De’ Longhi – Assigeco, la sala stampa

0

DE’ LONGHI TREVISO BASKET – ASSIGECO PIACENZA 73-58 (18-5, 37-21, 58-38)

Una De’ Longhi privata in extremis di La Torre causa influenza, ha la meglio di Piacenza che non riesce a reggere l’impatto con la corrazzata trevigiana. In apertura subito un parziale biancoblu di 14 a 0, che porta la firma del giovane DeCosey, scaccia via i fantasmi di Udine. Nel secondo periodo il protagonista invece è Andrea Ancellotti che fa la voce grossa in entrambe le metà campo e vola in doppia doppia. Coach Andreazza prova a mescolare le carte e schiera anche la zona, ma i suoi vengono sopraffatti da una maggiore energia e determinazione messa in campo da Fantinelli e compagni, come testimoniano i 42 rimbalzi di cui 12 offensivi e trasformati in altrettanti punti.

Quenton De’Cosey, ala di Treviso, 12 punti, 5 rimbalzi, 3 assist e 3 recuperi: “Questa vittoria mi rende molto felice e soddisfatto e cancella il ricordo di Udine. Sentivamo la voglia e il bisogno di riscattarci per far vedere che a Cividale è stato solo un passo falso. In quanto alla partita di stasera, il coach mi aveva chiesto di difendere forte su Hasbrouk per provare almeno a limitarlo sapendo che è un gran realizzatore, soprattutto da fuori. Ho dato il massimo e credo di aver fatto bene, ma tutta la squadra ha fatto un’ottima prestazione.”

Andrea Ancellotti, centro di Treviso, MVP con 10 punti, 14 rimbalzi e 3 assist: “Eravamo tutti neri dopo la pessima prestazione fatta a Cividale. Sappiamo di essere una squadra che per rendere al meglio deve partire dalla difesa e controllare i rimbalzi. In questo fondamentale oggi abbiamo fatto bene, sia nella nostra metà campo che in quella avversaria. Sapevamo che in questo modo avremo subito qualcosa dall’arco, ma la decisione era quella di riempire l’area, Infante si è dimostrato bravo a punirci da fuori complice anche qualche nostra disattenzione. Io per primo ho commesso degli errori in difesa ma penso di essermi riscattato con canestri e rimbalzi. Trieste e Verona? Ora ci aspetta un giorno di riposo, ma poi torneremo in palestra pronti a lavorare ancora più duramente. Abbiamo degli obiettivi stagionali che vogliamo rispettare, non è nostra intenzione deludere la società o i tifosi, che anche stasera sono stati strepitosi.”

Marco Andreazza, coach di Piacenza: “Vorrei cominciare facendo i miei complimenti a Treviso che ha vinto meritatamente stando sopra per tutti i 40 minuti, dimostrando di aver voltato pagina dopo la dura sconfitta contro Udine. Ero certo che venendo qui al Palaverde non avremmo trovato una squadra malata o abbattuta, ma una formazione determinata a riscattarsi. Devo dire che noi siamo anche partiti bene tutto sommato, ma abbiamo sbagliato troppi tiri aperti e Treviso è stata brava a chiuderci sempre la prima opzione. La nostra prestazione di oggi non è stato certo ottima, però non abbiamo mai mollato, tutto ciò denota crescita, anche considerato che eravamo di fronte ad un pubblico pazzesco, davvero caloroso e corretto. La mia emozione? Ero molto emozionato all’inizio ma poi mi sono concentrato sul match.”

Stefano Pillastrini, coach di Treviso: “La sconfitta di Udine ci aveva lasciato parecchi dubbi, lo staff societario è stato molto bravo dimostrandoci comprensione, ma noi siamo una squadra molto auto-esigente e pretendiamo il massimo da noi stessi, infatti nella partenza di oggi si è vistata tutta la nostra sete di rivalsa. Siamo una squadra con un’identità precisa data dalla solidità difensiva e dalla forza nel pitturato, e nell’ultima uscita queste cose non si sono viste. In attacco non avevamo fatto male, ma a livello difensivo abbiamo subito troppo. Oggi invece abbiamo riempito bene l’area difensivamente e in attacco abbiamo costruito buone azioni, certo abbiamo commesso degli errori, infatti nonostante la scelta tattica fosse quella di riempire l’area, abbiamo subito troppo da 3 punti senza adeguarci al meglio. L’attacco bene, però sul loro press abbiamo subito come dimostrano le 17 palle perse. La cosa più importante però è che ho visto grande determinazione e spirito di squadra. Il tiro da 3? Una volta costruito bene può entrare come uscire. Comunque devo dire che non mi sembra un problema, non i dati alla mano ma credo siamo una delle squadre che meglio finalizza dall’arco. Un bilancio del girone? Se ci confrontiamo con l’anno scorso, al netto del recupero con Verona, siamo esattamente in pari. Il campionato è cresciuto di livello ma noi siamo sempre lì, siamo primi, abbiamo solo tre sconfitte e ci siamo qualificati per la Coppa Italia. Ovviamente non ci illudiamo di nulla e vogliamo continuare a crescere. La Torre? Nulla di grave, si è svegliato stamattina con la febbre e abbia deciso di tenerlo fermo.”