Bari, doppio impegno casalingo per salutare la Legadue Silver

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Tour de force per la Liomatic Group Cus Bari, che chiude quest’annata maledetta in anticipo – l’ultimo match della stagione sarebbe stato con l’Arcanthea Lucca, già fallita – con due match interni in quattro giorni, ospitando giovedì 10 l’Acmar Ravenna nel posticipo valido per la dodicesima giornata del girone di ritorno e domenica 13 la Mobyt Ferrara, in un match valido per la quattordicesima giornata.

Si tratta di due compagini unite dal filo rosso dei play off: coi suoi 26 punti, Ravenna si trova all’ottavo posto, in coabitazione con Roseto e Chieti ma con la partita contro il Cus da recuperare; un po’ più su la Mobyt, al quinto posto con la Bawer Matera a 30 punti dopo un avvio di stagione passato ai piani alti. Se la Liomatic avesse avuto un roster con una cifra tecnica diversa avremmo potuto dire che i biancorossi sarebbero stati l’arbitro sulla strada dei playoff in questa doppia sfida, ma a meno di enormi sorprese dovrebbe scorrere tutto liscio per le due squadre emiliane.

Con una salvezza già conquistata e il traguardo-playoff per cui manca solo la certezza matematica, l’Acmar Ravenna può dirsi decisamente soddisfatti. I giallorossi romagnoli, trascinati dall’entusiasmo del suo pubblico per una prima, storica stagione in Legadue Silver, hanno costruito nello scorso mercato estivo un roster basato in buona parte su quello dell’annata 2012/2013 che aveva dominato la DNB, puntellandolo con acquisti di spessore e caratura superiore.

In cabina di regia troviamo Eugenio Rivali (11,0 pts in 35,9 min, 3,7 rimb, 4,7 ass, 52,4% t2, 32,3% t3, 82,7% tl), alla sua seconda stagione con la casacca ravennate, confermatissimo dopo gli ottimi numeri dell’anno scorso. Play di grande estro, fa della capacità di sfornare assist per i compagni il suo piatto forte (quinto nella speciale classifica di media assist con 4,7 assist, quarto nella classifica totale con 128 assist complessivi). Quarto posto (82,7%) anche per realizzazioni dalla lunetta, e addirittura secondo posto (62) nella classifica delle palle rubate. A dare il cambio a “Genio” ci pensano Matteo Tambone (5,2 pts in 18,5 min, 1,4 rimb, 1,0 ass, 43,1% t2, 25,0% t3, 76,6% tl), play-guardia classe ’94 proveniente dalla Virtus Roma, e Mattia Ricci (1,0 pts in 4,0 min, 40% t2, 12,5% t3), play classe ’95: per lui solo qualche apparizione sul parquet.

Nel reparto guardie troviamo un altro dei punti di forza dei giallorossi, Adam Sollazzo (19,8 pts in 34,3 min, 5,5 rimb, 1,3 ass, 51,7% t2, 31,5% t3, 78,3% tl): la guardia classe ’90 nata in Florida arriva a Ravenna dopo quattro anni trascorsi in NCAA; una breve esperienza in Romania e una stagione passata in Germania con la casacca del Lipsia. Giocatore completo, con un’ottima tecnica di base, che forse per compiere il definitivo salto di qualità avrebbe bisogno di affinare la mira nel tiro dalla grande distanza. Questo non gli impedisce però di essere il top scorer dei romagnoli: è infatti quarto per media punti (19,8), per punti totali messi a segno (534), per tiri liberi (101) e per canestri realizzati da due (155). Il pericolo numero uno per i baresi.

Con Sollazzo completa il reparto Luca Bedetti (7,6 pts in 24,8 min, 4,0 rimb, 1,4 ass, 44,7% t2, 21,0% t3, 68,4% tl), guardia-ala classe ’89 nato e cresciuto a Santarcangelo, al suo secondo anno a Ravenna. Per lui grande atletismo e capacità di penetrazione.

