Assigeco, con Young e Sant-Roos in corsa a lasciare è Aronhalt

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A CURA DI LUCA MALLAMACI, IL CITTADINO DI LODI

L’arrivo con il cuore in gola ieri mattina a Malpensa al limite della chiusura del “check in” della United per non perdere il volo UA18 diretto a Newark e la successiva coincidenza per Columbus, Ohio, palesa un pizzico di preoccupazione per il blocco (causa incidente) della tangenziale Ovest, unita al comprensibile dispiacere per l’anticipata fine dell’avventura con l’Assigeco. Logan Aronhalt torna a casa, a Zanesville. L’imminente recupero di Howard Sant-Roos (il cui rientro è ipotizzato la prossima settimana contro Treviglio) e la presenza di Alvin Young, firmato sette partite fa per sopperire alla prolungata assenza proprio del giovane cubano, hanno costretto la dirigenza dell’Assigeco a “tagliare” la 24enne guardia tiratrice a stelle e strisce. Una scelta dolorosa sia dal punto di vista personale che sotto il profilo tecnico (il suo passaggio dalle parti del “Campus” si può definire tecnicamente discreto), ma il budget rossoblu hai dei limiti invalicabili. «Mi dispiace molto, avrei tanto voluto finire la stagione, ma da una parte sono contento di rivedere la mia famiglia: è dall’agosto scorso che non sto più con loro – confida Aronhalt prima di passare il controllo passaporti dopo aver incrociato i giocatori dell’Olimpia Milano, tra cui l’ex rossoblu Bruno Cerella, in partenza per Atene per l’Eurolega -. Venerdì faccio un salto a Maryland (dove ha finito il college, ndr) a trovare gli amici, domenica c’è una partita, e… qualche ragazza».

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