Bari, la Liomatic ospita la capolista Agrigento

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Dopo due match consecutivi (contro Recanati e Roseto) con oltre cento punti subiti e un divario superiore ai cinquanta punti, al PalaIzzo è tutto pronto per ospitare, nel più classico dei testa-coda, la neocapolista Moncada Agrigento, nell’anticipo di mercoledì 29 gennaio valido per la quarta giornata del girone di ritorno.

Quella che troverà di fronte la compagine di coach Raho è una squadra in grandissima forma, che ha conquistato la vetta della classifica di Legadue Silver battendo negli ultimissimi secondi il Basket Nord Barese e approfittando della contemporanea sconfitta di Ferrara a Omegna (per gli estensi si tratta del terzo passo falso nelle ultime cinque gare).

Ad Agrigento devono aver tenuto a mente il detto “squadra che vince non si cambia”, e dopo i buoni risultati ottenuti nelle ultime due stagioni, quest’estate il ds Mayer ha affidato al confermato coach Ciani un organico con pochissimi volti nuovi, scegliendo piuttosto di puntare sull’esperienza e sul feeling instauratosi tra i riconfermati.

A dirigere l’orchestra agrigentina è uno dei pochi nuovi arrivi, il talentuosissimo play Alessandro Piazza, arrivato in Sicilia dopo una stagione scorsa passata tra Bologna (Eagles) e Reggio Calabria (Viola): non un gigante, dall’alto dei suoi 174 centimetri, ma estremamente rapido e in grado di mettere in crisi qualsiasi difesa con le sue ripartenze. A riprova del suo talento, vanno ricordate le presenze di Piazza con la canotta della Fortitudo in A1 e un paio di apparizioni in Eurolega. La grande pericolosità del piccolo play bolognese è rappresentata anche dal secondo posto in assoluto nella speciale classifica degli assist (92 in totale, con 5,1 assist di media a partita) e dal primo in quella delle palle recuperate (58 in questa stagione: distaccatissimi tutti gli altri). Oltre ai numeri già visti, per lui quest’anno 27,8 minuti, 8,8 punti e 4,2 rimbalzi di media a partita, col 34,4% da due, il 28,6% da tre e l’81,8% dalla lunetta.

A far rifiatare Piazza ci pensa Giuseppe Anello: il play palermitano, uno dei senatori della squadra con le sue otto stagioni ad Agrigento, fa segnare quasi 11 minuti, 2,4 punti, 1,2 assist e 1,6 rimbalzi a partita, con il 39,1% da due, il 21,7% da tre e il 78,6% dai liberi.

Nell’organico della Moncada c’è un vero cecchino: si tratta di Kwame Vaughn, combo guard californiana classe ’90, in arrivo dal college di Fullerton con cui si era messo in luce mettendo a referto 18,4 punti in quasi 35 minuti di media e che si è subito inserito negli schemi della squadra, risultando uno dei migliori realizzatori di tutta la categoria (occupa il secondo posto di questa speciale classifica dietro Mike James, con 381 punti fin qui e 21,2 di media). La guardia statunitense si dimostra infatti implacabile dal campo, col 45,4% da due, ma soprattutto un 42,5% da tre e un 90,4% in 32,8 minuti (oltre a 4,6 rimbalzi e 1,6 assist) che lo portano sul podio nelle classifiche dei tiri dalla lunetta e dai 6,75 m e lo rendono uno dei giocatori più pericolosi al tiro della compagine siciliana.

Per una guardia appena arrivata ad Agrigento, ce n’è invece un’altra che ormai è alla sua terza stagione nella Valle dei Templi: si tratta di Vincenzo Di Viccaro, classe ’84. Per la guardia di Anzio, reduce da una stagione 2012/2013 ottima in termini realizzativi col 40% dalla lunga distanza, fin qui per lui 16 minuti e 6,3 punti di media, col 54,5% da due, il 32,1% da tre e l’84,6% dalla lunetta, numeri che lo rendono una delle mani più “calde” nell’organico agrigentino.

L’ultimo tassello a disposizione di Franco Ciani per completare il reparto guardie è Andrea Portannese: il play-guardia classe ’93, arrivato ad Agrigento dopo un’esperienza con la canotta del Basket Empedocle culminata con la promozione in DNC. Per lui, quest’anno,  qualche apparizione appena.

Anche il reparto ali è costituito da atleti già di stanza ad Agrigento nelle scorse stagioni. Partiamo da una vecchia conoscenza del pubblico barese, quel Fabio Mian che due anni fa giocò proprio nel capoluogo pugliese. Per l’ala friulana classe ’92 quella barese fu la prima vera esperienza per accumulare minuti in un campionato tosto come l’ex DNA, e seppur non partisse nello starting five fece capire quali fossero i suoi numeri. La stagione scorsa, la prima passata in Sicilia, ha visto la sua maturazione e una sua più frequente presenza nel quintetto base, fino a renderlo uno dei pilastri di questa Moncada. Per lui quest’anno 29,7 minuti, 14,1 punti, 2,6 assist, 1,4 rimbalzi, con il 46,7% da due, il 31,9% da tre e il 74% dalla lunetta.

Un altro tassello importante a disposizione di coach Ciani è Albano Chiarastella: anche l’ala italo-argentina è di casa ad Agrigento, essendo alla sua terza stagione in biancoblu. Nell’ultima stagione ha trascorso ai box i primi due mesi per infortunio, salvo poi riprendere il suo posto sul parquet. Fin qui per lui in questa stagione 28,3 minuti, 8,2 punti, 5,7 rimbalzi e 1,2 assist di media a partita, col 58,3% dalla media distanza, il 29,4% dalla lunga e il 65% dalla lunetta.

Completa il reparto esterni un altro veterano del PalaEmpedocle, Michele Giovanatto: per l’ala friulana, alla sesta stagione con la canotta della Moncada, 10,3 minuti, 2,1 punti e 1,6 rimbalzi ad uscita, con percentuali del 42,1% da due, del 23,8% da tre e dell’87,5% dalla lunetta.

Sotto canestro coach Cioni può contare sulla fisicità di Manuele Mocavero, pivot leccese classe ’80 arrivato quest’estate alla corte del patron Moncada dopo quattro anni trascorsi con la canotta della Sigma Barcellona (con cui ha conquistato una promozione in Legadue nella stagione 2009/2010). Non solo chili e centimetri (203 cm per 106 kg) per il centro pugliese: anche tanta esperienza e una buona mano,con 13,4 punti e 6,4 rimbalzi in 28,6 minuti di media a partita, e un lusinghiero 63,3% da due (che ne fa il miglior realizzatore agrigentino dalla media distanza), un 25,8% da tre e un 66,1% dalla linea dei liberi. Sarà interessante il confronto sotto canestro coi due lunghi baresi, Infante e Zaharie, ormai gli unici due alfieri dell’organico cussino e reduci da buone prestazioni personali nonostante l’annata sciagurata della Liomatic.

All’ombra di Mocavero ha modo di continuare a crescere, dopo i buoni risultati già messi in luce nella scorsa stagione, l’altro pivot dei siciliani, Rino De Laurentiis: il classe ’92, fin qui impiegato per una decina di minuti a partita, ha messo a referto 3 punti e quasi 3 rimbalzi a uscita, con ottime percentuali dal campo (50% da due e 63,6% dalla lunetta).

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