Stagione 2020/2021: “What’s my destiny” Unieuro Forlì?

Stagione 2020/2021: “What’s my destiny” Unieuro Forlì?

di Simone Santolini

Una pre-season ricca di incognite quella del basket italico e della PF2.015 esattamente come le parole con cui Giorgio Vanni, nella sigla di un noto cartone animato giapponese, si interroga sul destino del protagonista di quel manga. E se, per una volta, l’obiettivo apertamente dichiarato dalla società è la caccia al “colpo grosso” che rappresenterebbe la conquista della massima serie, quale antidoto migliore alle tante incognite portate in dote dalla pandemia da Covid-19 (data di inizio del campionato, numero di squadre iscritte, composizione dei gironi, presenza degli spettatori nei palazzetti) che la costruzione di un roster, a prescindere, decisamente ambizioso? Se, infatti, alle conferme di alcuni degli uomini migliori della stagione chiusa anzitempo causa pandemia (Giachetti, Bruttini, Campori, Rush) aggiungiamo due graditissimi cavalli di ritorno perchè, si sa, “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano” che rispondono ai nomi di Nicola Natali e Terrence Roderick si capisce immediatamente che la voglia di serie A del presidente Giancarlo Nicosanti, ingolosito e lusingato anche dalla proposta di ripescaggio in A1, non è solo facciata ma decisamente concreta.

La squadra
Confermatissimo nel doppio ruolo di capitano e sesto uomo extra-lusso è Jacopo Giachetti, che verrà chiamato a dare minuti di qualità in uscita dalla panchina per far rifiatare quello che sarà il play titolare, il nuovo arrivato Yancarlos Rodriguez. Il ragazzo del ’94, nativo della Repubblica Dominicana ma naturalizzato italiano, è reduce da una buona annata vissuta a Roseto, e nell’intento di gm e coach dovrà essere il complemento perfetto di Giachetti, dalla cui esperienza potrà trarre sicuramente giovamento così da compiere un ulteriore salto di qualità.
Da Latina ma prodotto del vivaio Reyer Venezia, arriva Riccardo Bolpin, giovane esterno classe ’97, reduce da due buone stagioni vissute rispettivamente a Pistoia in A1 (4,6 punti di media in 16 minuti di impiego in 29 partite) e nella città pontina, dove ha prodotto 9 punti, 2,5 assist ed il 44% da tre in 24’ ad allacciata. Giocatore duttile potendo occupare gli spot dall’ “1 ” al “3” , metterà a disposizione la sua versatilità ed un buon tiro dalla lunga, assai importante nello scacchiere tattico di coach Dell’Agnello, in uscita dalla panchina. Chiudono le rotazioni degli esterni l’enfant-du-pays Luca Campori, che si è guadagnato la conferma con solide prestazioni difensive ed ora è chiamato a dimostrare di meritare l’A2 anche nella metà campo offensiva, ed Erik Rush. L’esterno americano, nativo di San Josè ma nazionale svedese, si è meritato una nuova chiamata da parte di Dell’Agnello con la solidità e la concretezza messa in ogni sua prestazione e pur non essendo propriamente uno scorer o un habituè degli higlights. Altro innesto che ha accettato di scendere di categoria abbracciando il progetto-Forlì è Aristide Landi, in uscita da Pistoia, potrà essere schierato dal coach mercuriale indifferentemente da “4” o da “5” sfruttandone sia la taglia fisica che il tiro da fuori. A fargli compagnia nel pitturato un altro giocatore che l’allenatore livornese ha rivoluto vestire di nuovo di biancorosso ovvero quel Davide Bruttini già a Forlì nella breve parentesi-Boccio e poi nuovamente lo scorso anno e che porterà il proprio bagaglio di esperienza e solidità, che ne fanno uno dei migliori pivot dell’A2, al servizio della squadra sotto alle plance.

A volte ritornano
Nell’elencare i componenti del roster costruito dal g.m. Pasquali sono stati volutamente tralasciati i due innesti extra-lusso che ritrovano Dell’Agnello dopo averlo già avuto come allenatore quando entrambi vestivano la canotta dell’allora Fulgorlibertas Forlì nel 2012-2013. Entrambi classe ’88, sia Nicola Natali che Terrence Roderick giunsero a Forlì giovanissimi facendo della Romagna il trampolino di lancio della loro carriera con destinazione serie a per l’ala nativa di Montecatini mentre la guardia di Filadelfia ha girato in lungo e in largo lo stivale, con una parentesi nella massima serie israeliana. Natali nei due anni all’ombra di San Mercuriale ha saputo conquistare il pubblico dell’allora Palagalassi pur esssendo autore di prestazioni da ricordare più per la solidità ed energia messe in campo che per le proprie doti realizzative. E proprio grazie al costante impegno sul campo si è guadagnato il soprannome di “sindaco”, andandosene solo a causa della situazione fallimentare in cui versava la società. Nel corso degli anni ha comunque saputo ampliare il proprio gioco aggiungendo un buon tiro dalla distanza che lo ha reso il “4” perfetto nello scacchiere di “Sandrokan” proprio perchè capace di allargare il gioco, nonché l’ideale complemento di altri due califfi della categoria come Bruttini e Landi.
Ultimo annuncio in ordine cronologico, T-rod è l’autentica ciliegina sulla torta di una campagna acquisti che, al netto dell’incognita che riguarda la composizione dei gironi e del numero di promozioni, pone l’Unieuro Forlì in prima fila tra le squadre in corsa per la promozione. Il roster non è lunghissimo, vista l’intenzione dell’allenatore di ruotare 8 uomini ma ricco di giocatori duttili e col giusto mix di esperienza (Giachetti e Bruttini su tutti) e sfrontatezza (Rodriguez, Bolpin ma anche Roderick).

Ma è tutto oro quello che luccica?

Organico importante per la categoria è fatto oggettivo e sicuramente gli arrivi di Natali e Roderick hanno immediatamente risvegliato e ingolosito un piazza che prima dello stop causa Covid pregustava la possibilità di fare strada nei play-off e ora comincia davvero a sognare in grande. La scelta di T-Rod a cui assegnare lo spot di guardia desta però qualche perplessità, non perchè il giocatore in senso assoluto non sia una delle migliori prese possibili per Forlì ma piuttosto per una questione meramente tattica che vede il ragazzo avere una naturale predisposizione a giostrare più da “3” che da “2”. Giova anche ricordare che nella precedente esperienza a Forlì con Dell’Agnello, T-Rod andava a completare un pacchetto di esterni che comprendeva Bo Spencer, Borsato, Musso ed il giovane Niccolò Basile e quindi la maggior parte del minutaggio speso da ala piccola. A prescindere dalla posizione, quella di Roderick è una buonissima scelta anche perchè restituisce alla squadra il cosiddetto go-to-guy, l’uomo da cui andare quando il pallone comincia a pesare e che lo scorso anno, Marini a parte, mancava. Fortemente voluto dall’allenatore e accostato alla Pallacanestro Forlì 2.015 praticamente in ogni sessione di mercato da quando la società è tornata in A2, se la scelta si rivelerà il “fit” giusto per completare una squadra in grado di centrare nuovamente la promozione a 25 anni dalla bomba di Niccolai sarà, come giusto che sia, il campo a stabilirlo.

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