APU Udine: chiara l’intenzione di ritornare ai massimi livelli, con un occhio di riguardo verso Trieste

APU Udine: chiara l’intenzione di ritornare ai massimi livelli, con un occhio di riguardo verso Trieste

L’estate della squadra friulana è già entrata in fermento.

di Mitja Stefancic

È l’Udine che vuole tornare alla visibilità nei salotti del basket che contano ai massimi livelli. Nonostante la frattura insanabile tra il presidente Alessandro Pedone e l’ormai ex Amministratore Delegato nonché GM Davide Micalich (potrebbe subentrargli l’ex presidente della Pallacanestro Trieste, Gianluca Mauro) l’annuncio di ieri del triestino Matteo Boniciolli sulla panchina dei friulani è uno di quelli importanti, che sanno accendere l’entusiasmo degli appassionati della palla a spicchi.

Ma andiamo per ordine. Già da un po’ si parla della volontà dell’APU Udine di tornare ai massimi livelli, spinta anche dalle ottime presenze del pubblico registrate nelle ultime due stagioni al PalaCarnera. Stando a quelli che sono i parametri predefiniti (che vanno dalla solidità finanziaria e la storia cestistica del club alla capienza del palasport), la società bianconera è tra quelle meglio attrezzate per poter disputare il campionato in A1 già dalla prossima stagione. L’ipotesi potrebbe concretizzarsi grazie alla facoltà di acquisizione dei diritti nel caso di rinuncia da parte di qualche società di A1 (come accaduto per Torino). A tal proposito, molto dipenderà dalle sorti di Pesaro e Pistoia, ovvero dalla decisione finale dei due club se rimanere in A1 o preferire il campionato di A2, che è meno gravoso da un punto di vista economico.

Tornando alla principale società di basket di una città che è stata recentemente apprezzata per il suo fascino culturale ed estetico da alcuni scrittori internazionali, non bisogna dimenticare che sino a qualche stagione fa l’Apu Udine giocava nel campionato di serie B dopo che nell’estate 2011 la “Pallacanestro Amatori Udine” ha cessato l’attività, rinunciando alla Legadue. Però ha saputo risalire (precisamente nella stagione 2015/16) in A2, cioè nella serie dove – sino al fallimento del 2011 – Udine era costantemente tra le squadre che potevano ambire alla promozione e dove lottava ad armi pari con squadre del calibro della Reyer Venezia.

Giorni fa si sono spesi fiumi d’inchiostro su quello che potrebbe essere il futuro della principale squadra di basket del capoluogo friulano. C’è chi la vuole protagonista nelle prossime stagioni di A2, chi invece prospetta il ritorno di Udine in A1, agguerrita come non mai, da subito. In un pezzo odierno per il Piccolo il giornalista Roberto Degrassi invita un po’ tutti a tornare coi piedi per terra, dicendosi certo che nella prossima stagione ci sarà una sola squadra del Friuli Venezia Giulia nella massima serie – quella di Trieste.

A dimostrazione comunque delle ambizioni friulane è proprio la scelta di Matteo Boniciolli, triestino doc, grande esperto di pallacanestro che ha allenato in diverse piazze che contano sia da noi sia all’estero (es. Astana). E che proprio a Udine vent’anni fa ha centrato la promozione in A1 con la società all’epoca sponsorizzata da Snaidero. Coach Boniciolli, che prenderà il posto di Alessandro Ramagli, non è però l’unico triestino che deciderà le sorti in campo dell’Apu Udine. Ad affiancarlo in veste di vice-allenatore potrebbe essere un altro triestino, Matteo Praticò, che fino ad un anno fa era l’assistente di Eugenio Dalmasson alla Pallacanestro Trieste.

Inoltre, non si escludono nuovi acquisti friulani tra i giocatori che al momento sono di proprietà della società giuliana. Insomma, come dimostrano le strategie di sviluppo e le scelte sia di Trieste sia di Udine, sembra che il basket del Friuli Venezia Giulia voglia ritornare a contare come un tempo, quando oltre alle due menzionate importanti piazze ve ne era anche una terza, al momento purtroppo in affanno, cioè Gorizia.

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