Sugli esterni troviamo Michael Singletary, Giorgio Broglia, Francesco Amoni e Giacomo Cicognani. Singletary (12,9 pts in 30 min, 10,4 rimb, 1,9 ass, 50,0% t2, 29,2% t3, 80,8% tl), ala classe ’88 nativa di El Paso, Texas, è arrivato a Ravenna a febbraio ma si è da subito inserito negli schemi di coach Giordani. Vero globetrotter (esperienze, oltre che negli Stati Uniti, anche in Grecia, in Montenegro e nelle Filippine), sta dando un contributo importante sia in fase realizzativa che soprattutto sotto canestro (10,4 rimbalzi a partita, dove spiccano i 7,6 rimbalzi difensivi).

Giorgio Broglia (6,2 pts in 18,2 min, 3,2 rimb, 1,0 ass, 53,9% t2, 40,7% t3, 82,5% tl), anch’egli al secondo anno in giallorosso come Rivali e Bedetti, nasce come ala grande ma riadattato col tempo anche come ala piccola. Buonissime percentuali dal campo, insolite per giocatori della sua stazza, e un valido contributo anche sotto canestro: questi requisiti da jolly risultano ancora più importanti adesso che l’assenza di “Charlie” Foiera costringerà coach Giordani a rivedere qualche rotazione dei suoi uomini, con una duttilità che potrà rivelarsi decisiva.

Francesco Amoni e Giacomo Cicognani sono due ali grandi in grado entrambi di disimpegnarsi come centri. Amoni (11,2 pts in 27,9 min, 5,6 rimb, 44,0% t2, 40,0% t3, 80,0% tl), capitano e senatore – terza stagione per lui a Ravenna – è un lungo atipico, che vanta delle ottime percentuali realizzative anche dalla grande distanza, che gli consentono di provare spesso la soluzione dall’arco dei 6,75 m (terzo nella classifica delle realizzazioni da tre, con 62 centri). È dotato di un ottimo senso difensivo. Cicognani (4,4 pts in 15,8 min, 4,0 rimb, 44,8% t2, 75,0% tl), un po’ la mascotte di casa per essere nativo di Ravenna e cresciuto nelle giovanili dell’Acmar e per essere già nel giro delle rappresentative azzurre di categoria, è dotato di grande rapidità e di una grandissima elevazione.

Sotto canestro troviamo Francesco “Charlie” Foiera e Andrea Locci. Per Foiera (10,3 pts in 21,4 min, 5,1 rimb, 52,4% t2, 38,9% t3, 75,3% tl), un altro veterano della squadra (dall’alto delle sue trentanove primavere) pur essendo al suo primo anno con la canotta dell’Acmar, un ottimo contributo sia in campo che fuori, dove con la sua grande esperienza avrà modo di risultare decisivo nella crescita di giovani prospetti come Cicognani e Locci, ma attualmente ai box per infortunio. Per Andrea Locci (1,3 pts in 5,9 min, 1,3 rimb, 37,1% t2, 12,5% tl), centro classe ’93 cresciuto nelle giovanili di Cesenatico, una buona stagione l’anno scorso, con l’obiettivo di ripetere lo stesso minutaggio in una categoria superiore.

Quanto alla Mobyt Ferrara, invece, partita con l’obiettivo di una salvezza tranquilla per poi poter puntare subito a qualcosa di più, si è ritrovata fino al giro di boa in testa, salvo poi perdere molti uomini importanti per infortunio e accusare il colpo, ma restando comunque a ridosso delle prime in zona playoff.

Il mercato estivo ha fornito al confermato coach Furlani un organico ampiamente rinnovato, con la conferma di qualche cardine importante come Ferri e Benfatto. Quella che arriverà a Bari sarà però una Mobyt largamente rimaneggiata, viste le assenze di Simone Flamini, dei lungodegenti Casadei e Infanti e le condizioni non ottimali di altri giocatori, e dunque serviranno energie extra per confrontarsi contro i biancorossi, seppur non rappresentino un ostacolo insormontabile.

