Andrea Costa Imola Basket: c’è un futuro?

L’AU Giampiero Domenicali si apre a 360° per illustrare la situazione del club sportivo, evidenziando come allo stato attuale non ci siano alternative: o arrivano risorse importanti immediate, entro marzo, o l’anno prossimo si dovrà rinunciare alla A2.

di Alberto Dalmonte

Non è un appello quello di Domenicali, ma una disamina lucida e dettagliata delle prospettive dell’Andrea Costa, la realtà sportiva di maggior livello assieme all’Imolese calcio della città, e anch’essa in serio imbarazzo non solo economico ma vieppiù per l’assenza dell’interlocutore pubblico. Il Comune di Imola infatti è commissariato da 3 mesi, dopo il fallimento della giunta precedente, ma che nei 15 mesi in carica era stata tutt’altro che presente.
La più grande difficoltà attuale della società è la crisi di liquidità, valutata al momento in circa 150.000 euro: tra ottobre e dicembre, i 90 abbonamenti in meno, i minori incassi alle partite e il mancato rispetto degli impegni di alcuni sponsor hanno fatto sì che stipendi, fornitori e pagamenti vari diventassero problematici.
Quando nel 2017 la Com.Tec invitò a intervenire sul debito pregresso, per almeno 600.000 euro, la sottoscrizione avviata tra i soci arrivò ben oltre, addirittura a 720.000, sostituendosi in questo modo agli sponsor che avevano fatto mancare per ragioni di immagine il loro appoggio. E già, perchè a causa dell’indagine della GdF di quei mesi, il percorso di risanamento che aveva portato ad un dimezzamento del debito in due anni vide una brusca interruzione, malgrado la società sportiva Andrea Costa non vi entrasse assolutamente e, anzi, al processo di prossima istruzione si presenterà come parte lesa, avendo avuto danni per circa 280.000 euro. Oggi, tra tutte le società coinvolte in quella indagine, dodici, solo il club imolese è in attività, mentre le altre hanno dovuto chiudere. Segno, certo, di un grande impegno dei soci che però, dopo tanti sforzi, non sono più in condizione di far fronte a questa situazione e hanno, di comune accordo dopo due assemblee ravvicinate e con il supporto di un team di avvocati e commercialisti, dettato i passi per il prossimo futuro.
Primo obiettivo, finire la stagione e mantenere il titolo di A2, così che si possa continuare l’attività sportiva e definire il budget per la prossima annata: per un milione di euro di costi previsti, e partendo da una base di circa 700.000 euro, occorre trovarne 300.000 nuovi, da parte di realtà che intendano entrare, a qualsiasi titolo, sia come sponsor che come azionisti, con la totale disponibilità dell’amministratore unico Domenicali a farsi da parte.
In secundis, se al 31 marzo mancasse questa conditio sine qua non, si procederà alla vendita del titolo e si scambierà con categorie inferiori. Le offerte già oggi non mancano, perchè diversi club di B sono già attrezzati per la categoria superiore, e mal sopportano i lunghi tempi della promozione sul campo, mentre le piccole società che in passato hanno già percorso questa strada, oggi hanno risolto felicemente le crisi gestionali degli anni di A2 e, pur a fronte di minori incassi, grazie ai minori costi (inferiori al mezzo milione) del campionato cadetto.
Insomma, per Domenicali questa è l’ultima e definitiva chiamata, e anche ai politici che presto inizieranno la campagna elettorale in vista delle comunali, verrà chiesto se e quali risorse territoriali si impegneranno a mettere in campo.

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