[ESCLUSIVA] Andrea Renzi:”Trapani sarà sempre casa mia, ma avevo bisogno di altre motivazioni”

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Abbiamo avuto il piacere di intervistare Andrea Renzi, pivot in forza alla Pallacanestro Orzinuovi in Serie A2 Girone Verde.

Andrea, ha mosso i primi passi verso il mondo cestistico presso la squadra del suo paese San salvatore di Cogorno. Nel 2003 è entrato in forza alla Don Bosco Livorno con cui disputa la Finale Scudetto Under 18, tre anni dopo passa alla Benetton Treviso dove vince uno scudetto U18 nel 2007 ed il titolo di MVP della manifestazione nello stesso anno. Dopo aver trascorso quattro anni nella società trevigiana, nel 2010 decide di sposare il progetto della neo-promossa Tezenis Verona, formazione in cui resta fino al 2012. Nell’estate del 2012 arriva la firma con Biella, per poi legarsi dall’anno successivo (2013) alla Pallacanestro Trapani dove resta per ben otto stagioni prima di lasciare la Sicilia nell’estate 2021 per firmare un contratto con la società Agribertocchi Orzinuovi.

INTERVISTA

1) Ciao Andrea, innanzitutto grazie per la tua disponibilità. Hai praticato altri sport prima di scegliere il basket? Quando e perché hai scelto la palla a spicchi?

“Ciao, io in verità facevo anche il portiere di calcio. La passione per la pallacanestro me l’ha trasmessa mio padre che era il presidente della squadra del mio paese che si chiama San Salvatore di Cogorno in Liguria, per un periodo ho praticato sia il basket che il calcio e poi ho smesso di fare il calciatore a 11 anni per continuare con la pallacanestro. Devo dire che la mia famiglia mi ha sempre trasmesso una grande passione, un grande rispetto per tutti gli sport in generale e a me piacciono veramente tutti e poi pratico la pallacanestro che è uno degli sport che amo, però la mia passione in generale è per lo sport”

2) Che ricordi hai della tua esperienza nella squadra di minibasket del Villaggio di San Salvatore di Cogorno?

“Sono ricordi molto belli, ho tanti amici, tanti rapporti che conservo anche adesso che sono passati 20 anni o anche di più. Sono alla fine rapporti che uno si porta dietro per tutta la vita perché sei bambino e sono amicizie vere, amicizie che uno si porta avanti per sempre. Poi è stato bello perché mio padre è mancato quando avevo quasi 12 anni per cui me lo ricordo che era in palestra, mi seguiva e per questo sono ricordi molto belli legati anche a lui, era un periodo molto spensierato della mia vita, poi ero a casa ed era tutto molto bello”

3) Che ricordi hai della tua prima parte di carriera a Treviso? Che emozioni ti ha lasciato l’esordio in Serie A1?

“Nella mia prima parte di carriera a Treviso sono anche lì ricordi molto belli in maniera diversa perché ho avuto modo di assaggiare il campo, ho avuto la fortuna di esordire allenato da David Blatt nella stagione 2006/2007, era l’anno immediatamente dopo lo scudetto di Andrea Bargnani, Drew Nicholas, Ramunas Siskauskas.

Sono veramente sensazioni inspiegabili perché fino a tre mesi prima vedevo quelle partite solamente con gli atleti in televisione e poi avevo l’opportunità di allenarmi insieme a loro e anche di andare in panchina e vivere delle emozioni veramente, per me, irreali perché era tutto un sogno e poi ho avuto la fortuna e la possibilità di crescere molto tecnicamente grazie al lavoro giornaliero in palestra anche soprattutto con il mio attuale capo allenatore Fabio Corbani”

4) Nella stagione 2008 – 2009 hai esordito in nazionale maggiore segnando 10 punti con l’Albania e 21 con la Croazia in una gara di preparazione ai giochi del Mediterraneo. Ti aspettavi un esordio così positivo?

