Spazio anche per Filoni che non delude da 3, stavolta sembra fuga vera, ma nonostante i palleggi infiniti di Mayo Zerini lotta sotto come un leone, Parks tutto solo confeziona una magia in palleggio, e nonostante l’estrema duttilità di Pacher e Baldassarre, Napoli cerca di invertire le pessime percentuali con la prima tripla di serata firmata Lombardi. Ultimi secondi con Fantoni che si mangia un canestro fatto, 15-20 Ferrara al 10′.

Seconda frazione con Filoni sul parquet al posto di Panni, in campo per Napoli Iannuzzi che entra e fa subito male, ma Ferrara disturba parecchio a rimbalzo con Pacher e coglie altri due punti di carattere. Sul 17-22 però Sacripanti piazza le scelte vincenti: dentro Uglietti per Lombardi con Parks da “4” e senza far uscire Mayo, che dopo un avvio in sordina si sblocca con la tripla piedi a posto. Zampini dall’altra parte punisce un mancato aiuto, ma l’inerzia inizia a spostarsi con il contropiede e schiaccione di Parks. Fantoni oppone resistenza a modo suo con un gancio old-style ma le maglie di Ferrara si allargano complice anche il bonus: un’occasione che Mayo non si fa scappare con mano rovente, sue le due bombe di fila che lanciano Napoli al primo vantaggio (28-26 a 6’09” dall’intervallo), costringendo Leka al time-out. La Top Secret paga alcune amnesie di Hasbrouck, anche se la difesa di Napoli ha i suoi meriti, con un’intensità che rende il pitturato azzurro off-limits. E il break non si ferma, complice un Uglietti magistrale e bravo a innescare transizioni a valanga (36-29). A 3’29” nuovo time-out di Leka, Baldassarre e Vencato accennano a una reazione ma Uglietti è incontenibile, nel frattempo si sblocca anche Marini e Zerini pesca Sandri tutto solo, prima di insegnare a tutti il tagliafuori che vale il 46-35 del 20′.

L’intervallo non raffredda la mano degli azzurri: Mayo illumina Zerini, Lombardi piazza una linea di fondo extra-lusso, Hasbrouck crivella da tre ma senza ritmo, iniziando una lunga sequela di forzature dall’arco. Dall’arco invece Mayo non sbaglia mai (54-41), Parks presidia i tabelloni e stoppa Fantoni, Napoli è una spanna sopra atleticamente, con tante gire in lunetta ben sfruttate da Mayo e Marini. Napoli vola e tocca il +19 (60-41 a 4’35”), Leka forse stravolge tardi il back-court con Filoni e Zampini per Panni e Vencato, il mini-break post-cambi di 4-0 è solo un fuoco di paglia che non argina la fame di Napoli. Una fame difensiva, con Ferrara che resta lontana da canestro e vede zero varchi per aprirsi il campo, ma anche offensiva, con Marini che dà spettacolo col jumper a riccio poi smista un bell’assist a Lombardi che fa male dall’arco. Ci si mette anche il nervosismo, con l’antisportivo di Filoni ben sfruttato da Marini, Hasbrouck si fa rivedere da tre ma dopo tanti troppi errori, Panni in sospensione ferma il punteggio sul 68-50 Napoli al 30′.

Ultima frazione di puro garbage time, anche se l’intensità è tutt’altro che fuori dal parquet, con picchi di nervosismo soprattutto sponda Ferrara. Ma gli antisportivi in serie non fanno altro che spianare la strada a Napoli: la GeVi raggiunge percentuali celestiali dall’arco, senza contare che dopo le bombe di Marini e Monaldi Uglietti offre un’altra perla per il +28. Dall’altra parte Pacher gioca solo d’orgoglio, Mayo intanto firma la quinta tripla, cui fa eco un sontuoso 2+1 di Monaldi. A 4’18” è addirittura +31 per la Gevi, ma Mayo non si accontenta e dalla lunetta sfonda quota 20, quindi altri liberi a grappoli capitalizzati da Iannuzzi e Sandri. Il margine lievita addirittura a 35 lunghezze, e potrebbe restare tale se non calassero le percentuali degli azzurri dalla lunetta. Lievita intanto la tensione in campo e tra le panchine, con il doppio tecnico ai coach e un altro antisportivo, fischiato stavolta a Ugolini: è l’ultima stecca di un Kleb nemesi di quanto visto negli ultimi tempi, letteralmente asfaltato a Fuorigrotta con un eloquente 91-63.

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