Il direttore d’orchestra del collettivo biancoazzurro è Julius Mays (16,4 pts in 36,5 min, 3,4 rimb, 2,5 ass, 41,3% t2, 40,7% t3, 87,5% tl), combo-guard classe ’89 arrivata a Ferrara direttamente dall’università del Kentucky. Numeri eccezionali, che lo rendono di diritto il pericolo numero uno per i ragazzi biancorossi. È infatti primo nella classifica dei canestri da tre (82 realizzazioni, staccatissimi gli altri) e secondo in quella dei liberi (87,5%). Al suo fianco gioca uno dei veterani della Mobyt, il capitano Michele Ferri (10,2 pts in 32,8 min, 3,0 rimb, 2,3 ass, 419,4% t2, 35,5% t3, 84,4% tl): classe ’85, alla sua terza stagione in biancoceleste, stagione importante anche per Ferri, di cui ricordiamo l’esperienza anche in leghe superiori, una mano caldissima al pari di Mays e buone doti da difensore.

Fanno parte del reparto guardie anche Gabriele Spizzichini (7,7 pts in 25,8 min, 3,6 rimb, 2,3 ass, 45,5% t2, 22,7% t3, 63,3% tl), guardia-ala classe ’92 desiderosa di dimostrare il suo valore dopo un’annata 2012/2013 non brillantissima, e Riccardo Bottioni (2,3 pts in 10,9 min, 1,0 rimb, 1,0 ass, 49,0% t2, 14,3% t3, 54,2% tl), point-guard classe ’93 scuola Virtus Bologna arrivata a Ferrara dopo un’annata trascorsa a Lucca in DNA con 17 minuti di media a partita. Fuori causa da metà dicembre per infortunio, invece, Alessandro Infanti (6,7 pts in 16,7 min, 1,3 rimb, 1,4 ass, 44,7% t2, 33,3% t3, 61,5% tl).

Scelte obbligate per coach Furlani nel reparto ali, largamente rimaneggiato dopo alcune pesanti assenze. La punta di diamante della Mobyt in questo settore è l’altro americano, Milton Jennings (11,9 pts in 26,7 min, 7,4 rimb, 0,9 ass, 55,9% t2, 29,9% t3, 78,3% tl), ala grande classe ’90 (ma utilizzabile anche come numero “cinque”) arrivata a Ferrara dal college di Clemson, atleta di grandi mezzi fisici (206 cm per 102 kg) e per questo rivelatosi molto importante sotto canestro.

Altri tasselli a disposizione di Adriano Furlani sono Alessandro Amici (4,3 pts in 20,1 min, 2,9 rimb, 1,1 ass, 51,3% t2, 14,3% t3, 71,4% tl), ala classe ’91, arrivato in biancoazzurro a metà gennaio per sopperire alle tante assenze causa infortunio del roster emiliano, e Davide Andreaus (1,5 pts in 5,4 min, 0,8 rimb, 0,3 ass, 40,0% t2, 38,1% t3, 55,6% tl), arrivato a Ferrara dopo un’ultima stagione disputata con la maglia di Padova in DNC nonostante abbia una buona esperienza di Legadue Silver avendo collezionato presenze in questa categoria con Imola, Siena e Firenze. Si segnala per buone percentuali al tiro. Fuori causa per infortunio, invece, sia Daniele Casadei (8,2 pts in 22,9 min, 5,0 rimb, 1,0 ass, 42,3% t2, 31,4% t3, 60,0% tl) per la rottura del crociato del ginocchio destro che Simone Flamini (2,2 pts in 12,4 min, 1,0 rimb, 50,0% t2, 42,9% t3) per un problema alla spalla, arrivato pochi giorni dopo l’infortunio di Casadei per sopperire alla sua assenza

Sotto canestro la Mobyt può schierare Michele Benfatto (12,4 pts in 27,1 min, 7,1 rimb, 0,8 ass, 55,4% t2, 62,2% tl), altro veterano, alla sua terza stagione a Ferrara, centro di grande livello per la categoria, ma le cui condizioni sono da valutare per una sospetta lesione ai legamenti del polso che lo ha tenuto in panchina durante la sconfitta interna contro Recanati, e Vincenzo Pipitone (2,6 pts in 8,1 min, 2,2 rimb, 0,2 ass, 62,5% t2, 60,0% tl), centro classe ’91 di 205 cm, alla sua prima esperienza da pro, arrivato in prestito dalla Reyer Venezia.

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