“No, non mi aspettavo un esordio così positivo, è stato anche lì molto emozionante. Ho esordito sotto le gita di coach Carlo Recalcati quindi anche lì erano tutti mostri sacri, io mi trovavo al loro cospetto ed era tutto molto bello e sono esperienze che io mi porto dentro sempre. È stato un momento sicuramente molto felice della mia carriera, a prescindere dai risultati, a prescindere da quelle buone prestazioni che avevano testimoniato il lavoro fatto che era stato positivo e piuttosto buono”

5) Nel 2010, dopo un grave infortunio, hai firmato in A2 con la neo – promossa Tezenis Verona. Raccontaci di quell’esperienza

“La figura fondamentale per il mio trasferimento a Verona fu Andrea Fadini, che era il General Manager anche ai tempi del trasferimento alla Benetton Treviso e mi ha fortemente voluto a Verona. È una persona anche lui con la quale sono umanamente molto legato, lo reputo una delle persone più preparate della nostra pallacanestro e mi son trasferito lì soprattutto per lui. È stata un’altra esperienza comunque molto positiva perché poi al termine della stagione 2010/2011 avevo anche la convocazione per gli Europei in Lituania, a testimonianza del lavoro buono che ho fatto”

6) Nel 2011 la prima chiamata per un campionato europeo con la Nazionale. Che certezze ti ha lasciato e che emozioni ti ha dato quel momento?

“Anche lì è stato tutto molto positivo. La stagione a Verona è stata personalmente buona e quindi a testimonianza di questo, arrivò la chiamata di coach Simone Pianigiani. Purtroppo il risultato di squadra non fu positivo, ma comunque è stata sicuramente un’esperienza che mi porto dentro, e aver visto giocatori del calibro di Dirk Nowitzki, Tony Parker, Milos Teodosic, Nicolas Batum è stato veramente tutto molto emozionante”

7) Da Biella passi a Trapani, squadra che ti ha cresciuto e di cui ora ne sei la bandiera. Ci racconti di questi otto anni trapanesi e cosa provi nel sapere che sei considerato una bandiera?

“Sono stati otto anni sicuramente magnifici. Devo ringraziare la lungimiranza di Pietro Basciano che ha voluto investire su di me prima che giocatore ma soprattutto umanamente perché mi ha voluto far firmare un contratto quinquennale, ha creduto in me e credo anche di aver ripagato la sua fiducia. è stato una tappa fondamentale della mia carriera, son stati otto anni sportivamente importantissimi ed è stato davvero molto bello condividere a livello umano la città con persone fantastiche, mia moglie è di Trapani e per cui sarà sempre una città alla quale io sarò legato in maniera indissolubile ed è casa mia perché ho la base giù, quindi sarà sempre molto importante per me.

Per quanto riguarda il discorso sulla bandiera, sono cose che stabiliscono i giornalisti ma soprattutto i tifosi. Non può essere altro che un motivo di vanto, d’orgoglio è una cosa che fa molto piacere, perché quando uno inizia a giocare a pallacanestro, a calcio, a qualsiasi altro sport di squadra, il sogno più grande è, ovviamente alzare dei trofei, ma anche diventare il giocatore simbolo di una qualsiasi società, di una qualsiasi squadra. Se per voi io sono stato, o sono, una bandiera della Pallacanestro Trapani non può che rendermi orgoglioso, ma è una cosa che stabiliscono giornalisti e tifosi”

8) Da quest’anno sei a Orzinuovi, quanto è stato difficile lasciare la Sicilia e cosa ti aspetti da questa stagione?

“Ero a caccia di nuove motivazioni, di trovare una nuova spinta per la mia carriera. È stato fondamentale il fatto che Fabio Corbani mi abbia voluto a Orzinuovi ed è stato molto difficile lasciare la Sicilia anche perché avevo un contratto in essere ma diciamo che sicuramente, ripeto, la presenza di coach Corbani è stata molto importante, dopo otto anni è inutile negarlo, è stato veramente difficile sia a livello sportivo che umanamente perché lasciavo figure di riferimento per la mia vita, Pietro Basciano in primis è una persona alla quale io umanamente e non solo sportivamente sono legato, per cui non è stato semplice ma nella vita di un giocatore queste cose sono normali anche questo tipo di distacchi e ho deciso, visto il progetto tecnico che mi è stato proposto da Fabio (Corbani ndr.) di provare questa nuova esperienza.

Non si è parlato di obiettivi di squadra. Io mi aspetto soprattutto di far divertire i tifosi orceani che spero rientrano al palazzetto il più possibile, spero che si possa avere un palazzetto il più gremito possibile rispettando ovviamente le direttive statali e ovviamente sperando di farlo in sicurezza perché si possa risolvere la questione Covid che, insomma, la salute è sempre la prima cosa però speriamo di far divertire i tifosi il più possibile”

Ringraziamo la società Agribertocchi Orzinuovi per averci concesso l’intervista ad Andrea Renzi ed anche il giocatore stesso per la sua grande disponibilità.